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giovedì 20 febbraio 2020

Review Party | Recensione: La figlia del peccato di Emily Gunnis


Hello readers! Secondo evento di oggi, nuova recensione in anteprima!
Questa volta mi tocca ringraziare la casa editrice Garzanti per il mio consumo smodato di Clinex in questi ultimi giorni!
La colpa però, prima di tutto, devo attribuirla a Emily Gunnis e il suo

LA FIGLIA DEL PECCATO

Pronti a versare lacrimoni amari?

Titolo: La figlia del peccato

Autore: Emily Gunnis

Casa Editrice: Garzanti

Genere: Narrativa contemporanea

Data di pubblicazione: 20 febbraio 2020

N° pagine: 348

Trama:
Sussex, 1956. È calata la notte. Al convento di St Margaret tutte le luci sono spente e regna un silenzio assoluto. Protetta dal buio e attenta a non fare il minimo rumore, Ivy si aggira furtiva per i corridoi. Spera di trovare una via di fuga da quella prigione che le ha tolto l’unico figlio, strappatole via senza che lei avesse il tempo di abbracciarlo. Anche se ormai sa che per lei non c’è più possibilità di salvezza. È per questo che, se non può aiutare se stessa, può farlo almeno con Elvira, l’unica bambina cresciuta nel convento. La piccola ha appena scoperto di avere una sorella gemella fuori e vuole raggiungerla a tutti i costi. Ma scappare da St Margaret sembra impossibile. Il convento si fregia di essere una casa di accoglienza per ragazze madri che qui si rifugiano in attesa di dare alla luce bambini destinati all’adozione. In realtà, è una fortezza al riparo dal mondo che, dentro le mura, nasconde oscuri segreti. Un luogo senza via d’uscita dove centinaia di ragazze in cerca di aiuto sono private degli affetti e della libertà senza il loro permesso. E sono vittima di atrocità di cui nessuno ha mai saputo nulla.
Da allora sono passati sessant’anni e tutta la verità su St Margaret è ora contenuta in una lettera di Ivy. Poche righe scritte di fretta e con mano tremante che Samantha, mamma single e giornalista alla ricerca di uno scoop, rinviene per caso in un vecchio armadio della nonna. Non appena le legge, si rende conto di avere per le mani quello che aspetta da tempo: una storia che ha bisogno di essere raccontata prima che sia troppo tardi. Sa che quel compito spetta a lei. È come se quella lettere l’avesse trovata e le chiedesse di indagare. Di andare fino in fondo perché quell’indagine, lo sente, potrebbe anche rivelarle particolari del proprio passato che non conosceva. Ma Samantha deve fare in fretta. Il convento sta per essere abbattuto e la verità rischia di restare sepolta sotto le macerie.

Emily Gunnis confeziona un esordio perfetto, ricco di colpi di scena e suspense, che ha subito conquistato pubblico e critica, balzando in cima alle classifiche e dando il via a un passaparola straordinario. Basato su fatti realmente accaduti in Irlanda tra il diciottesimo e il ventesimo secolo, La figlia del peccato è un romanzo intenso e coinvolgente che lascia un segno indelebile nel lettore. E ci parla dei sacrifici che una madre è disposta a fare pur di proteggere il proprio figlio e garantirgli una vita migliore.

Mi è parso di sentirvi chiedere una bella storia strappalacrime: bene cari lettori, eccovi serviti!
Le parole su cui dovete concentravi sono "basato su fatti realmente accaduti", un particolare che condizionerà assolutamente la vostra lettura.

Ivy è stata portata - o meglio, rinchiusa - al St Margaret perché darà alla luce un bambino fuori dal matrimonio. È il 1956 e le ragazze nubili con pance prominenti, ma prive di una fede al dito, vanno nascoste per il "bene" della loro reputazione.
Il St Margaret, gestito da suore e pieno di altre sventurate nella sua stessa situazione, sembra essere il posto perfetto dove portare avanti una gravidanza lontano da occhi indiscreti, almeno è ciò che pensano i genitori della ragazza quando ve la conducono. Ma Ivy Jenkins scoprirà ben presto, sulla propria pelle, di aver fatto l'ingresso in quello che sembra l'inferno sulla terra.
Le suore non sono caritatevoli e non mostrano la minima pietà per quelle che si sono macchiate di un enorme peccato. Al St Margaret, si sono auto investite del compito di far espiare questa colpa alle giovani madri, innanzitutto portando loro via i bambini.
Come tutte le altre, Ivy subisce ogni sorta di sopruso - raccontato in modo crudo e privo di filtri da Emily Gunnis - e, quando scopre di essere stata separata per sempre dalla sua bambina, decide di salvarne un'altra, l'unico ad essere cresciuta in istituto, Elvira.

A distanza di mezzo secolo, la giornalista Samantha Harper ritrova le lettere disperate che la giovane Ivy ha scritto al padre di sua figlia, implorandolo di salvare entrambe dal St Margaret, ma che sembra non abbiano ricevuto risposta e, tra queste, una indirizzata proprio alla misteriosa Elvira.
Decisa a conoscere il destino della ragazza e a scoprire cosa nei sia stato della bambina, la giornalista rivanga un passato che sempre più putrido.
Spinta, in un primo momento, dal dovere di avere successo in un mondo prevalentemente al maschile, Samantha porta alla luce con abile destrezza la storia di un convento che nulla ha in comune con carità d'animo e amore per il prossimo, tanto professate da chi invece è a capo delle suore.

La penna di Emily Gunnis è sagace, convincente, cruda. Tra romanzo epistolare e suspance da thriller, il lettore è coinvolto in un'indagine avvincente e al contempo agghiacciante, con una narrazione che incolla letteralmente alla pagina fino all'ultimo punto, che indigna per appartenere a una storia realmente accaduta e che scaturisce una curiosità non comune per essere un libro d'esordio.










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