domenica 24 gennaio 2021

Review Party: "Ladro di Baci" di LJ Shen

  Buongiorno appassionati lettori, 

Oggi vi voglio parlare di un retelling della Bella e la Bestia che mi ha veramente conquistata! Vi sto parlando de “Il Ladro di Baci” di LJ Shen edito Always Publishing

Sono una grandissima appassionata di tutti i libri che traggono ispirazione dalle favole ed in particolare ero molto curiosa di leggere come sarebbe stata questa Bestia. Andiamo a vederlo insieme!


La Bella e la Bestia non è tra le mie fiabe preferite, quindi quando ho deciso di leggere "Ladro di Baci" volevo veramente farmi stupire dagli avvenimenti. Devo dirvi la verità non mi ha minimamente delusa, anzi è stata una vera e propria rivelazione. Se vi piacciono le storie d'amore travagliate con due personaggi carismatici e pieni di personalità non potete fare a meno di immergervi in questa lettura. 
La protagonista Francesca Rossi, diciannovenne figlia di uno degli uomini più ricchi di Chicago ha sempre avuto tutto nella vita, un'istruzione presso un collegio di alta classe Francese, tutti i vestiti che potesse desiderare, non per questo però è una ragazza realizzata, il suo più grande sogno è infatti iscriversi all'Università e poter studiare giardinaggio la sua più grande passione. Il padre in realtà è un boss mafioso e non vuole che la figlia lavori, il suo compito è infatti portare benefici al Clan tramite il suo matrimonio. 
Un po' vecchio stile per essere ambientato nei giorni nostri, ma dovete immaginarvi le tradizioni di questi Clan, molto legate alla famiglia e alla sottomissione delle donne. 
Francesca tutto sommato non è neanche troppo scontenta perchè sa che potrà sposare l'uomo che ha sempre amato, Angelo Bandini. Uno dei rampolli del Clan, con il quale ogni anno passa l'estate, e una volta l'anno lui le depone un bacio sul capo lasciandola completamente sconvolta ed ammaliata. 
Per lei sembra filare tutto liscio fino a che non entra in gioco Wolfe Keaton, un uomo bellissimo ma allo stesso tempo spietato. Wolfe non più che trentenne, è diventato da poco Senatore e il suo più grande obbiettivo è vendicarsi del padre della ragazza, ripulendo anche le strade della città dalla criminalità. 
Sembra che per lui non ci sia nessun ostacolo, ad un matrimonio al quale sono invitati entrambi scambierà con Francesca delle parole piene di astio e non perderà l'occasione di metterla in cattiva luce davanti agli altri partecipanti. 
Francesca quella sera ha un unico obbiettivo baciare Angelo, si tramanda infatti nella propria famiglia uno scrigno che racchiude tre bigliettini lasciati dall'antenata più prossima (in questo caso da sua madre). Questi biglietti sono come profezie, quel giorno la nostra audace Francesca decide di rubarne uno che cita che quella sera lei bacerà l'amore della sua vita, si pone quindi l'obbiettivo di baciare Angelo e coronare il suo sogno, ma qualcosa va storto e al suo posto bacerà proprio Wolfe.  
Da questo momento in poi la storia si fa molto più animata e Francesca viene obbligata a sposarlo. 
 
Mi è piaciuto molto vedere come poco a poco Wolfe capisce che lei non è solamente un bel corpicino sottomesso, ma che in realtà ha molto di più da dimostrare. 
Francesca è una ragazza caparbia che ha sempre fatto quello che le veniva richiesto senza però sottomettersi totalmente e cercando di essere sè stessa, sarà proprio questa sua testardaggine a far breccia nel cuore d'acciaio di Wolfe. 
Insieme i due crescono molto e imparano a conoscersi ed apprezzarsi. 
 


L'autrice ha uno stile di scrittura molto fluido e permette al lettori di innamorarsi completamente dei due protagonisti, diversi tra loro ma allo stesso tempo complementari. 
Francesca si immedesima totalmente nei panni di Belle e Wolfe non poteva essere più simile alla Bestia di così, non avrà menomazioni ma sicuramente racchiude nel suo cuore tanto di quel dolore che per lui esiste solamente la politica, l'economia e la legge, riuscire a capire che dietro a questo c'è molto altro e che i sentimenti non sono frivolezze per gli stupidi non sarà molto facile. 
A me Angelo, il nostro Gaston, mi è piaciuto molto perchè come crea casini lui pochi altri veramente, e rende la storia molto più interessante. 
Nell'insieme devo ammettere che l'autrice ha unito benissimo i caratteri dei protagonisti originali con quelli da lei delineati e devo ammettere che questo ha creato un perfetto bilanciamento tra le due cose. 
Non posso quindi fare altro se non consigliarvi di cuore questa lettura!


Se tutti i libri della Always di quest'anno saranno fantastici come questo dobbiamo iniziare subito a risparmiare per fare incetta di queste meraviglie!!


Il mio voto: 



Voi cosa ne dite vi ho incuriosito? Pensate di leggerlo? 

Io l'ho adorato perciò spero piaccia moltissimo anche a voi!!






sabato 23 gennaio 2021

Recensione: "Il gioco delle colpe" di Antonella Maggio

 Buongiorno meraviglie,

Ho letto la trama de “Il gioco delle colpe” e ho esclamato: questo sarà mio!
E così è stato.
Complici anche Elena e Alexia (nessuna pressione, davvero...) che mi hanno convinta a tuffarmici appena è giunto nel mio kindle.



Trama:

Essere figli di un poliziotto non è semplice, lo sanno bene Alexia e Jake.
Lui ha due occhi chiari come il cielo terso, l’anima nera come l’inchiostro dei suoi tatuaggi e del passato che, dopo anni, continua a tormentarlo.
Lei ha vent’anni e non ha mai avuto un fidanzato per colpa del Capitano Bradley, suo padre; frequentare l’università a Chicago è il primo passo per la libertà, il secondo è innamorarsi di un tipo pericoloso che la sua famiglia non approverebbe mai e che, a sua insaputa, conosce fin troppo bene.
Uno stage in un salone di tatuaggi, l’attrazione e i baci, una sola regola da rispettare: niente sentimenti e legami.
E se a tutto ciò si aggiungessero segreti famigliari inconfessabili?
Le opzioni sono due: sperare che il tempo e i chilometri di distanza possano fermare il destino, oppure continuare a giocare a un gioco in cui vince solo chi depone le armi.

 

La protagonista, Alexia, è la figlia di un poliziotto ed ha deciso di trascinare la sua valigia a Chicago trasferendosi lontana dalla famiglia. Oh, già. Non un poliziotto comune di quelli che ci immaginiamo stanchi, con la divisa, posteggiati a sorseggiare un caffè e annoiati. No, suo padre è un agente sotto copertura capace di gelare al primo sguardo chiunque, anche dei tizi loschi e poco raccomandabili. Quindi Alexia si sente un po' oppressa da questa figura paterna così incombente.
Si ritrova grazie a uno stage nel quartiere più malfamato della città e ad accoglierla nel salone di tatuaggi dove dovrà lavorare come stagista c'è Jake. E lui beh...
È strafottente, altezzoso e... nota subito le sue mutandine.
L'attrazione è reciproca e palpabile fin da subito per entrambi.

 


Con pochi semplici dialoghi sembrano comprendersi e scoprirsi.
Battibeccano e si infiammano.
Si guardano e si rasserenano.
Sono vento e pioggia e l'arcobaleno stesso.
Preda e cacciatore al medesimo tempo entrambi.





I pov sono alternati al presente e la caratteristica hate to love è presente fin da subito e mi ha trascinata nelle pagine con divertimento e astuzia.
Per quanto mi riguarda, credo che l'instalove sia una caratteristica immediata per Jake. Se Alexia comprende e fa di tutto per non attaccarsi emotivamente a lui, lui proprio sembra non riuscirci rendendo trasparente il legame che sente.

  


La venatura forbidden è sottile e, con molta sincerità, non l'ho trovata rilevante. Perché nessuno dei due protagonisti mette dei paletti o riflette troppo sul danno che potrebbe andare a causare stando insieme, ma si lasciano trasportare dalla passione.
Con un plot twist molto semplice,  Il gioco delle colpe si lascia leggere con velocità grazie alla scrittura dinamica e scorrevole di Antonella maggio. Mi aspettavo di più dall'epilogo, ma ne sono comunque soddisfatta, spero di leggere presto degli altri personaggi che compaiono in questo libro! 

Il mio voto:


Lo leggerete?

A presto!



venerdì 22 gennaio 2021

Review Party: "La stirpe della Gru" di Joan He

 Buongiorno appassionati lettori, 

Oggi vi presento un libro che mi ha conquistata per la sua meravigliosa copertina ancora a Novembre quando la vidi per la prima volta! Vi sto parlando de "La Stirpe della Gru" di Joan He edito Oscar Vault



Questo libro mi aveva rapita da subito per la meravigliosa copertina dai colori vivaci ed accattivanti, per una volta la meraviglia dovuta a questa non l'ho del tutto ritrovata nel libro. 

Andiamo con ordine.... Hesina è una principessa che si trova a diventare monarca dopo la morte prematura del padre. Non sa di chi fidarsi, da ogni parte che si gira teme di essere presa in giro, e ha paura che vogliano manovrarla per sottometterla al loro volere. Lei infatti non si sente pronta per il suo nuovo ruolo perché teme che le manchino ancora le armi per potersi proteggere da chi le sta intorno, dovrà crescere molto in fretta per poter fronteggiare ciò che l’aspetta. Mi è sembrata infatti una protagonista molto ingenua, che crescerà a poco a poco durante il libro grazie al suo grande coraggio. 

Sente che suo padre è stato assassinato, e per scoprire chi ha osato fare un gesto simile si metterà in numerosi guai che terranno il lettore con il fiato sul collo. 
Da tempo nel regno non è più permesso usare la magia ma per ottenere il suo scopo si spingerà fino da una veggente capace di aiutarla. 
Sarà proprio in questa occasione che Akira entrerà nella sua vita. 

Il world-building del Regno di Yan è ben delineato, incentrato sulla sua storia ci permetterà di immedesimarci moltissimo in questo tempo costellato da potere e intrighi. 

I personaggi sono molteplici, i principali oltre alla principessa e ad Akira, un detenuto che secondo la veggente è indispensabile per l’ottenimento dei suoi scopi, sono sicuramente i suoi fratelli adottivi Caiyan, primo personaggio che incontriamo nel libro insieme a lei e Lilian, sempre disponibile e che si renderà molto utile alla sorella. Ha anche un fratello Sanjing nato da una storia del padre con una concubina che ammetto mi è piaciuto moltissimo. 




Lo stile di scrittura dell'autrice è abbastanza fluido anche se in alcuni momenti mi sono ritrovata a fare fatica ad andare avanti per la lentezza di alcuni avvenimenti, non che mi aspettassi di trovarmi davanti ad un romanzo semplice, gli intrighi e i giochi di potere rendono ogni cosa più profonda.
La seconda parte è sicuramente quella più incalzante che mi ha permesso comunque di appassionarmi ad una vicenda bella come questa. 

Sicuramente la He ha inserito molti riferimenti agli usi e i costumi della cultura orientare e a mio parere vi sembrerà di esservi dimenticati di qualcosa durante la lettura, è sicuramente consigliato a tutti coloro che sono appassionati di miti e leggende di quei popoli e che quindi si ritroveranno in molti simbolismi che vengono esposti. 

Non è un fantasy semplice da leggere ma sicuramente molto intrigante, mi aveva colpita l’idea che fosse autoconclusivo, ma non sono riuscita a rispondere ad ogni quesito che mi sono posta durante tutta la lettura, spero quindi che ci sia una novella o qualcos’altro a chiusura dello stesso. 


Nel complesso mi è piaciuto perciò ve lo consiglio di cuore!



Il mio voto: 


Voi cosa ne dite vi ho incuriosito? Pensate di leggerlo? 






mercoledì 20 gennaio 2021

BlogTour: "Il giardino segreto" - Frances Hodgson Burnett - L'autrice: Vita e opere

 

Buongiorno meraviglie,
Prima di parlarvi della nuova edizione del libro "Il giardino segreto", oggi facciamo un approfondimento sulla vita e le opere dell'autrice Frances Hodgson Burnett!

   


Trama:
Questa è la storia di una bambina coraggiosa che fu mandata a vivere in una casa ammantata dal mistero, e un giorno scoprì qualcosa di segreto, di magico…

Non ci credi?

Forse perché non sei ancora entrato nel giardino segreto.

Per Mary Lennox le storie hanno un potere straordinario. Le basta raccontarne una ad alta voce per superare i momenti difficili. Ma la sua partenza per l’Inghilterra e la sua misteriosa e sterminata brughiera sta per cambiare ogni cosa. Mary andrà a vivere insieme a uno strano ricchissimo zio che non ha mai visto, e che, di certo, non ha tempo per le storie. All’improvviso, il mondo di Mary inizia a crollare. I suoi genitori non ci sono più, l’amata India, la terra delle storie, è più lontana che mai. Sembra che non ci sia rimedio a nulla. Almeno fino a quando Mary non incontra Colin, il cugino che non ha mai conosciuto. E Dickon, espertissimo di natura, di animali, sempre pronto ad ascoltare. Insieme a loro Mary attraverserà il maniero dello zio fino a scoprire un meraviglioso giardino, un luogo incantato che custodisce un segreto, ma… dove è proibito mettere piede. Ed è qui che l’avventura inizia. È qui che la storia prende vita. È qui che Mary Lennox troverà la sua vera casa.

 


Anche se questa nuova edizione è stata pubblicata seguendo il nuovo film uscito su Amazon Prime un paio di mesi fa, andrò a scovare nella vita e nelle altre opere create dall'autrice Frances Hodgson Burnett.

Prima di parlarvi della sua vita, vorrei prima dirvi cosa ha scritto, perché solo così (a mio parere) potrete apprezzare la sua vita e la sua scrittura.

La sua prima storia venne pubblicata in Godey's Lady's Book nel 1868, ma non ne abbiamo traccia.
Negli anni successivi una serie di racconti porta la sua firma:
That Lass o' Lowrie's (1877), Haworth's (1879), Louisiana (1880), A Fair Barbarian (1881), Esmeralda (opera teatrale, 1881), Through One Administration (1883)
Nel 1886 pubblicò Il piccolo lord (titolo originale: Little Lord Fauntleroy). Inizialmente pensato come libro per bambini, suscitò molto interesse nelle madri ed il libro vendette più di mezzo milione di copie.
Poi in ordine d'uscita ci sono anche:
La piccola Santa Elisabetta e altre storie (Little Saint Elizabeth and other stories, 1893), A Lady of Quality (opera teatrale, 1897)
I suoi altri lavori includono Sara Crewe (1888) - successivamente riscritto come La piccola principessa (1905) che mantiene anche lo stesso titolo per il film basato sull'opera stessa e Il giardino segreto (1911) che è probabilmente la sua opera più conosciuta.
Ci sono poi quelle meno conosciute come:
Le anime bianche (The White People, 1917), Nel mondo del camino (1931), Edith e il ladro (1934)
E nel 1893 pubblicò le memorie della sua gioventù, The One I Knew Best of All.

Ma chi era Frances Hodgson Burnett?

L'autrice nasce a Manchester nel 1849, ma emigrò in Tennessee, negli Stati Uniti, dopo la morte di suo padre.
Ed è qui che iniziano le similitudini con i suoi protagonisti, tutti orfani di uno o entrambi i genitori.
Ed è proprio dopo la morte della madre che inizia a scrivere per aiutare economicamente la famiglia.
La sua prima storia venne pubblicata in Godey's Lady's Book nel 1868. Subito dopo, i suoi scritti cominciarono ad essere pubblicati regolarmente.
Il suo principale talento di scrittrice consisteva nel combinare dettagli realistici della classe lavoratrice con una trama romantica.
Si sposò con il Dottor Swan M. Burnett di Washington nel 1873.
Nel 1888 vinse un processo in Inghilterra sui diritti d'autore per Il Piccolo Lord, stabilendo un precedente che fu inserito nella legge britannica sul copyright nel 1911.
Nel 1898 Frances divorziò dal Dr. Burnett. Successivamente, nel 1900, si risposò con Stephen Townsend, il suo business-manager. Il secondo matrimonio durò meno di due anni, terminando nel 1902.
Dalla metà degli anni novanta dell'Ottocento visse in Inghilterra, ma nel 1909 tornò negli Stati Uniti dopo essere diventata cittadina americana nel 1905.
Frances Hodgson Burnett morì a Plandome (New York) ed è sepolta nel vicino cimitero di Roslyn, vicino al figlio Vivian. L'effigie a grandezza naturale del figlio Lionel è situata ai suoi piedi.

*Fonte web



A presto!


 


martedì 19 gennaio 2021

Review Tour "Assedio e Tempesta" di Leigh Bardugo

 



Buongiornoooo. 

Abbiamo aspettato tanto ma finalmente è uscito anche Assedio e Tempesta. E non vedo l'ora di parlarvene ;) 




TRAMA

Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.




Non so voi, ma personalmente ho conosciuto la Grisha Trilogy nel 2013, quando uscì Tenebre e Ghiaccio, il primo libro, per Piemme. Da quel momento ho atteso che arrivasse pure il secondo romanzo, e, finalmente, quel giorno è arrivato e io sono felicissima.
Per me, Assedio e Tempesta è stato una rilettura, l'ho letto in lingua nel 2018, ma averlo potuto rileggere in italiano mi ha davvero emozionata, anche perché è il mio preferito della trilogia (e della Bardugo).
Assedio e Tempesta è il romanzo in cui si inizia a delineare una trama più complessa ed intrecciata. Qui, gli intrighi iniziano a prendere forma, i tradimenti sono dietro l'angolo, si formano nuove alleanze e facciamo la conoscenza di personaggi che saranno importantissimi non solo per l'esito della guerra corrente, ma per il futuro dell'intera Ravka
Amo particolarmente questo secondo romanzo perché è molto dinamico, c'è tantissima azione, ma anche moltissima introspezione psicologica. E' qui che inizia il fatidico cambiamento in Alina che la porterà verso quella che sarà poi, nel terzo libro, una figura estremamente controversa, né positiva né negativa. Se in Tenebre e Ossa (titolo della ristampa Mondadori del primo romanzo) Alina poteva essere associata al tipo di personaggio stereotipato degli YA (in realtà, per come la vedo io, non lo è mai stata), in questo romanzo, la sua crescita è talmente forte da sotterrare completamente questi clichè per essere, in tutto e per tutto, una donna completamente a sé stante. Amo Alina perché è il risultato delle sue scelte che non sempre sono corrette, ma sono profondamente umane. 
In questo romanzo conosciamo, anche, per la prima volta, Nikolai, quello che è diventato il mio personaggio preferito del Grishaverse. Quanto mi piace Nikolai... Non posso dirvi troppo su di lui perché è molto spoiler, ma si tratta di quel personaggio un po' comico, un po' genio di cui ogni storia ha bisogno, sia per ridere che per progredire con la narrazione, perché Nikolai non fornisce al romanzo solo sano divertimento, ma è anche colui che, spesso e volentieri, tira fuori dai guai la nostra combriccola, grazie alla sua astuzia e alla sua intelligenza. 
E poi, questo libro è pieno di magia grisha, di avventura, di azione... non ci si ferma un attimo. Capitolo dopo capitolo si è sempre più catapultati all'interno della storia e dell'universo creato dalla Bardugo. Non si potrà fare a meno di mettere giù il romanzo, ma anzi, la sensazione sarà quella di essere risucchiati dalla bellezza delle sue pagine. 
Per non parlare dello stile. Come sempre, Leigh Bardugo è in grado di penetrare con poche e semplici parole, nel cuore di ogni lettore. Non è una scrittrice che ti stordisce con periodi complessi o con frasi lunghe e arzigogolate; la sua prosa è semplice e arriva al punto, ma è vera e profonda e ti tocca l'anima in modo talmente intimo da chiederti come possa una donna così distante conoscerti così bene. 
Anche qui, così come nel primo, i temi trattati sono tantissimi, ma non basta una lettura superficiale per comprendere quello che l'autrice sta denunciando. Sento spesso dire che la Grisha è una trilogia poco profonda, eppure sono pochi i libri YA in grado di trattare argomenti importanti come la violenza sulle donne, la dipendenza, la tossicità, la prostituzione con la delicatezza di Assedio e Tempesta, e se non si riesce a vederci tutto questo, allora, forse, non sarebbe male una seconda lettura. 
Insomma, io ho follemente amato anche questo secondo romanzo, e adesso non vedo l'ora di rileggere in italiano anche il terzo. 

Voto




Altre recensioni e articoli su Leigh Bardugo

Tenebre e Ossa: RECENSIONE
Sei di Corvi: RECENSIONE
Il Regno Corrotto: RECENSIONE
Grisha Trilogy (recensione fatta due anni fa dell'intera trilogia): RECENSIONE

La Nona Casa: RECENSIONE

Come leggere il GrishaVerse: QUI













Avete letto qualcosa di Leigh Bardugo? 








venerdì 15 gennaio 2021

Review Party: "La regina del Nulla" di Holly Black

Buongiorno appassionati, 

oggi voglio presentarvi una nuova uscita di Holly Black, “La Regina del Nulla” edito Mondadori, finalmente potremo finire la lettura della serie e scoprire come andrà il futuro di Jude e Cardan!! 

Ho avuto il piacere di leggere anche la novella inedita “The Lost Sisters” tradotta in Italia da un piccolo gruppo Facebook e non posso fare a meno di consigliare anche a tutti voi la lettura di questa novella per meglio comprendere il rapporto delle due sorelle e in particolare chi è Taryn.


Siamo finalmente giunti al termine di questa meravigliosa trilogia, è sicuramente una delle mie preferite degli ultimi anni per il perfetto bilanciamento tra amore e fantasia. Se avete letto i libri precedenti sapete del rapporto scostante tra Jude e Cardan. Il loro è un amore molto forte che hanno sempre cercato di nascondere anche a loro stessi, in quest’ultimo volume potremo veramente capire l’evoluzione personale di questi personaggi e come questo ha influito sulle loro scelte presenti e passate. 
Erano due ragazzini arrabbiati e pieni di problematiche da risolvere ora invece sono cresciuti e pronti ad affrontare il loro futuro all'interno della corte degli Elfi. 


Ritroviamo una Jude esiliata e costretta a tornare nel mondo dei mortali dopo essere stata cacciata da Cardan, non ha mai amato il mondo magico ma ne sente moltissimo la mancanza e farà di tutto per cercare un modo per tornarci e farsi valere. Proprio per questo si incaricherà di sistemare alcune questioni legate al mondo fatato per creare una sorta di legame che le permetta di essere nuovamente accettata dalla corona. 

Proprio in questa occasione scoprirà che qualcuno vuole far del male a Cardan e cercherà di aiutarlo, sarà grazie all’aiuto di Taryn che riuscirà a tornare. Come al solito non tutto andrà come da lei pianificato, quando mai è capitato? 
Vedremo una Jude più adulta che deve fare i conti con ciò che ha imparato dall'inizio degli eventi e che deve scegliere in cosa credere e da che parte stare. Aver comandato Cardan sicuramente le ha dato delle conoscenze che le possono tornare utili e sarà proprio a queste che si appellerà per capire com'è meglio comportarsi. 
Mi è piaciuto moltissimo Cardan in questo nuovo libro, si vede proprio che è cresciuto e che non è più il ragazzo odioso e menefreghista ma molto più presente che riesce a prendere le migliori decisioni per il bene del suo popolo. 
Gli intrighi e le questioni politiche fanno da padrone in una realtà che non è come quella che ci aspettavamo. 


L’autrice Holly Black è una delle migliori del genere fantastico, riesce a catapultarci nel mondo che vuole presentarci lasciandoci sempre a bocca aperta e non annoiando mai. Questo volume mi è piaciuto moltissimo per il ritmo incalzante e per lo stile sempre più preciso e coinvolgente, specialmente nella parte finale. Certo in alcuni tratti è stato più piatto, ma questo a mio avviso è dovuto al fatto dello scioglimento di ogni nodo creato nei volumi precedenti. In questo si vede un desiderio di rispondere ad ogni domanda del lettore e questo spesso risulta un po' troppo affrettato, ma comunque apprezzato. La parte che più mi ha spiazzata è la fine sembra quasi troncata e per questo ci lascia con una voglia di saperne di più, magari una nuova novella sul loro futuro non sarebbe male!
L’ambientazione ben dettagliata rende la lettura più interessante permettendo al lettore di immedesimarsi in ogni situazione. 
Se amate l’autrice e siete curiosi di scoprire un mondo nuovo non dovete fare altro che iniziare o terminare questa serie perché non potreste avere a che fare con niente di meglio!!
Ve lo consiglio di cuore!



Il mio voto: 



La serie è composta da: 

1. Il Principe Crudele (Recensione)
1.5 The Lost Sisters 
2. Il Re Malvagio (Recensione
3. La Regina del Nulla
3.5 How the King of Elfhame Learned to Hate Stories (novella)


Potete passare a leggere le altre recensioni su questo libro negli altri blog!!

Di seguito la lista!







Recensione: “Rebel Queen” di Daria Torresan

 Buongiorno meraviglie,

oggi parliamo di un age-gap condito con un po’ di hate-to-love di Daria Torresan.

Pronte a scoprirlo?


Trama:

Diciassette anni, ciocche rosa tra i capelli e uno skate sempre appresso. Rebel non cerca solamente di apparire, lei vorrebbe essere vista. Vorrebbe smettere di essere invisibile agli occhi di un padre che la ritiene un errore, ma non al punto da divenire un peso. Quando lo stipendio della madre non basta per pagare le spese del college, prende al volo l’occasione di fare da baby-sitter ai gemelli che vivono all’inizio della via. Una soluzione perfetta, se non fosse per il loro padre. Blue Dushan è il vicino dai capelli lunghi, dai tatuaggi intriganti, che la tratta come se fosse una nullità. Difficile mordersi la lingua quando si è provocatori per natura. Tra una battuta sagace e un’altra, Rebel si accorgerà che quell’uomo l’attrae in un modo tanto travolgente quanto inappropriato.

 

Blue ha accettato di vivere nella finzione di un matrimonio felice e all’apparenza perfetto solo per amore dei suoi figli. L’ultima cosa di cui ha bisogno è una mocciosa irriverente e incredibilmente sexy tra i piedi, capace di suscitargli immagini inopportune. Eppure sa che non dovrebbe fare certi pensieri su di lei. Ha solo diciassette anni, troppo giovane per un uomo che dalla vita ha già preso molto. Tuttavia, più il tempo passa, più è difficile resistere alla tentazione. Soprattutto se Rebel potrebbe essere la ragione per dare una svolta alla sua vita. 

 

Sono un connubio così assurdo da risultare perfetto.

La ragazzina tracotante e l’uomo troppo grande per lei.

La regina ribelle e il suo principe stronzo.





Quando ho letto la trama di Rebel Queen e capito che si trattava di un age gap sono stata curiosa come una scimmia di leggerlo e appena ho potuto mi sono immersa in questa lettura!

Rebel ha pochi affetti a circondarla, uno skateboard per spostarsi, pochi soldi e un padre assente che non le vuole bene.
Essere immersi nella storia dei suoi genitori è stato coinvolgente al punto tale che vorrei leggere di loro, di questo amore effimero, trasportato via e che era bello quando era proibito per poi trasformarsi in un mostro a tre teste, così reale da far credere a Rebel di non essere degna, in qualche modo, di meritare l'amore. Ma l'attrazione, quella per lei è più facile da provare.
Quando si ritrova a dover trovare un lavoro per aiutare la madre con le spese economiche comprende che non è semplice o immediato, ma per fortuna c'è quel vicino di casa che ha bisogno di una babysitter. E allora quale migliore occasione?
La sfrontatezza di Rebel e il suo lato ribelle (ma dai? Nome non fu mai più azzeccato) mi hanno intrigata, ho capito come dietro ogni sua richiesta si celi una sfida, un modo per poter vivere la sua giovane età, eppure per viverla appieno si immerge in atti che la vanno a sminuire, azioni che ogni madre non immaginerebbe mai per sua figlia. Ma sono proprio i pensieri di Rebel a solcare le pagine e a rimanerci impressi, quelli che celano le risposte da brava studentessa che sciorina per sembrare una ragazza che non è, quella che mostra la facciata da brava ragazza davanti alla madre e che invece manifesta un turbamento per la figura paterna che le manca.
Ma il bello arriva quando è Blue a farci avvicinare ai suoi pensieri. Un uomo di trentacinque anni, una situazione a casa che lo trattiene solo per l'amore dei suoi figli, il carattere impavido e l'aspetto fuori posto in uno studio di architetti tutti d'un pezzo, ma che riesce ad avere pensieri impuri per quella che è la piccola babysitter sfrontata dei suoi figli.
 



Un romanzo graffiante, come i suoi protagonisti, con la loro attrazione percepibile fin da subito. La venatura hate to love iniziale cela dietro un'attrazione rovente e bruciante da parte di entrambi, peccato però che duri relativamente poco. I protagonisti sono delineati molto bene e sono, sotto certi aspetti, molto simili tra loro, vogliono entrambi l'ultima parola, sono menefreghisti per quanto riguarda i pensieri altrui, quella voglia di superare i limiti. Ho apprezzato i loro soprannomi che hanno conferito ad entrambi maggiore caratterizzazione.
Per quanto in molti parti il libro mi abbia coinvolta in alcuni punti, non sono riuscita a entrare pienamente in sintonia con i protagonisti. Rebel è, sicuramente anche vista l'età, ambigua più di una volta e come se non fossi riuscita ad inquadrarla a pieno non riesco nemmeno ad apprezzarla, e Blue invece che si frena e mette i paletti per poi farli saltare e due secondi dopo riflettendo sulla differenza d'età, anche questo sicuramente voluto dall'autrice dato questo lato forbidden, ma a mio parere è stato un po' esasperato. Ahimé, anche la narrazione non è stata tra le mie preferite, i pensieri in corsivo non mi hanno avvicinata e coinvolta, ma creato l'effetto contrario e mi è dispiaciuto. È il primo libro di Daria Torresan che leggo e non so se il tipo di narrazione è di uso frequente per lei, ma per quanto mi riguarda mi ha purtroppo allontanata dai protagonisti.

Oltre che il sottile odio/amore che cela un'attrazione profonda e viscerale, l'altro elemento perno del libro è, appunto, la differenza d'età che è stata ben bilanciata e fin da subito marcata nelle battutine che si scambiano Blue e Rebel. Perché lei ha la gioventù dalla sua parte con le speranze, i sogni e quella incoscienza tipica della giovane età e Blue ha il carico di problemi, doveri e responsabilità.
Nel corso della lettura alcune svolte mi hanno sorpresa e altri comportamenti da parte di entrambi storcere il naso, ma alla fine sono felice di dove questi due mi abbiano portata. Mi hanno fatta esasperare, fare le ore piccole e innervosire. Ma anche innamorare con i loro battibecchi, le lingue irriverenti e la passione che sanno dimostrare quando sono insieme.


Non sono uscita dalla lettura di Rebel Queen completamente innamorata, ma comunque mi ha fatto piacere leggerli e scoprire questi due personaggi molto chiacchierati. È una lettura che non mi ha del tutto soddisfatta, ma forse questo è anche dovuto a esperienze personali che non mi hanno permesso di rimanere completamente estraniata dalla storia, tutto sommato è una lettura piacevole se si amano le storie d’amore frizzanti e con un plot twist molto semplice.

Il mio voto:


Lo avete già letto?







 

mercoledì 13 gennaio 2021

Recensione " Emmaline" di Estelle Hunt

Buongiorno appassionati lettori,

Oggi voglio recuperare un libro che ho letto tempo fa e tra una cosa e l’altra non ho più avuto modo di presentarvi. Vi parlo di Emmaline di Estelle Hunt edito Hope Edizioni.



Trama: 

Sinossi: Inghilterra, 1888
Quando Emmeline Brant partecipa alla sua prima stagione ha solo diciotto anni e tante speranze per il futuro. Tuttavia, neppure nei suoi sogni più segreti avrebbe mai immaginato di suscitare l’amore di Julian Severn, il Marchese di Newbury. L’uomo che da sempre possiede il suo cuore.
Un crudele ricatto costringe Julian a piegarsi alle consuetudini imposte dal suo rango. Tra aristocratici freddi e calcolatori, donne amorali, bugie e tradimenti il loro futuro sembra segnato per sempre.
Devastata dal dolore, Emmeline parte per New York, dove si immerge nel mondo dorato dell’alta società, sperando così di curare il proprio cuore infranto. Grazie alla presenza di donne straordinarie e alla possibilità di un nuovo amore, la felicità sembra di nuovo a portata di mano. Eppure, il destino non ha finito di giocare con Emmeline e Julian. Richiamata in Inghilterra, Emmeline scoprirà che dietro gli eventi passati si nascondono tremende verità e che l’amore, quando è autentico, non muore mai.


Inizio con il dirvi che adoro questa copertina, è stata sicuramente lei a colpirmi inizialmente e convincermi del tutto per questa lettura! 
Questo romanzo è un romance storico che si svolge nella Londra dell’800 con protagonisti due vicini di casa Emmaline e Julian. Ormai mi conoscete e sapete quanto adoro questo genere di letture. Emmaline racconta una storia d’amore senza poche problematiche che si sofferma su alcune tematiche molto importanti specialmente in quel periodo storico: le differenze sociali.

Em è una borghese figlia di un baronetto ben educata che ha sempre vissuto in campagna quindi non titolata e sarà proprio questa differenza sociale a non permetterle di sposare il suo amato Justin, Marchese Newbury. I due si conoscono fin da piccoli, fino alla maggiore età di lei non si sono molto calcolati ma rivedendola dopo tanti anni e rendendosi conto della sua bellezza Justin non riuscirà a non perdere la testa per lei.

I giovani inizieranno a passare molto tempo insieme, desiderosi di avere un futuro insieme. Tutti, compresa la famiglia di lei sono convinti che i due ragazzi si sposeranno, Justin le regalerà anche un anello di fidanzamento promettendole di sposarla quanto prima.

Emmaline inizialmente casta e pudica si lascerà andare alla passione, fidandosi di queste promesse. Ciò che non sa è che il padre di lui non ha nessuna intenzione di lasciarli sposare, e obbligherà il figlio a sposare un’altra donna.

Emmaline depressa decide di rifugiarsi a New York per tamponare le ferite e cercare di rifarsi una vita.

Insieme a lei partirà anche la sorella Anis, un personaggio che mi è piaciuto moltissimo per la sua audacia che sarà veramente importante per Em tanto da poter rientrare tranquillamente nei personaggi principali della storia. Ne vedremo delle belle anche su di lei, questo permette quindi al lettore di focalizzarsi su più fronti e riuscire ad appassionarsi veramente a questa lettura.

Ritroveremo nuovamente questa coppia che dovrà passarne di ogni genere prima di riuscire ad avere un po’ di tranquillità.

Justin come personaggio non mi è piaciuto moltissimo, sicuramente bello ed intelligente ma allo stesso tempo molto maschilista e sottomesso al padre. Non si fa troppi scrupoli a sposare un’altra donna come gli viene richiesto, poi per carità ha molte altre belle qualità però questo mi ha un po’ lasciata con l’amaro in bocca.

Emmaline è un personaggio inizialmente molto ingenuo che si trova costretta a crescere di colpo a causa delle circostanze. Mi è piaciuta molto e credo che l’autrice abbia fatto un ottimo lavoro su di lei, permettendoci di conoscerla in profondità.

Il libro è una continua evoluzione di avvenimenti che non stancano mai, invogliando a saperne sempre di più. Sfortunatamente le descrizioni sono molto lunghe ed in alcuni casi un po’ pesanti per lo stile utilizzato, ma avendo letto molti libri del genere ho molto apprezzato la cosa permettendo di renderla diversa dalle altre.

La parte erotica è presente e permette di alleggerire il tutto, nel complesso lo stile della Hunt non mi è dispiaciuto e posso dire che sono veramente curiosa di leggere gli altri libri pubblicati da questa autrice.


Vi consiglio questo libro se vi piacciono le storie d’amore ambientate nell’800!!

 

Il mio voto: 



Non perdetevi il secondo libro di questa serie! Sono tutti volumi autoconclusivi ma meritano sicuramente! 

A me ammetto che ispira molto di più il secondo libro! Perciò ho tutte le intenzioni di recuperarlo quanto prima!!!











lunedì 11 gennaio 2021

Recensione: “Tiny pretty things” di Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton

 Buongiorno meraviglie, 

oggi vi parlo di Pretty Tiny Things di Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton uscito pochi mesi fa con Mondadori prima del suo lancio su Netflix con la serie tv! 


Trama: Gigi, Bette e June sono tre ragazze estremamente diverse. Le accomuna un'unica passione: ballare. Ma all'American Ballet Conservatory, la prestigiosa scuola di danza di Manhattan, non è sufficiente essere bravi, serve essere i migliori. E per farlo, a volte, è necessario giocare sporco. Lo sa bene Gigi, l'unica ballerina nera della scuola, spirito solare e libero, che inizia a subire pesanti episodi di bullismo. La colpevole potrebbe essere la perfida Bette, che per ottenere la parte di prima ballerina e per uscire dall'ombra della famosa sorella étoile farebbe davvero di tutto. Oppure potrebbe essere June, che non riesce a mangiare senza vomitare e che è stanca di essere sempre la "seconda scelta". Ma ci sono anche Alec, che ha un legame strano con Bette; Henry, affascinate e misterioso; e William, che fatica a rivelarsi per chi è davvero. Non ci sono amici, non ci sono nemici, ciò che conta è danzare meglio di chiunque altro, raggiungere la vera perfezione a qualunque costo.


Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton mi hanno trasportata in un mondo di cui non leggo mai: quello della danza. Riuscendo poi a farlo coincidere con un'ambientazione Young adult e suspanse perché tengono il lettore sul filo di una probabilità che lega tutti gli avvenimenti che accadono nella scuola in modo magistrale. Sono rimasta incuriosita nello scoprire chi si celava dietro vili attacchi verbali, fisici e comportamenti scorretti. Mi sono impressionata di come abbiamo affrontato con facilità molte tematiche importanti rendendole umane e senza giudizio, ma descrivendone e affrontando con gentilezza. Mi hanno mostrato i rovesci della medaglia se hai un colore di pelle diverso, se senti la competizione anche con la tua stessa sorella, se non ti senti mai importante nemmeno per tua madre e la bulimia che si cela ancora e soprattutto in determinati contesti oggigiorno. Non hanno preso questi argomenti sottogamba, non li hanno resi angoscianti verso il lettore, ma li hanno inseriti magistralmente riuscendo, a mio parere, a farlo riflettere. 

 

Il romanzo scorre veloce e ci trasporta nel fulcro della danza e piano piano anche nelle vite delle ballerine che conquisteranno l'anno accademico in corso. Le protagoniste principali sono tre: Gigi, Bette e June, poi ci saranno anche tanti altri personaggi che saranno fondamentali per lo sviluppo del plot twist. 


Gigi è colei che viene descritta come se fossimo noi, è quella che tutti vorremmo essere.
Balla perché ama farlo, non si eleva su un piedistallo anche se è consapevole di essere brava e lo dimostra ogni giorno, ad ogni audizione. Non ha bisogno di modi meschini per vincere, lei balla e ammutolisce chiunque. Non ha bisogno di rispondere alle accuse della sua pelle o del suo passato perché lei balla e tutto svanisce. È la sua arma migliore. Non si lascia spezzare o intimidire anche quando atti di bullismo la coinvolgono, e questo è solo uno dei temi che verranno trattati nel corso della storia. Riesce ad arrivare ad essere la prima ballerina nera ad avere ruoli prestigiosi nella scuola di danza e questo non fa altro che indispettire le altre allieve.

Bette è perfetta, invidiata da tutti, ha una sorella che è già un'etoile della danza ma questo per lei non è un punto a favore perché mantenere alto il paragone con sua sorella diventa difficile sempre di più. Perché Bette sente la competizione peggio di chiunque, guarda tutti dall'alto e tutti aspirank ad essere lei, la rispettano. Ma questo non le basta. Bette conosce un solo modo per elevarsi ancora di più, e non si tratta di allenamenti feroci bensì di far sprofondare chiunque le stia attorno. Agisce sabotando qualsiasi compagna lei valuti come una minaccia, è brava a ballare ma forse non è la migliore se ha bisogno di questi stratagemmi di cui ancora nessuno ha scoperto nulla. Forse è più abile a nascondersi piuttosto che farsi valere a suon di piroette.

C'è poi June, l'eterna infelice, quella che sa celare bene il risentimento per essere sempre la seconda, mai la prima scelta.
La sostituta che non riesce a spiccare o ad uscire da uno schema che non la vede mai come la prima o la più brava. Ha poi sua madre che continua a rinfacciarle quanto sia inutile ballare, di come sia solo un hobby e vorrebbe farla riflettere sul suo futuro aiutandola a scegliere un college piuttosto che pagarle la retta dell'accademia.
Con June ci si addentra anche ad affrontare uno dei temi più delicati, sempre per quanto mi riguarda, di un mondo che a tratti è marcio. June non riesce a pensare di poter bilanciare le calorie che ingolla con quelle che brucia con gli allenamenti quotidiani, per cui si ritrova a rimettere ogni pasto rischiando di non essere mai al centro per cento della sua forma fisica perché essendo un accademia gli allenamenti sono costanti e sbiancanti e lei non riesce ad essere al cento per cento delle sue forze.

Loro tre sono le narratrici principali del romanzo, ma nel corso della storia ci sono tantissimi personaggi che si incontreranno. Alcuni superflui, altri fondamenti alla riuscita del romanzo. Tini pretty things è il primo di una duologia per cui anticipare che sono ancora più curiosa di come finirà è solo la punta dell'iceberg. Mi ha lasciata senza fiato, curiosa e in preda alla frenesia.



Andando a conoscerle da vicino, Bette è un personaggio che ci viene descritto per tutto ciò che compie è stato abbastanza facile immedesimarsi in lei. Penso che chiunque in età adolescenziale abbia pensato a come arrivare a un obiettivo scegliendo la strada più facile e per Bette questo significa sabotare i suoi compagni.
Quella che appare più infida nelle pagine è June, quella di cui nessuno sospetta perché lo scettro della cattiva è già di proprietà di Bette, per cui lei può agire indisturbata alle spalle di tutti.
Quella che invece appare più trasparente e si lascia amare è Gigi che risponde sempre ballando dimostrando così di non aver bisogno di secondi mezzi per essere la migliore. Lei lascia il suo passato e i suoi rapporti famigliari ben lontani dagli occhi di tutti, è riservata e non le piace calamitare l'attenzione su di sé per la sua infanzia, non vuole apparire come una vittima e non lo fa perché esce pulita dalle pagine del romanzo.


Ho aspettato a fare questa recensione perché ho visto anche l’omonima serie tv, ma devo confessare che non mi è piaciuta e l’ho trovata scontata, assurda e noiosa, rispetto al libro che invece mi è piaciuto.

Voglio ricordare che lascia con il fiato sospeso perché è una dilogia e spero di poter leggere presto il seguito!

Il mio voto:


A presto!