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venerdì 19 marzo 2021

Recensione: “Il profeta” di Celia Aaron - serie Il Monastero #2

 

Buongiorno meraviglie,

non sono l’unica ad essere caduta con tutte le scarpe nel Monastero, vero?

Celia Aaron ha creato una storia intensa a cui non ho saputo resistere ed ecco perché appena la casa editrice Hope Edizioni mi ha dato la possibilità di leggerla con una copia ARC mi ci sono buttata!

È uscito da pochissimi giorni questo secondo volume e scalpito per avere il seguito!

Recensione volume precedente:

L'ancella

 



Trama

Non posso salvarmi dal Monastero, e forse non sarò mai in grado di farlo. Il Profeta diventa sempre più pericoloso. Dalla sua lucida follia gronda sangue innocente e, se non presto la massima attenzione, prima o poi quel sangue sarà anche il mio. Nonostante i rischi sempre maggiori, continuo a cercare la verità, ma ho paura che quel cammino tortuoso alla fine possa ritorcersi contro Adam, i cui occhi scuri traboccano di sensi di colpa. So che in lui c’è molto più di un mostro senza cuore, ho intravisto la sua anima, ma a volte è così difficile raggiungerla. Quando sono venuta qui, sapevo che avrei dovuto combattere, solo non mi ero resa conto che avrei dovuto portare avanti quella guerra su svariati fronti.


 


Devo essere sincera e fare outing:
Sono stata felice di avere avuto del tempo per far sedimentare questa storia.
Il primo volume è finito con un colpo di scena e la voglia trepidante di averne di più, ma da masochista quale sono ho apprezzato che passasse del tempo per il seguito. Sono pazza? (Pazza di Adam, direbbe Chiara) Forse.
Ho sentito la necessità di lasciare maturare la storia conosciuta nel primo volume è la cosa che mi ha stupita di più è che anche a distanza di un mese e poco più da quando l'avevo letto ne ricordavo ogni particolare. Devo però sottolineare che L'ancella, il primo volume della serie, mi aveva lasciata un po' orfana di letture perché dopo quel romanzo ho faticato a trovare una lettura che mi appassionasse così tanto e così in fretta.
Per essere una trilogia è stata in grado di farmi amare così tanto questa storia e ne sono stata stupita. Dico questo perché le trilogie sono passate un po' di moda, questi plot twist improvvisi che comunque sorprendevano il lettore ma che per il resto erano sottotono avevano un po' stancato. Ecco perché nemmeno se ne vedono più tante in giro. Sono andata a controllare quando Celia Aaron avesse scritto la versione inglese (quindi la prima) ed è nel 2018, abbastanza tardi quindi per il mercato ormai saturo di trilogie. E mi è saltato all'occhio proprio perché è stata una scelta audace, ma intelligente. Per Celia in un solo unico volume non avrebbe potuto racchiudere tutte le emozioni, vicende e accadimenti di questi due personaggi. Non avrebbe potuto coinvolgermi e farmi innamorare di una storia tanto cruda. Non sarebbe riuscita a spiegarmi le dinamiche di una setta.
 

 




Il Profeta parte dal momento esatto in cui il primo volume, L'ancella, finisce quindi non c'è nessun tempo morto o assente è tutto sequenziale.

In questo volume ho avuto modo di conoscere molto più in profondità il passato di Adam e mi ha straziata, emozionata e devastata. L'autrice svela molto sulla sua storia, ma lascia ancora tanti interrogativi aperti.
Si viene a capo di nuove scoperte e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.
Già l'ho detto anche nella recensione del primo volume, non so come andrà a finire questa serie e se anche l'ultimo volume mi piacerà, ma fatto sta che questi primi due libri mi hanno fatta impazzire. E no, non parlo solo dei colpi di scena finali. Perché spesso e volentieri le autrici di trilogie adottano questa tipologia di stesura per le loro storie, ovvero tenere buona la lettrice per gran parte della storia e poi buttare la mina vagante alla fine del volume lasciandola appesa in modo che acquisti il continuo. Tecnica che comunque funziona quasi sempre eh. Ma Celia Aaron è riuscita in questo caso a costruire dinamiche e una struttura per tutta la durata delle pagine che anche il colpo di scena finale è solo l'ennesima ciliegina sulla torta. 

L’autrice nel corso del libro “Il profeta” ha seminato e tessuto una ragnatela invisibile che mi ha catturata ancora di più della volta precedente. E pensare che era già una cosa ardua!

  


Il mio voto:

Ve lo devo dire?


A presto,



 


2 commenti:

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    Ti auguro il meglio !!

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