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mercoledì 6 giugno 2018

Recensione: “Un altro giorno ancora” di Bianca Marconero

Bentrovati lettori, 
finalmente riesco a parlarvi dell’ultimo libro di Bianca Marconero, anche questo uscito per Newton Compton.
Ringrazio ancora Bianca per la sua disponibilità, per aver pensato a me e per avermelo inviato, facendomi scoprire una storia romantica, non banale e piena di consapevolezza.


Trama: Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l’equitazione. L’esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un’inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate… Una storia sull’amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.


Recensione:
Per essere sincera è il primo libro di Bianca Marconero che leggo, le mie colleghe del blog mi hanno incoraggiata perché ne sono sempre uscite entusiaste dalle sue storie, per cui mi sono buttata a capofitto in questa storia. Fin da quando era "il romanzo sui cavalli", ovvero da quando Bianca stava scrivendo "Un altro giorno ancora" che all'inizio non aveva un titolo, noi lettrici che la seguivamo sapevamo soltanto che si trattava di un libro in cui i protagonisti sarebbero stati i cavalli, l'equitazione e beh, l'amour!! Perché che romance sarebbe senza??
Per cui ho iniziato questa meravigliosa lettura in cui incontriamo Elisa e Andrea... ed è stato come iniziare una fiaba...
Elisa però non è una giovane donzella in difficoltà, non è timida o impaurita. È la sorella minore di cinque figli, tutti maschi, i suoi genitori non ci sono più, e il suo grande amore è cavalcare, nessuna storia d'amore= 0 complicazioni. Per questo si "intrattiene" con qualche ragazzo senza mai approfondire il rapporto.
Andrea dall'esterno, ma soprattutto all'inizio del romanzo lo troviamo come un ragazzo eccessivamente educato, serio, garbato ed anche eccessivamente biondo. Ma che oltre a questo è spento, ha le sue amicizie, i suoi muri anche lui costituiti da una corazza di rapporti falsi.
In Elisa, unico punto di vista del romanzo, troviamo una ragazza che sfugge dai sentimenti,  che non vuole legami, che ha la passione per i cavalli, che inesorabilmente la tengono ancorata ai ricordi dei suoi genitori, che non sta zitta nemmeno quando dovrebbe, tatuata e ribelle e... viva.

Mi fa sempre piacere leggere di protagoniste con una scorza dura che anche quando sono a pezzi cercano di cambiare qualcosa di sé stesse, che sia il colore dei capelli o un tatuaggio sulla pelle.
Perché i tatuaggi per Elisa sono un'illusione di fissare dei punti fermi, dei ricordi soprattutto della sua famiglia ma anche della sua vita in generale.
Mi ha fatta sorridere il fatto che Elisa si sia fatta incasinare da questo nemico/amico, ed un altro aspetto che mi è piaciuto un po' inusuale di solito nei romanzi è stata la timidezza di Andrea.

"Quando Andrea finisce di aiutare il maniscalco, mi raggiunge al maneggio, si ferma allo steccato, i gomiti sul tronco e una gamba piegata sull'asse. Il sole tramonta e i cipressi neri, attorno alla recinzione, sono i guardiani di un momento perfetto, sembrano vigilare sull'infelicità, tenendola oltre questo confine. Gli ultimi raggi accarezzano Andrea come se non potessero farne a meno è un po' li capisco."
Bianca Marconero ha una sottile ironia, e ha una capacità di descrivere le scene "mute" con grande intensità. Cosa sono le scene mute? Quelle scene che, con uno sguardo tra i protagonisti, ti descrivono e ti fanno sentire in pieno le emozioni, di quelle che chiudono fuori tutto il resto del mondo.
È riuscita a raccontarci non solo la stupenda storia di Andrea e Elisa, ma anche quella in penombra di Vittorio e Bianca, ci ha fatto entrare in punta di piedi, raccontando poeticamente i loro sentimenti, i loro sguardi che si accarezzano e i loro sorrisi che promettono baci.

Questo libro ci parla di un amore, di una passione, che quando si scatena, ti fa pensare a quei momenti con l'altra persona, il tuo binomio perfetto, te lo fa guardare negli occhi e ti fa dire "Restiamo qui, un altro giorno ancora", qualsiasi sia quel posto, qualsiasi siano le persone che ci circondano, perché tutto ciò che conta, in quel momento, in quel preciso istante, è la voglia vera e sincera di poter passare ancora del tempo con quella persona. E il tempo, è un regalo troppo bello e prezioso da regalare a persone di cui non ci importa nulla.


"Ci sono cose che piacciono più di quanto dovrebbero."

Il mio voto: 


Susan.

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