martedì 19 gennaio 2021

Review Tour "Assedio e Tempesta" di Leigh Bardugo

 



Buongiornoooo. 

Abbiamo aspettato tanto ma finalmente è uscito anche Assedio e Tempesta. E non vedo l'ora di parlarvene ;) 




TRAMA

Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.




Non so voi, ma personalmente ho conosciuto la Grisha Trilogy nel 2013, quando uscì Tenebre e Ghiaccio, il primo libro, per Piemme. Da quel momento ho atteso che arrivasse pure il secondo romanzo, e, finalmente, quel giorno è arrivato e io sono felicissima.
Per me, Assedio e Tempesta è stato una rilettura, l'ho letto in lingua nel 2018, ma averlo potuto rileggere in italiano mi ha davvero emozionata, anche perché è il mio preferito della trilogia (e della Bardugo).
Assedio e Tempesta è il romanzo in cui si inizia a delineare una trama più complessa ed intrecciata. Qui, gli intrighi iniziano a prendere forma, i tradimenti sono dietro l'angolo, si formano nuove alleanze e facciamo la conoscenza di personaggi che saranno importantissimi non solo per l'esito della guerra corrente, ma per il futuro dell'intera Ravka
Amo particolarmente questo secondo romanzo perché è molto dinamico, c'è tantissima azione, ma anche moltissima introspezione psicologica. E' qui che inizia il fatidico cambiamento in Alina che la porterà verso quella che sarà poi, nel terzo libro, una figura estremamente controversa, né positiva né negativa. Se in Tenebre e Ossa (titolo della ristampa Mondadori del primo romanzo) Alina poteva essere associata al tipo di personaggio stereotipato degli YA (in realtà, per come la vedo io, non lo è mai stata), in questo romanzo, la sua crescita è talmente forte da sotterrare completamente questi clichè per essere, in tutto e per tutto, una donna completamente a sé stante. Amo Alina perché è il risultato delle sue scelte che non sempre sono corrette, ma sono profondamente umane. 
In questo romanzo conosciamo, anche, per la prima volta, Nikolai, quello che è diventato il mio personaggio preferito del Grishaverse. Quanto mi piace Nikolai... Non posso dirvi troppo su di lui perché è molto spoiler, ma si tratta di quel personaggio un po' comico, un po' genio di cui ogni storia ha bisogno, sia per ridere che per progredire con la narrazione, perché Nikolai non fornisce al romanzo solo sano divertimento, ma è anche colui che, spesso e volentieri, tira fuori dai guai la nostra combriccola, grazie alla sua astuzia e alla sua intelligenza. 
E poi, questo libro è pieno di magia grisha, di avventura, di azione... non ci si ferma un attimo. Capitolo dopo capitolo si è sempre più catapultati all'interno della storia e dell'universo creato dalla Bardugo. Non si potrà fare a meno di mettere giù il romanzo, ma anzi, la sensazione sarà quella di essere risucchiati dalla bellezza delle sue pagine. 
Per non parlare dello stile. Come sempre, Leigh Bardugo è in grado di penetrare con poche e semplici parole, nel cuore di ogni lettore. Non è una scrittrice che ti stordisce con periodi complessi o con frasi lunghe e arzigogolate; la sua prosa è semplice e arriva al punto, ma è vera e profonda e ti tocca l'anima in modo talmente intimo da chiederti come possa una donna così distante conoscerti così bene. 
Anche qui, così come nel primo, i temi trattati sono tantissimi, ma non basta una lettura superficiale per comprendere quello che l'autrice sta denunciando. Sento spesso dire che la Grisha è una trilogia poco profonda, eppure sono pochi i libri YA in grado di trattare argomenti importanti come la violenza sulle donne, la dipendenza, la tossicità, la prostituzione con la delicatezza di Assedio e Tempesta, e se non si riesce a vederci tutto questo, allora, forse, non sarebbe male una seconda lettura. 
Insomma, io ho follemente amato anche questo secondo romanzo, e adesso non vedo l'ora di rileggere in italiano anche il terzo. 

Voto




Altre recensioni e articoli su Leigh Bardugo

Tenebre e Ossa: RECENSIONE
Sei di Corvi: RECENSIONE
Il Regno Corrotto: RECENSIONE
Grisha Trilogy (recensione fatta due anni fa dell'intera trilogia): RECENSIONE

La Nona Casa: RECENSIONE

Come leggere il GrishaVerse: QUI













Avete letto qualcosa di Leigh Bardugo? 








venerdì 15 gennaio 2021

Review Party: "La regina del Nulla" di Holly Black

Buongiorno appassionati, 

oggi voglio presentarvi una nuova uscita di Holly Black, “La Regina del Nulla” edito Mondadori, finalmente potremo finire la lettura della serie e scoprire come andrà il futuro di Jude e Cardan!! 

Ho avuto il piacere di leggere anche la novella inedita “The Lost Sisters” tradotta in Italia da un piccolo gruppo Facebook e non posso fare a meno di consigliare anche a tutti voi la lettura di questa novella per meglio comprendere il rapporto delle due sorelle e in particolare chi è Taryn.


Siamo finalmente giunti al termine di questa meravigliosa trilogia, è sicuramente una delle mie preferite degli ultimi anni per il perfetto bilanciamento tra amore e fantasia. Se avete letto i libri precedenti sapete del rapporto scostante tra Jude e Cardan. Il loro è un amore molto forte che hanno sempre cercato di nascondere anche a loro stessi, in quest’ultimo volume potremo veramente capire l’evoluzione personale di questi personaggi e come questo ha influito sulle loro scelte presenti e passate. 
Erano due ragazzini arrabbiati e pieni di problematiche da risolvere ora invece sono cresciuti e pronti ad affrontare il loro futuro all'interno della corte degli Elfi. 


Ritroviamo una Jude esiliata e costretta a tornare nel mondo dei mortali dopo essere stata cacciata da Cardan, non ha mai amato il mondo magico ma ne sente moltissimo la mancanza e farà di tutto per cercare un modo per tornarci e farsi valere. Proprio per questo si incaricherà di sistemare alcune questioni legate al mondo fatato per creare una sorta di legame che le permetta di essere nuovamente accettata dalla corona. 

Proprio in questa occasione scoprirà che qualcuno vuole far del male a Cardan e cercherà di aiutarlo, sarà grazie all’aiuto di Taryn che riuscirà a tornare. Come al solito non tutto andrà come da lei pianificato, quando mai è capitato? 
Vedremo una Jude più adulta che deve fare i conti con ciò che ha imparato dall'inizio degli eventi e che deve scegliere in cosa credere e da che parte stare. Aver comandato Cardan sicuramente le ha dato delle conoscenze che le possono tornare utili e sarà proprio a queste che si appellerà per capire com'è meglio comportarsi. 
Mi è piaciuto moltissimo Cardan in questo nuovo libro, si vede proprio che è cresciuto e che non è più il ragazzo odioso e menefreghista ma molto più presente che riesce a prendere le migliori decisioni per il bene del suo popolo. 
Gli intrighi e le questioni politiche fanno da padrone in una realtà che non è come quella che ci aspettavamo. 


L’autrice Holly Black è una delle migliori del genere fantastico, riesce a catapultarci nel mondo che vuole presentarci lasciandoci sempre a bocca aperta e non annoiando mai. Questo volume mi è piaciuto moltissimo per il ritmo incalzante e per lo stile sempre più preciso e coinvolgente, specialmente nella parte finale. Certo in alcuni tratti è stato più piatto, ma questo a mio avviso è dovuto al fatto dello scioglimento di ogni nodo creato nei volumi precedenti. In questo si vede un desiderio di rispondere ad ogni domanda del lettore e questo spesso risulta un po' troppo affrettato, ma comunque apprezzato. La parte che più mi ha spiazzata è la fine sembra quasi troncata e per questo ci lascia con una voglia di saperne di più, magari una nuova novella sul loro futuro non sarebbe male!
L’ambientazione ben dettagliata rende la lettura più interessante permettendo al lettore di immedesimarsi in ogni situazione. 
Se amate l’autrice e siete curiosi di scoprire un mondo nuovo non dovete fare altro che iniziare o terminare questa serie perché non potreste avere a che fare con niente di meglio!!
Ve lo consiglio di cuore!



Il mio voto: 



La serie è composta da: 

1. Il Principe Crudele (Recensione)
1.5 The Lost Sisters 
2. Il Re Malvagio (Recensione
3. La Regina del Nulla
3.5 How the King of Elfhame Learned to Hate Stories (novella)


Potete passare a leggere le altre recensioni su questo libro negli altri blog!!

Di seguito la lista!







Recensione: “Rebel Queen” di Daria Torresan

 Buongiorno meraviglie,

oggi parliamo di un age-gap condito con un po’ di hate-to-love di Daria Torresan.

Pronte a scoprirlo?


Trama:

Diciassette anni, ciocche rosa tra i capelli e uno skate sempre appresso. Rebel non cerca solamente di apparire, lei vorrebbe essere vista. Vorrebbe smettere di essere invisibile agli occhi di un padre che la ritiene un errore, ma non al punto da divenire un peso. Quando lo stipendio della madre non basta per pagare le spese del college, prende al volo l’occasione di fare da baby-sitter ai gemelli che vivono all’inizio della via. Una soluzione perfetta, se non fosse per il loro padre. Blue Dushan è il vicino dai capelli lunghi, dai tatuaggi intriganti, che la tratta come se fosse una nullità. Difficile mordersi la lingua quando si è provocatori per natura. Tra una battuta sagace e un’altra, Rebel si accorgerà che quell’uomo l’attrae in un modo tanto travolgente quanto inappropriato.

 

Blue ha accettato di vivere nella finzione di un matrimonio felice e all’apparenza perfetto solo per amore dei suoi figli. L’ultima cosa di cui ha bisogno è una mocciosa irriverente e incredibilmente sexy tra i piedi, capace di suscitargli immagini inopportune. Eppure sa che non dovrebbe fare certi pensieri su di lei. Ha solo diciassette anni, troppo giovane per un uomo che dalla vita ha già preso molto. Tuttavia, più il tempo passa, più è difficile resistere alla tentazione. Soprattutto se Rebel potrebbe essere la ragione per dare una svolta alla sua vita. 

 

Sono un connubio così assurdo da risultare perfetto.

La ragazzina tracotante e l’uomo troppo grande per lei.

La regina ribelle e il suo principe stronzo.





Quando ho letto la trama di Rebel Queen e capito che si trattava di un age gap sono stata curiosa come una scimmia di leggerlo e appena ho potuto mi sono immersa in questa lettura!

Rebel ha pochi affetti a circondarla, uno skateboard per spostarsi, pochi soldi e un padre assente che non le vuole bene.
Essere immersi nella storia dei suoi genitori è stato coinvolgente al punto tale che vorrei leggere di loro, di questo amore effimero, trasportato via e che era bello quando era proibito per poi trasformarsi in un mostro a tre teste, così reale da far credere a Rebel di non essere degna, in qualche modo, di meritare l'amore. Ma l'attrazione, quella per lei è più facile da provare.
Quando si ritrova a dover trovare un lavoro per aiutare la madre con le spese economiche comprende che non è semplice o immediato, ma per fortuna c'è quel vicino di casa che ha bisogno di una babysitter. E allora quale migliore occasione?
La sfrontatezza di Rebel e il suo lato ribelle (ma dai? Nome non fu mai più azzeccato) mi hanno intrigata, ho capito come dietro ogni sua richiesta si celi una sfida, un modo per poter vivere la sua giovane età, eppure per viverla appieno si immerge in atti che la vanno a sminuire, azioni che ogni madre non immaginerebbe mai per sua figlia. Ma sono proprio i pensieri di Rebel a solcare le pagine e a rimanerci impressi, quelli che celano le risposte da brava studentessa che sciorina per sembrare una ragazza che non è, quella che mostra la facciata da brava ragazza davanti alla madre e che invece manifesta un turbamento per la figura paterna che le manca.
Ma il bello arriva quando è Blue a farci avvicinare ai suoi pensieri. Un uomo di trentacinque anni, una situazione a casa che lo trattiene solo per l'amore dei suoi figli, il carattere impavido e l'aspetto fuori posto in uno studio di architetti tutti d'un pezzo, ma che riesce ad avere pensieri impuri per quella che è la piccola babysitter sfrontata dei suoi figli.
 



Un romanzo graffiante, come i suoi protagonisti, con la loro attrazione percepibile fin da subito. La venatura hate to love iniziale cela dietro un'attrazione rovente e bruciante da parte di entrambi, peccato però che duri relativamente poco. I protagonisti sono delineati molto bene e sono, sotto certi aspetti, molto simili tra loro, vogliono entrambi l'ultima parola, sono menefreghisti per quanto riguarda i pensieri altrui, quella voglia di superare i limiti. Ho apprezzato i loro soprannomi che hanno conferito ad entrambi maggiore caratterizzazione.
Per quanto in molti parti il libro mi abbia coinvolta in alcuni punti, non sono riuscita a entrare pienamente in sintonia con i protagonisti. Rebel è, sicuramente anche vista l'età, ambigua più di una volta e come se non fossi riuscita ad inquadrarla a pieno non riesco nemmeno ad apprezzarla, e Blue invece che si frena e mette i paletti per poi farli saltare e due secondi dopo riflettendo sulla differenza d'età, anche questo sicuramente voluto dall'autrice dato questo lato forbidden, ma a mio parere è stato un po' esasperato. Ahimé, anche la narrazione non è stata tra le mie preferite, i pensieri in corsivo non mi hanno avvicinata e coinvolta, ma creato l'effetto contrario e mi è dispiaciuto. È il primo libro di Daria Torresan che leggo e non so se il tipo di narrazione è di uso frequente per lei, ma per quanto mi riguarda mi ha purtroppo allontanata dai protagonisti.

Oltre che il sottile odio/amore che cela un'attrazione profonda e viscerale, l'altro elemento perno del libro è, appunto, la differenza d'età che è stata ben bilanciata e fin da subito marcata nelle battutine che si scambiano Blue e Rebel. Perché lei ha la gioventù dalla sua parte con le speranze, i sogni e quella incoscienza tipica della giovane età e Blue ha il carico di problemi, doveri e responsabilità.
Nel corso della lettura alcune svolte mi hanno sorpresa e altri comportamenti da parte di entrambi storcere il naso, ma alla fine sono felice di dove questi due mi abbiano portata. Mi hanno fatta esasperare, fare le ore piccole e innervosire. Ma anche innamorare con i loro battibecchi, le lingue irriverenti e la passione che sanno dimostrare quando sono insieme.


Non sono uscita dalla lettura di Rebel Queen completamente innamorata, ma comunque mi ha fatto piacere leggerli e scoprire questi due personaggi molto chiacchierati. È una lettura che non mi ha del tutto soddisfatta, ma forse questo è anche dovuto a esperienze personali che non mi hanno permesso di rimanere completamente estraniata dalla storia, tutto sommato è una lettura piacevole se si amano le storie d’amore frizzanti e con un plot twist molto semplice.

Il mio voto:


Lo avete già letto?







 

lunedì 11 gennaio 2021

Recensione: “Tiny pretty things” di Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton

 Buongiorno meraviglie, 

oggi vi parlo di Pretty Tiny Things di Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton uscito pochi mesi fa con Mondadori prima del suo lancio su Netflix con la serie tv! 


Trama: Gigi, Bette e June sono tre ragazze estremamente diverse. Le accomuna un'unica passione: ballare. Ma all'American Ballet Conservatory, la prestigiosa scuola di danza di Manhattan, non è sufficiente essere bravi, serve essere i migliori. E per farlo, a volte, è necessario giocare sporco. Lo sa bene Gigi, l'unica ballerina nera della scuola, spirito solare e libero, che inizia a subire pesanti episodi di bullismo. La colpevole potrebbe essere la perfida Bette, che per ottenere la parte di prima ballerina e per uscire dall'ombra della famosa sorella étoile farebbe davvero di tutto. Oppure potrebbe essere June, che non riesce a mangiare senza vomitare e che è stanca di essere sempre la "seconda scelta". Ma ci sono anche Alec, che ha un legame strano con Bette; Henry, affascinate e misterioso; e William, che fatica a rivelarsi per chi è davvero. Non ci sono amici, non ci sono nemici, ciò che conta è danzare meglio di chiunque altro, raggiungere la vera perfezione a qualunque costo.


Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton mi hanno trasportata in un mondo di cui non leggo mai: quello della danza. Riuscendo poi a farlo coincidere con un'ambientazione Young adult e suspanse perché tengono il lettore sul filo di una probabilità che lega tutti gli avvenimenti che accadono nella scuola in modo magistrale. Sono rimasta incuriosita nello scoprire chi si celava dietro vili attacchi verbali, fisici e comportamenti scorretti. Mi sono impressionata di come abbiamo affrontato con facilità molte tematiche importanti rendendole umane e senza giudizio, ma descrivendone e affrontando con gentilezza. Mi hanno mostrato i rovesci della medaglia se hai un colore di pelle diverso, se senti la competizione anche con la tua stessa sorella, se non ti senti mai importante nemmeno per tua madre e la bulimia che si cela ancora e soprattutto in determinati contesti oggigiorno. Non hanno preso questi argomenti sottogamba, non li hanno resi angoscianti verso il lettore, ma li hanno inseriti magistralmente riuscendo, a mio parere, a farlo riflettere. 

 

Il romanzo scorre veloce e ci trasporta nel fulcro della danza e piano piano anche nelle vite delle ballerine che conquisteranno l'anno accademico in corso. Le protagoniste principali sono tre: Gigi, Bette e June, poi ci saranno anche tanti altri personaggi che saranno fondamentali per lo sviluppo del plot twist. 


Gigi è colei che viene descritta come se fossimo noi, è quella che tutti vorremmo essere.
Balla perché ama farlo, non si eleva su un piedistallo anche se è consapevole di essere brava e lo dimostra ogni giorno, ad ogni audizione. Non ha bisogno di modi meschini per vincere, lei balla e ammutolisce chiunque. Non ha bisogno di rispondere alle accuse della sua pelle o del suo passato perché lei balla e tutto svanisce. È la sua arma migliore. Non si lascia spezzare o intimidire anche quando atti di bullismo la coinvolgono, e questo è solo uno dei temi che verranno trattati nel corso della storia. Riesce ad arrivare ad essere la prima ballerina nera ad avere ruoli prestigiosi nella scuola di danza e questo non fa altro che indispettire le altre allieve.

Bette è perfetta, invidiata da tutti, ha una sorella che è già un'etoile della danza ma questo per lei non è un punto a favore perché mantenere alto il paragone con sua sorella diventa difficile sempre di più. Perché Bette sente la competizione peggio di chiunque, guarda tutti dall'alto e tutti aspirank ad essere lei, la rispettano. Ma questo non le basta. Bette conosce un solo modo per elevarsi ancora di più, e non si tratta di allenamenti feroci bensì di far sprofondare chiunque le stia attorno. Agisce sabotando qualsiasi compagna lei valuti come una minaccia, è brava a ballare ma forse non è la migliore se ha bisogno di questi stratagemmi di cui ancora nessuno ha scoperto nulla. Forse è più abile a nascondersi piuttosto che farsi valere a suon di piroette.

C'è poi June, l'eterna infelice, quella che sa celare bene il risentimento per essere sempre la seconda, mai la prima scelta.
La sostituta che non riesce a spiccare o ad uscire da uno schema che non la vede mai come la prima o la più brava. Ha poi sua madre che continua a rinfacciarle quanto sia inutile ballare, di come sia solo un hobby e vorrebbe farla riflettere sul suo futuro aiutandola a scegliere un college piuttosto che pagarle la retta dell'accademia.
Con June ci si addentra anche ad affrontare uno dei temi più delicati, sempre per quanto mi riguarda, di un mondo che a tratti è marcio. June non riesce a pensare di poter bilanciare le calorie che ingolla con quelle che brucia con gli allenamenti quotidiani, per cui si ritrova a rimettere ogni pasto rischiando di non essere mai al centro per cento della sua forma fisica perché essendo un accademia gli allenamenti sono costanti e sbiancanti e lei non riesce ad essere al cento per cento delle sue forze.

Loro tre sono le narratrici principali del romanzo, ma nel corso della storia ci sono tantissimi personaggi che si incontreranno. Alcuni superflui, altri fondamenti alla riuscita del romanzo. Tini pretty things è il primo di una duologia per cui anticipare che sono ancora più curiosa di come finirà è solo la punta dell'iceberg. Mi ha lasciata senza fiato, curiosa e in preda alla frenesia.



Andando a conoscerle da vicino, Bette è un personaggio che ci viene descritto per tutto ciò che compie è stato abbastanza facile immedesimarsi in lei. Penso che chiunque in età adolescenziale abbia pensato a come arrivare a un obiettivo scegliendo la strada più facile e per Bette questo significa sabotare i suoi compagni.
Quella che appare più infida nelle pagine è June, quella di cui nessuno sospetta perché lo scettro della cattiva è già di proprietà di Bette, per cui lei può agire indisturbata alle spalle di tutti.
Quella che invece appare più trasparente e si lascia amare è Gigi che risponde sempre ballando dimostrando così di non aver bisogno di secondi mezzi per essere la migliore. Lei lascia il suo passato e i suoi rapporti famigliari ben lontani dagli occhi di tutti, è riservata e non le piace calamitare l'attenzione su di sé per la sua infanzia, non vuole apparire come una vittima e non lo fa perché esce pulita dalle pagine del romanzo.


Ho aspettato a fare questa recensione perché ho visto anche l’omonima serie tv, ma devo confessare che non mi è piaciuta e l’ho trovata scontata, assurda e noiosa, rispetto al libro che invece mi è piaciuto.

Voglio ricordare che lascia con il fiato sospeso perché è una dilogia e spero di poter leggere presto il seguito!

Il mio voto:


A presto!




giovedì 31 dicembre 2020

[Gruppo di lettura] Recensione: Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafòn

 


Hello readers! Questo 31 dicembre è il più strano che io abbia mai vissuto, vi scrivo infatti dal mio divano (e spero caldamente che voi mi stiate leggendo da posti simili) in pigiama e accompagnata da un ottimo flûte di Bellini home-made. A questa fine di anno non mi sarei mai azzardata a chiedere di più!

Va bene gli auguri virtuali e tutto il resto, ma forse il miglior modo di salutare quest'anno è, come sempre, farlo con una recensione di un pilastro della letteratura spagnola.

Titolo: Il gioco dell'angelo

Autore: Carlos Ruiz Zafòn

Serie: Il cimitero dei libri dimenticati

Casa editrice: Mondadori

Genere: Narrativa contemporanea

N° pagine: 480

Prezzo ebook: 11,99

Prezzo cartaceo: 25,00

Trama:
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. E quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà a porgli strani interrogativi, a esporlo a imprevedibili azzardi, travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti...


Dopo anni di lavoro come tuttofare ne "La voz de la Industria", David Martín riesce a coronare un sogno che custodisce da quando ha imparato a mettere su carta i propri pensieri: pubblicare una storia scritta interamente di suo pugno e poi, chissà, diventare come una di quelle persone che grazie alla libreria Sempere e figli gli hanno tenuto compagnia nelle notti trascorse ad aspettare che il padre, ubriaco, tornasse a casa, gli scrittori. 

Scrittori e libri sono da sempre per David ancora di salvezza e rifugio da una realtà di miseria che sembra perseguitarlo. Prima il tugurio di fronte al Liceo di Barcellona, poi la piccola e lurida pensioncina per scapoli dove decide di trasferirsi dopo l'omicidio del padre. La vita sembra aver in serbo per lui solo amare sorprese, ma il suo mentore, il conte Pedro Vidal sembra non essere dello stesso avviso. L'uomo infatti si prodiga per far sì che David scriva e pubblichi il primo di una serie di racconti, "La città dei maldetti", che ben presto fanno guadagnare prestigio all'inserto domenicale de La voz de la Industria, e non ben poche invidie al neo scrittore.

Sempre spinto da Don Pedro, David Martín decide di gettarsi a capofitto in una nuova vita nella quale soldi e fama non mancano, ma che ben presto si rivela deleteria. Per rispettare un nuovo contratto con una piccola casa editrice più simile ad un'agenzia di strozzini, David scrive senza sosta, giorno e notte, facendo di caffè e tabacco la sua nuova dieta. 

Le storie de "La città dei maledetti" piacciono al pubblico e Ignatius B. Samson - pseudonimo di David Martín - pian piano sembra consumare l'uomo che inizia ad accusare giramenti di testa, nausea e una percezione alterata della realtà. 

David non sta bene, ma non può mettere in pausa la vita da scrittore di Ignatius. Il libraio Sempere, Don Pedro e Cristina - figlia dello storico autista di Pedro Vidal, della quale David è da sempre innamorato - cercano di convincerlo a vedere un medico, ma ciò non succede finché un collasso lo mette di fronte alla realtà: tumore alla testa con aspettativa di vita breve.

Ora che sa di avere meno di un anno di vita a sua disposizione e nulla da perdere, lo scrittore è deciso a coronare il sogno della sua vita: scrivere un romanzo che la storia della letteratura ricorderà per secoli. E a saldare il vecchio debito con Pedro Vidal. Anche l'amico ha da anni un romanzo nel cassetto e, insieme a Cristina, David decide di lavorare in contemporanea su entrambi. Purtroppo però al momento della pubblicazione il nome di Vidal oscura quello di David Martín. Nessuno sembra apprezzare quello che in realtà è un ottimo romanzo. Tutti osannano il grande Don Pedro per qualcosa che non ha fatto e la mancata fama getta David nella depressione.

Dopo aver consegnato il suo libro al Cimitero dei libri dimenticati ed essersi fatto carico di proteggerne un altro dallo strano titolo - Lux Æterna di un certo D. M. -, lo scrittore decide di accettare finalmente la proposta di lavoro uno strano editore straniero, Andreas Corelli, che da qualche tempo lo circuisce.

La mattina successiva alla prima cena in casa di Corelli le cose per David sembrano decisamente migliorare. Si sente rinato, messo a nuovo e forse c'entra qualcosa uno strano sogno fatto nella notte passata a dormire sulla poltrona del soggiorno di Corelli. Ricorda una sala operatoria sotterranea, un bambino che lo tiene per mano, un chirurgo che gli estirpa quella cosa maligna che sapeva esserglisi annidata al centro del corpo.

Non solo David si sente un uomo nuovo, ma è di sicuro anche un uomo più ricco della sera prima, ora il suo conto in banca straripa di franchi che gli daranno l'opportunità di vivere in modo agiato nella "casa della torre" concentrandosi sulla produzione di un romanzo che un scopo diverso al solito: fondare una nuova religione.

Più le ricerche per il nuovo lavoro vanno avanti, più accadono cose strane e man mano sempre più legate tra loro che metteranno la vita di chiunque circondi David Martín in pericolo. 

"Il gioco dell'angelo" è un libro complesso che sfiora il surreale e, forse anche per questo, che cattura il lettore in un vortice di eventi, lasciandolo con il fiato sospeso fino all'epilogo. Quella che promette essere la storia di uno scrittore solitario rivela essere un thriller in cui la vita del protagonista si intreccia brevemente con quella di Daniel Sempere, protagonista de "L'ombra del vento", primo capitolo di una saga che ha davvero segnato la letteratura spagnola contemporanea.

Purtroppo è quasi impossibile descrivere la scrittura di Carlos Ruiz Zafòn senza scadere nell'ordinario. Zafòn fa tremare di paura, fa disperare, fa provare al lettore esattamente le stesse emozioni dei suoi personaggi, lo stesso senso di spaesamento e la stessa gioia fugace. La Barcellona di Carlos Ruiz Zafòn non è quella della dei turisti sulla Rambla, ma un mondo labirintico che promette di inghiottire i più ingenui e di trasformare gli sfortunati in miserabili. Un mondo che riesce a spaventare anche ill lettore più impavido.

Una volta conosciuto Zafòn è impossibile farne a meno, volete provare? Io ve lo straconsiglio!

Avete proprio bisogno di sapere quanti libriccini ho assegnato a "Il gioco dell'angelo"?

Scontato no? Ma come si fa ad assegnare meno del massimo ad uno scrittore che ci ha lasciati da poco, ma che ci mancherà per sempre?!

Siamo arrivati alla fine readers! Non mi resta che augurarvi 

un próspero año nuevo y que la alegría os encuentre y nunca os suelte! 



martedì 29 dicembre 2020

Review Party "La Repubblica dei ladri" di Scott Lynch - I Bastardi Galantuomini

 




Buongiornoooo, eccoci all'ultima tappa dell'evento dedicato ai Bastardi Galantuomini di Scott Lynch ;)




TRAMA

Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un’opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo.

Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l’operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l’amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale.

Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n’è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all’unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell’amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.





Sapete, passare tutto il mese di Dicembre con Locke e Jean è stata una grandissima avventura, e solo ora che è finita mi rendo conto di quanto mi mancheranno. Ormai li consideravo una compagnia sicura, del tipo "oh, con chi mi trovo questo pomeriggio? Ma con Locke e Jean, ovviamente".
Ebbene, come avrete già capito, ho amato tantissimo anche questo terzo, ma non ultimo, romanzo de I Bastardi Galantuomini, la saga grimdark (dark fantasy?) di Scott Lynch. E non sono pronta a salutare la sua scrittura e il suo mondo... Lynch, ti prego, non diventarmi un Martin. 
Ok, La Repubblica dei Ladri è, probabilmente, il libro che mi è piaciuto di più della saga. Anche qui i nostri beniamini (o meglio, malintenzionati) dovranno vedersela con qualcosa che è più grande di loro, ma come sempre non si tireranno indietro, ma anzi si butteranno a capofitto nell'avventura, fino anche a vedersi costretti a scontrarsi con una vecchia conoscenza. 
Quanto ho desiderato conoscere Sabetha... era dal primo libro che aspettavo di sapere chi fosse questa donna che aveva spezzato il cuore di Locke, e finalmente eccola in tutto il suo splendore, e lasciatemelo dire: CHE DONNA. Forte, determinata intraprendente, sexy, intelligente... ed anche un po' fragile. Certo, non è sempre facile empatizzare con lei e andare d'accordo con il suo caratterino, ma in generale l'ho trovata proprio un bel personaggio; scritto davvero bene.
Adesso so per certo che chi si permette di dire che Lynch è sessista e maschilista di sicuro non ha letto il terzo libro e non ha conosciuto Sabetha. Cioè, non lo era neanche prima, ma adesso potete fare sogni tranquilli e non preoccuparvi pure di questo, che magari Lynch scrive pochi personaggi femminili, ma quando lo fa, lo fa con stile. 
Una cosa davvero bella di questo romanzo sono i flashback raccontati negli interludi. E' stato stupendo, e abbastanza malinconico, ritrovare i gemelli Sanza, Calo e Galdo, e padre Catena, e poter leggere dell'apprendistato e delle avventure giovanili dei Bastardi Galantuomini
In La Republica dei Ladri viene, inoltre, introdotto un elemento estremamente interessante che ci era stato accennato precedentemente, ma che non era mai davvero stato approfondito: la magia. Non che qui venga approfondita chissà quanto, ma credo che Lynch abbia iniziato a delinearla per renderla una futura protagonista dei prossimi volumi della serie. Sinceramente, lo spero, amo l'high fantasy, e mi piace quando il sistema magico occupa una buona parte del worldbuilding di un romanzo. 
Così come ho adorato i riferimenti all'opera e al teatro... chi mi conosce sa quanto io sia appassionata di teatro, e ogni volta che in un libro se ne parla, il mio cuore inizia a palpitare d'amore. 
per quanto riguarda lo stile, se avete letto le precedenti recensioni (che vi lascio alla fine di questa), ormai lo sapete, Lynch scrive fantasy per adulti. 
Tratta spesso temi molto forti, come violenza e depressione, e non si esime dall'usare un linguaggio piuttosto scurrile e crudo, all'occorrenza. Non è di una volgarità ingiustificata, anzi, lo trovo piuttosto elegante, ma descrive ogni singola scena così come è, senza edulcorarla. 
Il finale mi ha incuriosita davvero tanto e non vedo l'ora che esca il prossimo romanzo (chissà quando) per poter vivere un'altra avventura con Locke e Jean

Voto








Gli inganni di Locke Lamora: RECENSIONE
I Pirati dell'Oceano Rosso: RECENSIONE 






Mi raccomando, passate anche a leggere le recensioni di:












giovedì 24 dicembre 2020

Review Tour "Il grande libro dei gialli di Natale"

 





Buona Vigilia a tutti lettori! Per inaugurare queste feste, vi orto la recensione di una raccolta di racconti tutti dedicati al Natale ;)





TRAMA

Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash.




Nonostante io sia innamorata del Natale, e nonostante ogni anno inizi a sentire l'atmosfera natalizia già a novembre, fare letture (o guardare film/serie TV) a tema non mi è mai piaciuto; non ho mai sentito l'esigenza di interrompere le mie normali letture per buttarmi su qualcosa di natalizio, ma quando mi hanno proposto di partecipare all'evento per questo Drago edito da OscarVault, Il grande libro dei gialli di Natale, non sono riuscita a tirarmi indietro, anche perché era da un po' che non leggevo qualche bel poliziesco e ne avevo proprio bisogno. 
Il libro di cui vi parlo oggi è, in realtà, una raccolta di più romanzi gialli, ognuno dei quali dedicato al Natale e catalogato in base ad un particolare sottogenere. 
Io recensirò, per voi, le sezioni "un piccolo Natale occulto" e "Un piccolo Natale classico", la prima contiene ben 6 racconti che hanno come filo conduttore il mistero, l'occultismo, e tutto ciò che è inquietante. La seconda sezione, invece, raccoglie le più classiche, come dice anche il titolo, opere gialle della letteratura che hanno per protagonista il Natale; i più grandi autori di gialli sono qui riuniti, da Agata Christie a Edgar Wallace, da H.R.F. Keating a Robert Louis Stevenson e tanti altri. 
Devo essere sincera, non so proprio dirvi quale delle due sezioni mi sia piaciuta di più.
Ho apprezzato tantissimo "un piccolo Natale occulto" perché da amante del fantasy, quale sono, tutto ciò che riesce a provocare un brividino lungo la schiena è più che amato dalla sottoscritta; ma sono anche stata contenta di staccarmi, per un po', dal "mistery", per immergermi nel puro giallo poliziesco che mi piace tantissimo, ma che non leggo spesso. 
Purtroppo, non posso parlarvi di tutti i racconti singolarmente perché non basterebbero cinque recensioni, ma vi assicuro che ogni singolo racconto è estremamente coinvolgente ed emozionante; alcuni saranno in grado di mettervi i brividi e, magari, farvi venire gli incubi, altri vi strapperanno un sorriso e vi faranno rilassare, altri ancora vi terranno svegli anche la notte per cercare di risolvere il mistero... insomma, di sicuro non vi annoierete. 
Inoltre, stiamo parlando di grandissimi capolavori della letteratura investigativa, quindi a livello stilistico, tutti i racconti hanno una prosa perfetta; state tranquilli che non correte il rischio di imbattervi in qualcosa di banale o scritto male. 
Ovviamente, io vi ho parlato solo delle due sezioni di cui mi spettava parlarvi, ma ho letto anche le altre, e sono stupendi pure i racconti che ne fanno parte, quindi vi consiglio di leggere il libro per intero, e, se volete saperne di più, trovate le recensioni delle altre ragazze in cui vi parlano di sezioni diverse dalle mie.
Il grande libro dei gialli di Natale è il libro perfetto da leggere in questo periodo di festa, soprattutto in questi giorni in cui siamo confinati a casa senza poter uscire; magari davanti al camino acceso (o al termosifone, in assenza di un vero camino), con una copertina, una tazza di cioccolata calda e qualche canzone natalizia in sottofondo. 



Voto:







Be', non mi resta che augurarvi buone feste, buon Natale, buona lettura e... buone indagini ;) 

















mercoledì 23 dicembre 2020

Review Tour "Alla fine noi" di L.A. Cotton

 Buongiorno appassionati lettori, 

Oggi torniamo a Wiched Bay, con "Alla fine.....noi" per continuare con la storia d'amore tra Lois e Maverick. Dobbiamo assolutamente ringraziare la Hope Edizioni per averci permesso di partecipare a questo review party dedicato ad un'autrice L.A. Cotton che adoro sempre di più di volume in volume. 




Riprendiamo la storia d’amore tra Maverick e Lois dove l’avevamo lasciata, dopo il ballo invernale tutto sembra cambiare e evolversi vedremo come riescano a portare avanti il loro rapporto nonostante le complicazioni che comportano i loro trascorsi. 

Maverick mi è piaciuto moltissimo in questo volume perché ci permette di scorgere alcune parti di se prima celate dietro alla facciata dell’arrogante, mentre ora vediamo un uomo che è veramente innamorato, e che trova in Lois la sua ancora di sopravvivenza. Solo lei sembra in grado di mettere a tacere i demoni che riempiono il suo cuore. Quando lei si allontana per lui ogni cosa diventa buia e difficile e questo fa sì che si sfoghi nella box. I problemi che ha con suo padre si fanno sempre più profondi e cercare di capirlo è molto difficile. Solo Lois per l’amore che prova cercherà di penetrare nella sua corazza e abbattere i muri che lo circondano. Non sarà per niente facile soprattutto perché lei stessa è ancora accerchiata dai suoi demoni e solamente una forte sicurezza l’aiuta a non cadere nel baratro. 

I momenti rubati che riescono a passare insieme sono veramente belli, lui per proteggerla cerca di nascondere il più possibile la loro storia e questo porterà con se tanti altri guai. Uno degli appuntamenti più belli dove entrambi si sono lasciati andare e hanno dimostrato una parte dei loro problemi è durante un appuntamento a Disneyland. Chi non può essere felice come una pasqua di andarci? E’ proprio in questa occasione che conosceremo un po di più anche Selina e Dex, gli amici di Maverick. 


La narrazione è sempre molto fluida, la penna della Cotton coinvolge e appassiona qualsiasi lettore decida di immedesimarsi tra le sue pagine e sicuramente non si riesce a fare a meno di innamorarsi dei personaggi. 

Mi è piaciuto moltissimo incontrare nuovi personaggi tra i quali Alec Prince, padre senza scrupoli di Maverick che detiene il potere sulla vita del figlio e che lo comanda a bacchetta annullando ogni suo sogno e desiderio. 

Riusciremo infatti a capire maggiormente come mai Rick abbia così tanti problemi con lui, e lasciatemelo dire non potrete fare a meno di odiarlo tremendamente. Questo sarà assolutamente possibile comprenderlo tramite il POV alternato che sopratutto in situazioni particolari come queste non può che essere considerato una benedizione. 

Rick non si può proprio dire che sia semplice da comprendere e così i suoi problemi.

Come i tutti i libri della Cotton racchiude tanti temi diversi che vengono analizzati nel profondo e per il quale secondo me questa serie merita assolutamente di essere letta!

Il finale è chiuso ma lascia intendere che per loro non sia finita e che avranno altro da mostrarci, li incontreremo nuovamente infatti nel quarto libro!

Sono molto curiosa di scoprire cosa succederà e non posso fare a meno di consigliarvi questa autrice e questa meravigliosa serie!!



Siete pronti per tornare a Wicked Bay? 



Il mio voto: 




La serie "Wicked Bay" è composta da: 

0.5 Wicked Summer Maverick - Lois (Disponibile in regalo su Amazon) 
1. L'inizio della mia fine (Maverick - Lois ) Recensione
2. Alla fine... noi (Maverick - Lois )
3. Wicked Lies  (Kyle - Laurie) 
4. Wicked Games (Maverick - Lois)
5. Wicked Needs ( Macey ....)
5.5 Wicked Surprise  Racconto Natalizio
6. Wicked Hearts (Kiera - Trey)
7. Wicked Promises  (Summer - Nick)
8. Wicked Forever ( Maverick - Lois) 
8.5 Wicked Truths (Vinnie - Maggie)

Come potete vedere è una storia che non ha una breve fine quindi sono sicura che la Cotton avrà ancora tanto da offrirci! Io non vedo l'ora e voi? 









lunedì 21 dicembre 2020

Review Tour: "Notes about me" di Cloe

Buon pomeriggio lettori!
Oggi finalmente vi parlo di un romanzo New Adult che ha saputo letteralmente conquistarmi! Una storia inaspettata e imprevedibile, una perfetta lettura per ogni momento.  



Titolo: Notes about me
Serie: Notes #1
Autore: Cloe
Editore: self publishing
Genere: New Adult
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2020
 

Trama:
L’autunno è arrivato e con esso le foglie che si tingono di rosso e si librano nel vento frizzantino, accendendo di colori un cielo plumbeo in continuo mutamento. Tutto cambia, non solo le stagioni, ma Ivy Cooper questo non l’ha messo in conto.
Ivy non è perfetta, non lo è affatto. Cinica, snob e opportunista, circondata da persone di simile indole, inizia il suo terzo anno al Sumpton College sempre più determinata a raggiungere l’unica cosa che per lei conti davvero: il successo nel lavoro. Non c’è niente e nessuno che conti per lei, eccetto Lucas, il suo migliore amico, con cui si concede di abbassare la maschera impenetrabile che ha costruito negli anni. Eppure gli imprevisti della vita, i sentimenti a lungo soppressi e la voce della coscienza la travolgeranno costringendola a chiedersi più di una volta cosa vale la pena perdere e cosa tenere con sé.
Cos’è più importante, essere o apparire?
Un cuore che batte o la strada verso il successo?
 
Recensione

Era da tempo che non mi capitava una storia così avvincente e divertente. Una storia romantica, dalle sfumature frizzanti e ricca di emozioni da vivere.

Una protagonista forte, intraprendente, con un obiettivo ben chiaro davanti a sé: diventare una giornalista. Probabilmente la migliore, per le sue ambizioni. Una ragazza dalle molte sfaccettature, che a tratti potrebbe anche risultare antipatica, nei suoi modi di fare. Una figura che si scopre man mano che lei stessa fiorisce davanti al lettore, in un scoprirla che avviene a piccoli passi, tra le pagine di questo romanzo. La conosciamo come una giovane opportunista, pronta a tutto pur di riuscire a ottenere quello che vuole, al punto da controllare e programmare ogni cosa della sua vita: i corsi da frequentare, le amiche con cui uscire, le emozioni da provare. Ogni cosa deve essere sotto il suo controllo. Una cosa di per sé impossibile, con cui finirà per scontrarsi, riscoprendosi nelle sue fragilità e nei suoi desideri, al punto da trovarsi di fronte a una Ivy diversa, capace di sorprendere. E, come giustamente deve essere, un ragazzo testardo che arriva al suo fianco, sfidando i paletti che lei si impone, lottando a modo suo per il suo cuore. Ho ammirato la convinzione di Nathan nel non arrendersi di fronte ai tentativi di rifiuto (ma lo chiamerei più paura) di Ivy, il suo modo di porsi con lei, di rispettarla e lasciarla autonoma, ma anche di esserci quando ne aveva bisogno.

Eppure, se devo essere sincera, i due personaggi che più mi hanno colpito sono stati Lucas e Megan. Due personalità molto particolari, esuberanti, genuine. Di Lucas ho ammirato la pazienza e la presenza, costante, accanto alla protagonista: l’emblema dell’amico di infanzia, di quell’amicizia duratura che nulla riesce a scalfire. Di Megan ho adorato la vivacità e la purezza, in quel suo essere amica di Ivy perché era qualcosa che la fa stare bene, in un’amicizia che nasce tra le mura dell’università in modo spontaneo e autentico. E non senza battibecchi.
 
Credo che Notes about me sia un romanzo dalle molte sfumature, capace di donare interminabili ore di leggerezza e divertimento, di frustrazione e apprensione (sì, ammetto di aver voluto prendere a testate la protagonista un po’ di volte xD). Una storia in cui si assiste alla crescita dei personaggi, al loro mettersi in discussione, scontrandosi con le difficoltà che la vita pone davanti. Con le paure stesse che spesso i giovani adulti e non affrontano. La paura di non farcela, il desiderio di farsi vale e di diventare qualcuno, il timore di non essere accettati dagli altri, sono solo alcuni dei temi di questa incredibile storia.
Il tutto, narrato con un ritmo incalzante e avvincente, in un susseguirsi di eventi ed emozioni capaci di farti rimanere incollato alle pagine del libro, nell’attesa di scoprire cosa succederà dopo.
 Assolutamente da non perdere!

Voto: