venerdì 17 agosto 2018

Budapest: 6 giorni nell'altra capitale dell'Impero austro-ungarico. Chronicles of Four Travellers

Buon pomeriggio lettori, come state? Come state passando le vacanze quest'anno? Siete già andati in vacanza? Io sono tornata, da pochissimo, da Budapest e, oggi, voglio raccontarvela.


 
 
 
Quest'anno, scegliere la meta per le vacanze è stato davvero difficile. Io e la mia coinquilina (e amica) abbiamo iniziato a pensarci a Marzo, ma, per un motivo o per un altro, ci siamo ritrovate a metà Luglio senza niente in mano, neanche un'idea sulla destinazione. Abbiamo deciso, quindi, di affidarci ad un'agenzia di viaggi e di farci consigliare da loro, ed ecco che nel giro di mezz'ora, il 13 di Luglio, a sole due settimane prima dalla partenza, ci siamo ritrovate a comprare i voli per Budapest.
Io ci sarei dovuta andare l'anno scorso, subito dopo essere stata a Vienna, ma per problemi lavorativi vi avevo dovuto rinunciare, quindi sono stata felicissima quando l'agenzia ci ha consigliato questa meta, come giusto connubio tra visite culturali e relax.  
Mi avevano sempre parlato benissimo di Budapest, in particolare i miei genitori e i miei zii che ci andarono anni addietro, ma non mi ero mai resa conto di quanto fosse meravigliosa fino a quando non l'ho vista e vissuta con i miei occhi.
 
Ho pensato di strutturare questo racconto di viaggio come feci per quello su Vienna ( QUI ), quindi, raccontandovi la mia esperienza giorno per giorno e, magari, aggiungendo qualche informazione utile, come i prezzi delle varie attrazioni.
(Le foto non sono quelle che ho fatto io, tranne l'ultima, ma ho cercato di prendere da internet le più fedeli possibili alla realtà).
 
 
Il nostro primo giorno, in realtà, è stato quasi interamente di viaggio. Siamo partite, da Venezia-Treviso, verso le 18:35 e siamo arrivate intorno alle 19:40, il volo è durato, all'incirca, poco più di un'ora. Per questi 6 giorni, ci siamo volute concedere una vacanza a 4 stelle, quindi, una volta atterrate, abbiamo trovato ad attenderci, un autista privato che ci ha portate direttamente al nostro spettacolare hotel, l'Hotel President, un hotel a 4 stelle, quasi di lusso, davvero molto elegante. Noi siamo state fortunate perché lo abbiamo prenotato con un'offerta dell'agenzia e, per il tipo di lusso, abbiamo pagato relativamente poco, comunque, Budapest è una città abbastanza economica quindi è fattibilissimo fare un viaggio low cost, soprattutto per l'enorme quantità di ostelli e B&B che ci sono in città. Se, comunque, cercate ogni tipo di comfort, l'Hotel President fa al caso vostro e, inoltre, è in una posizione centralissima perché è vicinissimo a quasi tutto quello che c'è da visitare.
Dopo aver fatto decisamente troppe foto alla meraviglia d'hotel in cui avremmo alloggiato, abbiamo deciso di mettere qualcosa sotto i denti e di fare una mini passeggiata serale sulle rive del Danubio, per avere un primo assaggio della movida nella capitale ungherese. Quello che ci ha colpite di più, però, non è stata la night life, ma l'illuminazione del Castello di Buda e del Bastione dei Pescatori, dall'altra parte del Danubio. Raramente mi era capitato di vedere attrazioni così bene illuminate di notte.
 
 
La visita alla città di Budapest, formata, in realtà, dalla parte di Pest e dalla collina di Buda, separate dal Danubio ed unite tramite una miriade di ponti, è iniziata la mattina del secondo giorno, con una abbondante e buonissima colazione composta di croissant, sfogliatelle con la marmellata, wustel e girelle con la Nutella. Alle 9 eravamo già fuori e la prima tappa della giornata è stata la Basilica di Santo Stefano, la Chiesa più grande e più importante della città, dedicata proprio al Santo Patrono e fondatore della città. Dentro è davvero spettacolare. Piena di marmi e mosaici nei colori del rosso e dell'oro, è adornata da opere d'arte dei maggiori artisti ungheresi. La grande cupola è decisamente maestosa e, chi vuole, può anche salirvi in cima per godere di una splendida vista sulla città.
Vicinissimo a Santo Stefano, si trova la Piazza Elisabetta, dedicata alla Regina d'Ungheria, Elisabetta (conosciuta come Sissi). La piazza è una delle più famose ed oltre ad essere molto grande e spaziosa, al centro vi è il Budapest Eye, la ruota panoramica di Budapest. Il giro sulla ruota è carino, ma di sicuro non vale quello che costa (tutti i prezzi li scriverò alla fine della giornata). La piazza, con la sua fontana dedicata al dio del mare, e con il suo spazio verde, invece, vale assolutamente la visita.
Dopo la Piazza Elisabetta, ci siamo incamminate verso la Grande Sinagoga, situata nel quartiere ebraico. La Grande Sinagoga di Budapest è la più grande d'Europa e la seconda più grande al mondo (dopo quella di New York). Si può entrare ogni mezz'ora e il biglietto comprende la visita guidata in italiano e l'ingresso al museo ebraico. Io non ero mai stata in una Sinagoga, quindi sono stata, letteralmente, stregata dagli interni di questa. Ho apprezzato tantissimo le spiegazioni della guida (che ci ha mostrato sia gli interni che i giardini) sulla religione ebraica e sulle sue tradizioni, oltre che sulla Sinagoga in questione che fa parte dell'ebraismo neologista. Molto piccolo, ma interessante, anche il museo; all'interno vi sono conservati moltissimi manufatti, antichi e non, tipici dell'ebraismo, tra i quali anche vari rotoli di Torah. E, ovviamente, imperdibile è il giardino, con l'albero della vita, l'elenco dei Giusti e il cimitero ebraico. L'intera visita dura all'incirca un'oretta, ma vi consiglio assolutamente di non perdervela.
Uscite dalla Sinagoga, abbiamo deciso di incamminarci verso la Piazza degli Eroi, simbolo indiscusso della città di Budapest. Per raggiungerla abbiamo camminato per il quartiere ebraico, pieno di locali e bar tipici, e tutto colorato con i colori più sgargianti e improbabili; un quartiere che mette allegria. Fuori dal quartiere ebraico, abbiamo imboccato il Viale Andrassy, patrimonio dell'UNESCO dal 2002. Si tratta di un lunghissimo viale (circa 30 minuti per farlo tutto a piedi), pieno di negozi di lusso, bar e ristoranti in stile neo-rinascimentale. Qui si affaccia, anche, lo splendido Teatro dell'Opera. E così come a Parigi gli Champs Elysee terminano con l'Arco di Trionfo, il Viale Andrassy termina con la maestosa  Piazza degli Eroi. La piazza è chiamata in questo modo perché vi sono le statue di quelli che sono considerati eroi ungheresi, tra cui ben 5 membri della famiglia degli Asburgo. Al centro svetta un'altissima colonna che, insieme alla tomba del milite ignoto, forma il monumento agli eroi, ovvero, tutti coloro che diedero la vita per la libertà del popolo ungherese. La Piazza degli eroi è una tappa fondamentale del viaggio a Budapest e io l'ho amata per la sua simmetria e per il senso di libertà che suscita nelle persone. Da qui, attraversando un lago artificiale, si arriva al Parco cittadino Varosliget, che si apre con lo splendido Castello Vajdahnuyad. All'interno del castello c'è il museo dell'agricoltura che noi non abbiamo visitato perché non ci interessava particolarmente, ma l'esterno è spettacolare; mi ha ricordato tantissimo le ambientazioni di Game of Thrones. Nel Parco, una visita, va concessa anche alla piccola Cappella di Jaki e all'inquietante statua dell'Anonimo.

Dopo un pranzo in cui abbiamo assaggiato il vero salame ungherese, e una passeggiata per il parco, abbiamo deciso di andare a fare merenda al Cafè New York che è considerato il più bello del mondo e, a mio parere, lo è. Completamente in stile Belle Époque, con colonne in marmo e lampadari di vetro, è famoso per essere stato frequentato da tantissimi scrittori e artisti che, qui, davano vita alle loro opere; anche la famiglia reale degli Asburgo adorava passarvi del tempo. Mi rendo conto che i prezzi non sono dei più economici, ma una volta che siete a Budapest, fosse anche solo per un caffè o un succo di frutta, bisogna venire qui. Io ho optato
per una coppa gelato e un succo alla mela. Purtroppo, per entrare c'è una bella fila, ma fidatevi di me, quando vi faranno, finalmente, sedere e inizierete a gustarvi la vostra merenda, vi renderete conto che ne sarà valsa assolutamente la pena; noi abbiamo anche avuto la fortuna di mangiare cullate dalle note classiche dei violinisti che suonavano dal vivo.  Dopo la merenda, per noi, due amiche alla ricerca di cultura, ma anche di relax, il primo giorno si conclude con un paio d'ore immerse nella meravigliosa vasca idromassaggio del nostro Hotel. Per cena, abbiamo fatto una cosa non proprio tipica; siamo andate a mangiare all'Hard Rock Cafè. Il cibo era ottimo, il locale spazioso e l'atmosfera accogliente, e ve lo dice una che non ama particolarmente la musica rock.

Ricapitolando, il secondo giorno abbiamo visto:
-Basilica di Santo Stefano: ingresso gratuito (chi vuole può fare una piccola donazione all'entrata)
-Piazza Elisabetta e Budapest Eye: Circa 8 euro per studenti.
-Grande Sinagoga: Circa 12 euro (Il biglietto comprende la visita guidata in italiano e l'entrata al museo)
-Quartiere ebraico
-Viale Andrassy
-Piazza degli Eroi
-Parco cittadino Varosliget + Castello Vajdahnuyad + Cappella di Jaki + Statua dell'Anonimo
- Pranzo al parco Varosliget: circa 4 euro a testa (panino + acqua + bibita)
-Cafè New York: circa 19 euro (gelato + succo alla mela)
-Hard Rock Cafè: circa 30 euro per la cena.

 
Il terzo giorno a Budapest lo abbiamo interamente dedicato al relax. Budapest, infatti, è famosa per le sue terme. Ci sono tantissimi Bagni termali che, ormai, sono diventati delle vere e proprie attrazioni. Noi abbiamo deciso di vederne due.
I primi bagni in cui siamo andate, sono i Bagni Palatinus che si trovano al centro dell'Isola
Margherita, un'isola in mezzo al Danubio, chiamata così in onore di Santa Margherita, figlia del Re Bèla IV. I Bagni Palatinus sono i bagni all'aperto più grandi di Budapest. Purtroppo, nelle guide turistiche sono poco menzionati, ma, forse, è stato meglio per noi visto che non c'era molta
confusione. Una volta entrate, abbiamo avuto a disposizione tutta la mattinata per nuotare, sguazzare e rilassarci nelle immense piscine. C'era la piscina con l'idromassaggio, quella con la fontana, con le onde, con la corrente, con le cascate e c'erano anche gli scivoli acquatici che noi non abbiamo mancato di fare. E' stato davvero divertente, l'acqua non era troppo fredda, ma neanche troppo calda e lo spazio era davvero immenso. Io ve le consiglio assolutamente, soprattutto se volete evitare la confusione che si trova alle terme più conosciute.
Per pranzo, siamo state attirate da un chioschetto che vendeva Kurtos (dolce tipico ungherese) di ogni tipo e, ovviamente, noi ne abbiamo presi due a testa, uno alla vaniglia e uno al cioccolato; era nettare degli dei.
Dopo pranzo, abbiamo raccolto le nostre borse e abbiamo fatto un giro per l'isola Margherita, questo immenso parco pieno di verde e composizioni floreali di ogni tipo. Se cercate un posto in cui rilassarvi, l'isola fa sicuramente al caso vostro.
Verso le 15, siamo entrate ai Bagni Szechenyi. Questi sono in assoluto i più famosi e antichi di Budapest e i più grandi d'Europa. Immersi nel verde del Parco Varosliget, inutile dire che l'architettura sia interna che esterna è spettacolare. Purtroppo, però, essendo i più famosi, sono anche i più affollati e, dopo un po', la bellezza delle vasche non basta più a farti sopportare la confusione. Sicuramente è un'esperienza da fare, fosse anche solo per vedere quanto sono belli, ma preparatevi ad una folla assurda di persone. Non potendone più della

confusione, abbiamo deciso di cercare il relax (trovato, fortunatamente) alla Beer Spa che si trova all'interno dei Bagni Szechenyi. Come dice il nome, è proprio una spa dedicata alla birra. In pratica, ti fanno accomodare in una vasca idromassaggio (da solo o a coppia), in cui, all'acqua termale vengono aggiunti i componenti della birra quali luppolo e malto che fanno bene a pelle e unghia. Inoltre, ti viene fornito un boccale vuoto che si può riempire, tutte le volte che si vuole, con la birra che esce da un barile posizionato accanto alla vasca, e, come se non bastasse, ti vengono anche serviti dei buonissimi stuzzichini alla paprika dolce, tipica ungherese. Alla fine della giornata eravamo talmente rilassate che, per poco, non andavamo a letto senza cena.
Per fortuna, però, non abbiamo ceduto, e non solo siamo andate a cena in un locale tipico molto carino (si chiama Puli) dove abbiamo mangiato un buonissimo goulash, ma abbiamo pure fatto aperitivo sulla splendida terrazza panoramica del nostro Hotel, dalla quale si vedevano tutte le attrazioni più belle di Budapest.
 
Ricapitolando il terzo giorno abbiamo fatto:
-Bagni Palatinus: circa 8 euro (entrata + armadietto)
-Isola Margherita
-Bagni Szechenyi: circa 18 euro (entrata + armadietto)
-Beer Spa: circa 50 euro a coppia (45 minuti)
-Ristorante Puli: circa 7,50 euro a testa
 
 
Per la mattina del quarto giorno, avevamo prenotato, da casa, l'escursione guidata al Palazzo Reale di Godollo. Il Palazzo si trova a circa mezz'ora da Budapest ed era il preferito di Sissi che ne aveva fatto la sua residenza ufficiale estiva.
La visita dura 3 ore e occupa tutta la mattinata, ma se siete appassionati di castelli, di famiglie reali e di Sissi, vi consiglio assolutamente di andare. Il palazzo non è particolarmente grande, però è davvero molto bello e, soprattutto, diverso da tanti altri, inoltre, è interessante scoprire i pettegolezzi sulla vita dei nobili e della famiglia reale. I giardini, invece, sono quasi più grandi del palazzo e sono un ottimo set per delle bellissime fotografie. Al centro vi è una bellissima statua di Maria Teresa d'Austria e Ungheria.
Al rientro dall'escursione, c'era davvero poco tempo per mangiare, in quanto avevamo già prenotato la visita al Teatro dell'Opera, quindi abbiamo raggiunto il Viale Andrassy e ci siamo fiondate nel primo McDonald che abbiamo trovato (shame on us). Alle 15 è iniziata la visita al Teatro che, per una appassionata di opera, come me, era decisamente d'obbligo. Il teatro è meraviglioso, tutto rivestito di marmo. Molto interessante la visita, soprattutto la scalinata reale, all'apice della quale c'è un enorme specchio che piaceva molto a Sissi perché vi si vedeva più magra. La visita termina con uno spettacolo di circa 15 minuti in cui due bravissimi cantanti si esibiscono nelle arie più famose del
mondo.
Dopo il teatro, restando sempre sul Viale Andrassy, abbiamo deciso di visitare la Casa del Terrore, il museo sulla storia del comunismo ungherese. Il museo è molto bello, fatto proprio bene, e davvero molto toccante, però lo sconsiglio ai più sensibili (io stessa non sapevo se andare o meno) perché le testimonianze sono molto forti e crude.
Alla sera, avendo trovato tantissimi ristoranti chiusi (a Budapest moltissimi chiudono alle 22), siamo andate in un ristorante italiano dove abbiamo gustato una buonissima pizza.
 
Ricapitolando, il quarto giorno abbiamo visto:
-Palazzo Reale di Godollo: circa 36 euro (visita guidata in italiano che ti prende e ti riporta al tuo hotel, da prenotare online)
-Teatro dell'Opera: 9 euro (visita guidata in italiano da prenotare online in anticipo)
-Casa del Terrore: circa 3.50 per i minori di 26 anni.
 
 
Il quinto giorno è stato il più intenso di tutti. Sveglia presto, colazione, e via verso la collina di Buda. Per passare da Pest a Buda abbiamo attraversato, a piedi, il ponte delle catene, il più bello e antico di Budapest. Dal ponte la vista sul Danubio è spettacolare.
Arrivate a Buda non abbiamo perso tempo e siamo andate dritte verso la prima tappa, i giardini del Castello di Buda e il Padiglione reale. Molti non sanno che esistono dei giardini, né tantomeno che esiste un padiglione reale, perché spesso non figurano nelle guide, ma vi consiglio di visitarli perché sono entrambi molto particolari. Non aspettatevi giardini tipo quelli di Versailles o di Schonbrunn perché, essendo il Palazzo Reale in cima ad una collina, quelli di Budapest sono giardini in salita; potete percorrerli per salire la collina e, alla fine, vi troverete proprio di fronte al Castello; inoltre, salendo, si gode, sempre di più, di una splendida vista sul Danubio e sull'intera città. Per arrivare al Palazzo ci sono tante vie, tra cui una funicolare, ma il mio consiglio è, sicuramente, quello di armarsi di buona pazienza e forza di volontà e salire a piedi passando proprio per i giardini e il padiglione reale, e vedrete che la fatica verrà ricompensata.
Il Palazzo Reale (o Castello di Buda) era il castello storico usato dai re ungheresi, ed è patrimonio dell'UNESCO. Oggi, al suo interno, ospita la Galleria Nazionale Ungherese e la Biblioteca Nazionale. Consiglio tantissimo un giro alla galleria nazionale; è stato davvero interessante scoprire l'arte ungherese, di tutte le epoche, dal medioevo con la sua arte religiosa, alle opere di arte moderna e contemporanea. La Galleria Nazionale ospita anche mostre temporanee e quella che c'è in questo momento (non so fin quando, però) è dedicata a Frida Kahlo, centinaia di sue opere sono esposte, ed anche filmati e fotografie della sua vita. Non avevo mai visto, dal vivo, nessun quadro della Kahlo, e sono rimasta piacevolmente colpita dalla loro bellezza.
Per noi lettori, poi, è imperdibile la Biblioteca Nazionale Szechenyi che si trova dietro la galleria, e racchiude migliaia di libri e documenti storici ungheresi, tra cui i codici corviniani.
A pochi minuti a piedi dal Palazzo Reale, passando per i resti medioevali del Castello, si trova quello
che mi è piaciuto di più in assoluto, ovvero, il Bastione dei pescatori. Un vero e proprio bastione sormontato da sette torri, ognuna delle quali rappresenta una tribù magiara che si insinuò nei Carpazi, il tutto in perfetto stile neogotico. Il Bastione è meraviglioso, con le sue architetture sinuose, la musica che si sprigiona dai piani più alti, le torri dalle quali si vede l'Isola Margherita, il Danubio e tutta la città sottostante; una tappa obbligatoria per chi va in visita nella capitale ungherese. Di fronte al Bastione, inoltre, si trova la Chiesa di Mattia, altra chiesa importantissima di Budapest. Chiamata così in onore di Mattia Corvino, Re particolarmente importante per la fioritura delle arti in Ungheria; fu anche moschea durante l'epoca dei turchi e, poi, nuovamente chiesa, e qui vennero incoronati Francesco Giuseppe e Sissi. All'interno è spettacolare e si può pure salire sulla torre panoramica.
A questo punto, la fame ha iniziato a farsi sentire, d'altronde, era ora di pranzo, quindi abbiamo approfittato di uno Starbucks proprio accanto alla Chiesa, per deliziarci ancora un po' con la vista del Bastione, di fronte a noi.
Dopo pranzo, ci siamo concesse un dolcino in quella che era la pasticceria preferita dalla Principessa Sissi, la pasticceria Ruszwurm. Se andate a Budapest, vi consiglio di provare, qui, la torta Dobos, una specialità ungherese, davvero deliziosa. Purtroppo, nonostante la torta fosse squisita e il posto molto accogliente, seppur piccolo, il servizio non è stato dei migliori (i camerieri non sono molto gentili), ma sedersi dove la stessa Sissi in persona si sedeva, fa comunque un certo effetto.
Subito dopo ci siamo, letteralmente, precipitate, nuovamente a Pest, perché avevamo prenotato, da casa, la visita guidata al Parlamento ungherese e, per poco, non rischiavamo di perderla; non vi dico le corse che abbiamo fatto per arrivare in tempo. Comunque, ce l'abbiamo fatta, e posso dirvi che il Parlamento è meraviglioso; la visita dura 45 minuti, ma sono 45 minuti di pura bellezza. All'interno, nella sala della cupola, sono custoditi la splendida corona (originale) e lo scettro di Francesco Giuseppe, sorvegliati, ovviamente, da soldati armati.
Il Parlamento è splendido dentro e fuori e se gli girate intorno, davanti la facciata che dà sul Danubio, potrete anche vedere le scarpe sulle rive del Danubio che sono un memoriale dell'Olocausto per ricordare le vittime ebree che venivano uccise proprio sulle rive del fiume.
Siamo, poi, tornate, nuovamente, a Buda dove abbiamo visitato la Chiesa di Sant'Anna, molto piccola ma carina; siamo state fortunate a trovarla aperta anche senza messa, perché di solito apre solo per le funzioni religiose. Se la trovate aperta, fateci un salto.
A quel punto, si erano fatte, ormi, le 18, quindi abbiamo deciso di dirigerci verso il Labirintus che si trova a metà strada tra il Palazzo Reale e il Bastione; è un labirinto sotterraneo, un tempo utilizzato come prigione e, prima ancora, come rifugio. La visita al labirinto di Buda si può fare durante tutto il giorno, ma il mio consiglio è di andare dalle 18 in poi (ultimo accesso alle 19, quindi siate lì per tempo) perché, a quest'ora, viene spenta l'illuminazione e la visita si può fare solo con lanterne ad olio, fornite all'entrata. Perdersi tra le vie del labirinto sotterraneo è suggestivo ma anche un po' inquietante, soprattutto quando si arriva davanti alla piccola cella dove venne rinchiuso Vlad III di Valacchia, l'impalatore, colui che ispirò a Bram Stoker la figura del Conte Dracula; direi che noi appassionati di letteratura non possiamo perderci la visita alla cella di Vlad. Noi ci siamo divertite un sacco a cercare di ritrovare l'uscita, munite solo di una lanterna.
Per cena, qualcosa di nuovo, e assolutamente tipico della città di Budapest, i Ruin Pub. A Budapest sono famosissimi questi Ruin Pub. In pratica, come dice il nome, gli edifici in rovina sono stati
trasformati in veri e proprio pub; un tempo erano pub illegali, costretti a cambiare sede ogni tot di giorni, ma oggi sono una vera e propria attrazione per i giovani; ce ne sono tantissimi sparsi per tutta la capitale; quello che abbiamo scelto noi è lo Csendes Vintage Bar, che la guida consigliava tra i migliori Ruin Pub. Internamente è spettacolare, l'arredamento è ricavato da tracce di spazzatura ed è davvero pittoresco. Il menù non è ampio, ma presenta sia piatti tipici che panini o hamburger, proprio come ogni pub che si rispetti. L'esperienza del Ruin Pub è assolutamente da fare.
 
Ricapitolando, il quarto giorno abbiamo visto:
-Castello di Buda (Palazzo Reale): Galleria Nazionale ---> circa 8 euro (metà per studenti). Biblioteca Nazionale ---> circa 5 euro. Giardini e Padiglione ---> gratuiti.
-Bastione dei pescatori: le torri costano circa 3.50 euro, il resto è gratuito
-Chiesa di Mattia: circa 3.50 euro
-Pasticceria Ruszwurm: una fetta di torta a circa 2,50 euro
-Parlamento ungherese: visita guidata in italiano (da prenotare online almeno una settimana prima) circa 15 euro (ma prima prenotate e più sconti trovate)
-Chiesa di Sant'Anna: ingresso gratuito
-Labirintus: circa 6.50 euro
-Ruin Pub Csendes Bar: circa 11 euro (panino + bibita)
 
 
La mattina del sesto e ultimo giorno la abbiamo dedicata al relax. Ci siamo svegliate poco dopo l'alba per godere della tranquillità della vasca idromassaggio del nostro hotel che, a quell'ora, era tutta per noi; è stato così rilassante, soprattutto dopo i 15Km a piedi della giornata precedente! I miei piedi
mi hanno ringraziata.
Alle 10 eravamo pronte per lasciare la camera e chiamare la macchina che ci avrebbe portato in aeroporto. Prima di lasciare definitivamente questa splendida città, però, ne abbiamo approfittato per fare una passeggiata nel parco situato dietro il nostro hotel, con al centro la Piazza della Libertà. la Piazza, molto bella, ospita un memoriale alle vittime dell'occupazione nazista e un monumento che risale all'epoca sovietica, oltre a numerose fontane con giochi d'acqua. Intorno alla piazza, edifici in stile Liberty, quali la Banca Nazionale e l'Ambasciata americana.
Alle 14 ci siamo imbarcate sul nostro volo di ritorno, non del tutto pronte a salutare Budapest, e con gli occhi ancora colmi di bellezza.
 
 
 
 
Budapest è una città M E R A V I G L I O S A. Sono contentissima di esserci andata, soprattutto dopo aver visto Vienna, lo scorso anno. Io vi consiglio tantissimo di andarci, non ve ne pentirete. Personalmente spero tanto di tornare, ma in inverno, questa volta; scommetto che sotto la neve è ancora più bella!
 
 
Chi di voi è mai stato a Budapest? Cosa ne pensate?
 
 
 
*Ginny*


martedì 14 agosto 2018

Recensione in anteprima "Fino alla luna e ritorno" di Adelia Marino e Federica Alessi, per la prima volta insieme con una nuova serie romance tutta da scoprire! ReviewParty!

Buongiorno lettori, 
È giorno di ReviewParty!
Ospitiamo oggi la recensione di "Fino alla luna e ritorno" del nuovo duo Federica Alessi e Adelia Marino, edite per la prima volta insieme da Newton Compton editori. Pronti a vedere cosa hanno creato queste due meraviglie? 



Trama: Calliope Harrington è la classica brava ragazza di buona famiglia, ma in realtà nessuno la conosce veramente. Callie è infatti ribelle come un uragano, adora andare sullo skate, anche se i suoi genitori non lo sanno, e durante il penultimo anno di college vuole a tutti i costi realizzare i suoi sogni. Andrew Caden poteva essere una promessa dell'NBA, poi però ha rovinato tutto ciò che di bello c’era nella sua vita. È il ragazzo sbagliato per eccellenza, eppure Callie non riesce a stargli lontano: in lui c'è qualcosa che la attira in maniera irresistibile. I tremendi sensi di colpa con cui Drew convive gli impediscono di vedere il lato positivo delle cose, ma dopo un incontro/scontro con Callie le sue priorità vengono improvvisamente sconvolte. Può un amore così confuso accompagnarli in un viaggio fino alla luna e ritorno?



Inizio subito con il dire che mi piacciono entrambe molto come scrittrici da "sole", i loro lavori sono sempre stati singoli, ed eccole qui invece oggi insieme a creare una bellissima serie! Adelia e Alessia sono due ragazze fantastiche, gentili e simpatiche e già dall'annuncio di un loro futuro romanzo insieme ero super eccitata all'idea. E dopo aver letto la trama di "Fino alla luna e ritorno"? Ho letteralmente fatto i salti di gioia dalla sedia davanti al mio portatile. Quando mi è stato chiesto se volevo partecipare e recensire il romanzo in anteprima, ne sono stata super entusiasta e felice, quindi spero lo sarete anche voi dopo averlo letto. 
È un romance sotto ogni punto di vista, la trama vi dà una chiara prospettiva della storia, se è il genere che amate, non vi deluderà. Scorrevole e incalzante riesce a coinvolgere il lettore con molta facilità.
Callie si sente in gabbia con i suoi genitori e solo al college lontana da loro riesce ad essere se stessa. Drew è il classico (cattivo) ragazzo che si comporta da stronzo e ha tutti gli occhi puntati addosso, soprattutto quelli femminili, per cui non presta molta attenzione a chi lo guarda. 
L'incontro tra Drew e Callie è fortuito ed è lo stello incontro che farà incontrare R&R, i loro migliori amici.
"C'era solo lui. C'ero solo io. C'eravamo solo noi. Fu quello il momento in cui mi resi conto di essere perdutamente innamorata di Andrew Caden."


Ryder e Regina sono i co-pratogonisti indiscussi del romanzo, di cui vogliamo assolutamente leggere di più.
Adoro quando in un romanzo ci sono i soprannomi, ed in questo sono presenti così tanti soprannomi da arricchire ogni personalità che lo compone, rendendo l'idea al lettore, solo con una battuta, di quale personaggio ha davanti, caratterizzandolo ancora di più.
Sarà un viaggio dedicato alla conoscenza reciproca di questi due affascinanti protagonisti, nel loro passato e nel loro presente. Perché entrambi, Callie e Drew, nascondono (ognuno a suo modo) i loro scheletri nell'armadio e le loro paure, hanno bisogno di trovare una persona che sappia tirare fuori la loro vera personalità.
«Cristo, Hurricane. Sei bellissima.»

La storia è travolgente, come i suoi protagonisti da cui non sai mai cosa aspettarti come prossima mossa. Sanno trascinarti nel vortice dell'amore. 
La cosa triste? È una novella (faccetta disperata). L'ho letto in pochissimo tempo (purtroppo), so che è un esperimento e a mio parere è super riuscito! 
Quindi, a lavoro ragazze e tirateci fuori voi sapete chi!  

Il mio voto: 


Vi lascio di seguito il calendario dei blog, andate a leggere anche le loro recensioni!!




venerdì 10 agosto 2018

REVIEW PARTY: "PICCOLI SOGNI" di Jennifer Miller - Recensione in anteprima

Buongiorno lettori,
A quasi metà Agosto, le uscite continuano a non mancare e nemmeno noi con le nostre recensioni! Esce oggi "Piccoli sogni", il secondo volume, dopo "Piccole bugie", di Jennifer Miller per Quixote edizioni. 


Trama: In ognuno di noi esiste un posto in cui celiamo i nostri segreti più profondi, in attesa che emergano,
e prima o poi verranno in superficie.
Dopo aver vissuto un vero incubo, Olivia desidera solamente poter dimenticare. Dimenticare e andare avanti. Ma come puoi cancellare dalla memoria qualcosa che ha macchiato la tua anima e ti ha costretto a mentire alle persone che ami, anche se soltanto per risparmiare loro gli orrori della verità?
Luke sa che Olivia non si è ripresa, come lei invece vuole fargli credere. Nei suoi occhi, riesce a vedere il dolore che prova a nascondere, e sente che non gli ha raccontato tutto. Tuttavia, come può salvare qualcuno che non desidera essere aiutato? Mentre la vergogna tiene Olivia prigioniera, Luke
soffre a causa del senso di colpa per non essere riuscito a proteggere la persona che ama più di ogni
altra cosa al mondo.
Due persone che hanno sofferto tanto possono trovare un modo per venirsi incontro, o rischieranno di mandare in frantumi i loro sogni? L’amore è in grado di trovare una soluzione, quando il perdono
non è sufficiente?

ATTENZIONE
Prima di leggere questa recensione e questo libro ci invito a leggere il precedente "Piccole bugie" (QUI) perché sono collegati e il finale era rimasto in sospeso. Con questo volume Olivia e Luke ritroveranno la serenità concludendo la.loro storia d'amore, nel terzo e finale capitolo della serie infatti, troveremo Pyper, l'amica di Olivia alle prese con le sue (disastrose) storie d'amore... Anche a lei vogliamo dare un lieto fine, no? 

A Gennaio, mese d'uscita di "Piccole bugie" siamo rimasti con il fiato sospeso. Il finale era aperto e "Piccoli sogni" riparte proprio da quel momento... Vi sembrerà di ripartire proprio da quando avete chiuso il libro precedente. 
Olivia, dopo aver rincontrato Luke e aver ammesso i suoi sentimenti per lui, e aver trovato una nuova routine con lui nella sua vita, tornando a casa trova la sua migliore amiche, nonché coinquilina Pyper, legata che piange e poco distante dal divano Deacon. Il suo ex marito. L'uomo che non è disposto a farsi mettere da parte. Olivia viene drogata e rapita. 
La nostra protagonista non può permettersi di provare emozioni, si ritrova legata e imbavagliata, Deacon l'ha presa e lei non sa nemmeno dove si trova.
"Mi sentivo sporca dentro. Non importava quante volte e ripetersi a me stessa che non era stata colpa mia E che quella sensazione concedeva solo più potere ha deacon, non riuscivo a liberarmene."
I primi capitoli saranno difficile da affrontare. Avremo una reale concezione di cosa le farà il suo rapitore, e la scrittura fluida e dettagliata della Miller, non farà che farvi rimanere scioccati dalle pagine che vi si presenteranno davanti.
Passato e presente si alterneranno come nel primo libro della serie, solo che in questo caso, i momenti al passato saranno riconducibili al rapimento.
Il pov alternato, riesce a farci percepire l'angoscia di Luke nei momenti di assenza dal rapimento di Olivia. Non avremo un uomo che corre nella sua macchina, impugna la pistola e spara a chiunque si trova davanti, no. Questo è un libro molto più vero, Luke si affida alla polizia, deve aspettare, essere paziente. Anche se difficile, viene raccontato lo scorrere di ogni momento, non vi renderete nemmeno conto di quanto tempo possa essere, leggerete, ed andrete avanti, ponendovi domande e senza smettere di cadere in qualche tranello con il fiato sospeso e il cuore in gola creato appositamente dell'autrice.
Di Olivia mi ha emozionato il suo pensiero al futuro, mentre era prigioniera, con Luke che le da la forza necessaria di sperare e di guardare avanti in qualche modo. 
Questo è un libro maturo. Non troviamo due protagonisti che intendono uscire insieme e divertirsi. Qui parliamo di sentimenti, di un amore profondo che si è scavato un posto speciale nel mio.cuore. La storia d'amore di Luke e Olivia è tormentata e faticosa, ma anche emozionante e sorprendente. I sentimenti crescono a dismisura senza arrestarsi. 
Un libro in corsa. Come una macchina, capitolo dopo capitolo si accelera e cambia marcia, fino ad arrivare in corsa su un'autostrada a 180km/h dove non si riesce a resistere al brivido di adrenalina che ci percorre.

Quando si ha un buon libro per le mani, non si ha bisogno di scene erotiche e tira e molla tra i protagonisti. Quando è un buon libro, l'essenziale è messo nero su bianco. E, quando chiuderete il romanzo, e le immagini che vi siete create nella mente si rincorreranno, vi renderete conto che era un buon libro, che ha lasciato il segno, che pur chiudendo gli occhi, i pensieri, le battute, il dolore, l'angoscia, l'amore, non vi abbandoneranno. E per "Piccoli sogni", per me è stato così. Molto più intenso del primo, che comunque mi era piaciuto, vi lascerà con un solco nel cuore, un'impronta profonda che ricorderete per molto tempo. 
Se, nel primo capitolo Olivia era divertente e spiritosa, dando consigli sul vestire con aneddoti umoristici, qui la troveremo molto più matura, come la scrittura di Jennifer Miller, che per quanto mi riguarda, ha fatto passi da gigante tra un romanzo e l'altro, dimostrando di essere in grado di poter scrivere non solo storie d'amore divertenti, ma bensì anche di descrizioni di sentimenti profondi, tanto da far provare angoscia ai lettori stessi.
Si conclude in modo meraviglioso, ripercorrendo tutti gli istanti, momenti cardini, della vita insieme di Olivia e Luke, un viaggio meraviglioso, negli anni passati, con uno sguardo rivolto al futuro.

Il mio voto:

Vi lascio anche i nomi degli altri blog che mi hanno accompagnato durante la lettura di questo romanzo, e vi invito ad andare a vedere anche le loro recensioni:

Libri e librai
Lettrice sfuggente
a Book for a Dream
La casa dei libri di Sara
Valentina Abbr Books & Beauty
Reading Is True Love
Sognando tra le Pagine
LIBROSI
Book Lover 
Bookaddicted97
Different Magazine





mercoledì 8 agosto 2018

Non si può essere eroi sportivi ed essere gay. O forse si? Tutto questo in "Sotto la superficie" di Ilari C.

Buon pomeriggio con un'altra segnalazione! 
Come avrete letto dal titolo questa è la volta de 
"Sotto la superficie" di Ilari C.


Genere: romance mm contemporaneo
Pagine: 221
Prezzo ebook:3,99€
Prezzo cartaceo 13,99€


Trama:

Cristian è il famoso numero 10 della Roma City, e ha tutto quello che desidera a portata di mano. Il calcio gli ha permesso di pagare i debiti di suo padre, e il successo di assecondare il suo bisogno di attenzioni. Il calcio gli ha dato tutto, a patto di non rivelare la sua bisessualità.

Samir è un pugile franco-tunisino di successo che per diventare tale è dovuto sfuggire al controllo di un padre violento. Sa chi dovrebbe essere, per suo padre, per i suoi connazionali, per la stampa, ma non chi realmente è. Perennemente in bilico tra il suo istinto di autodistruzione e la sua voglia di riscatto, è giunto a un compromesso: lui degli uomini non si innamora e questo, pensa, basta a renderlo come gli altri lo vogliono. Quando Cristian e Samir si incontrano si dicono entrambi che è solo sesso.

Cristian vuole concentrarsi sul calcio e su suo figlio. Samir ci tiene a restare l’eroe nell’immaginario collettivo dei suoi connazionali, e gli eroi, gli è stato insegnato, non sono gay. Ma la pressione dei tabloid, la curiosità morbosa dei fan, e, soprattutto, ciò che agita i loro cuori, rischiano di frantumare le loro maschere. Cosa si cela davvero sotto la superficie?


Che ne pensate cari lettori?
Vi intriga la trama?

Jane

Un viaggio che cambierà per sempre la dodicenne Johanna e il corso della Revoluciòn: "Una lettera coi codini" di Christian Antonini vi aspetta!

Salve cari lettori! 
Oggi vi voglio presentare un libro per ragazzi a dir poco meraviglioso.
Sto parlando de "Una lettera coi codini" un libro per bambini e ragazzi che, grazie all'autore Christian Antonini e alla Giunti, ho avuto il piacere di leggere! 
A giorni infatti uscirà sul blog la recensione, quindi mi raccomando: stay tuned!


Pagine: 288
Prezzo cartaceo:  8,90€
Data di uscita: 28 Marzo 2018

Trama: 

Johanna Pearson (12 anni) è la figlia di un ingegnere ferroviario americano che lavora a Città del Messico. Per metterla al sicuro dalla Guerra Civile, il papà si serve di un cavillo nel regolamento della posta ferroviaria: la spedisce oltre la frontiera! Affrancata con francobolli sugli abiti, Johanna viene fatta salire a bordo di un convoglio speciale, dove viaggia nel vagone postale, accudita dal personale, con cui fa presto amicizia. In particolare con Chico, un giovane valletto e Carbòn, il vecchio macchinista. Il viaggio è lungo e difficoltoso. Johanna impara a fare il valletto e scopre i trucchi di Carbòn per guidare la locomotiva. A metà strada, però, ecco l'imprevisto: a bordo del treno salgono dei guerriglieri capeggiati da un omone con grandi baffi (Pancho Villa) che scortano un vecchio americano molto malato, il vecchio giornalista Ambrose Bierce. Nel corso di un viaggio ricco di emozioni, complotti e segreti, Johanna vive una grande avventura (e il lettore con lei).
L’autore:

Christian Antonini è stato curatore e ideatore di giochi, ha lavorato in campo giornalistico e come traduttore. Oggi si occupa di comunicazione e social media. Dal 2007 vive e lavora a Introbio, in provincia di Lecco, con la sua famiglia, cinque gatti, un cane e il piccolo esercito di personaggi dei suoi romanzi. Con il suo esordio nel mondo della letteratura per ragazzi avvenuto con il romanzo Fuorigioco a Berlino (Giunti), Christian Antonini è stato finalista per il premio La lettura ti fa grande di Calimera, candidato al Premio Strega Junior e ha vinto il Premio Selezione Bancarellino e il Premio Il Gigante delle Langhe.


Che dire cari lettori, non vedo l'ora che leggiate la recensione!
Non voglio anticiparvi niente, se non che l'ho amato alla follia!

Jane

martedì 7 agosto 2018

Recensione in anteprima del nuovo romanzo di Elle Casey: "La risposta giusta alla domanda sbagliata"

Buongiorno lettori, 
Oggi vi parlo dell'ultimo libro in arrivo per Amazon Crossing di Elle Casey "La risposta giusta alla domanda sbagliata", terzo capitolo della serie. 



Trama: Ha sempre pensato che quel bacio fosse stato il suo primo errore, ma ora si sta chiedendo se il vero errore non sia stato fuggire.
Antoinette “Toni” Delacourte, membro dell’agenzia di sicurezza privata Bourbon Street Boys, è una donna forte, dura come la roccia, che tenta di dimenticare gli errori del passato. Dieci anni fa, Toni ha baciato Lucky, il miglior amico di suo fratello. Subito dopo, temendo che il loro legame potesse incrinare il gruppo che lei considerava come una famiglia, si era allontanata da lui finendo in una relazione violenta tra le braccia di Charlie. Nell’ultimo decennio si è sforzata di mantenere platonici i sentimenti per Lucky: è un amico e un collega e anche lui ha un passato difficile da affrontare. Adesso, però, libera da Charlie anche se incapace di scrollarsi di dosso il suo terribile ricordo, Toni si scopre ancora più vulnerabile ai sentimenti, finché un evento inaspettato non mette tutto in discussione.

Questa serie, "I ragazzi di Bourbon Street" è molto leggera e si legge con facilità, è proprio adatta a questo periodo, se volete una lettura sotto l'ombrellone. Anche le scene di azione non sono mai cruente e pesanti, ma bensì descritte anche quasi ironicamente. 
Avevamo iniziato a capire la storia di Toni dal precedente volume, chiaramente con questo romanzo abbiamo una versione integrale di chi è, di come è diventata e perché. 
Mi colpiva che, nonostante la situazione, qualunque essa fosse, lui fosse sempre allegro. O perlomeno sembrava allegro. Ma forse mi sbagliavo. Forse dentro era infelice quanto lo ero io.

Toni è una protagonista forte, diversa da come se ne vedono in giro, porta i tacchi ma riesce a mandarti al tappeto con un solo calcio. È astuta, fredda, cinica e sa combattere. E c'è un ricordo che non smette di abbandonarla mai, il bacio con Lucky, il suo compagno di squadra a lavoro. 
Il fatto che Toni pensi che la sua sia una personalità troppo eccentrica e poco consona all'ambiente femminile, e che pensi si meriti una persona placida e tranquilla, un uomo buono e che sappia calmarla mi ha fatta riflettere. Perché ci costringiamo a pensare che qualcosa sia giusto per noi solo per sentito dire, o per come vediamo gli altri? Non c'è nulla di più sbagliato. Toni è una ragazza forte, che è stata in prigione e non ha paura. Ha bisogno di una persona che non spenga il suo fuoco, ma bensì lo alimenti piano, mettendo in luce tutte le sue più belle qualità. 
La poca affinità con le altre donne è uno degli aspetti che non ho gradito di questa protagonista. Sapevo che avrei dovuto aspettarmi una personalità completamente diversa dalle precedenti, più frizzanti e empatiche, ma questo voler essere "acida, passatemi il termine, l'ho trovata portata all'esasperazione. 

Maschere e debolezze ci vengono raccontate in questo libro che ho trovato molto più profondo rispetto ai precedenti che erano più frivoli. 
Purtroppo non sono riuscita ad entrare in empatia con Toni, la protagonista, come dicevo prima, è tosta e in alcune parti mi è anche piaciuta, ma nella maggior parte del libro purtroppo ho trovato sbagliate (sempre per il mio parere) le sue azioni. 
È sempre stato quel tipo di ragazzo Per me, quello che riesci a farmi ridere anche quando non voglio.
Il suo voler allontanare le persone, trattenendosi persino dal fare un sorriso di circostanza, un piccolo gesto di gentilezza che non avrebbe ucciso nessuno, eppure lei è ostinata nel voler essere la dura che non chiede a nessuno e non ammette nemmeno quando sbaglia. Tutti gli uomini intorno a lei devo dire che hanno una pazienza infinita. Mostrare le debolezze è difficile per entrambi, e per Lucky avrei preferito che ci si concentrasse di più sul suo passato che è stato si spiegato, ma solo all'inizio rendendolo solo una piccola parte. Quindi per concludere è come se per entrambi, abbia avuto una visione più completa quando erano negli altri libri piuttosto che in questo dedicato solo a loro, ma forse è stata solo una mia percezione e non sono riuscita ad entrare in nessuno dei due personaggi. Il libro risulta comunque leggero, non è cortissimo, e vi terrà in piacevole compagnia. La storia è ben costruita ed ha il filo logico delle precedenti, quindi se vi sono piaciuti i primi due, anche questo non vi deluderà.

Il mio voto:




lunedì 6 agosto 2018

Review Party de "Soffio verso il cielo" di Cosimo Schena.

Buongiorno cari lettori e benvenuti al review party de 
"Soffio verso il cielo" di Cosimo Schena.



Sapete cari lettori che, tra le ragazze del blog, sono quella che si occupa più volentieri di poesia, quindi non ho potuto fare a meno di prendere parte a questo review party! Come sempre premetto che non sono un'esperta di poesie, ma esprimerò molto volentieri le miei impressioni su questa raccolta.

Il volume è appunto una piccola raccolta di poesie dove il tema dominante, come si può intuire da titolo, è il cielo, con tutte le varie allegorie e significati nascosti di cui quest'ultimo si può vestire. Mi è piaciuto davvero molto, lo stile di Cosimo è semplice e per nulla arcaico, in modo tale che le sue parole arrivino dritte al cuore del lettore. Meravigliose le immagini contenute nell'opera, di una delicatezza e di una bellezza disarmanti. 

L'opera è sicuramente per sognatori, per coloro che alzano gli occhi al cielo e vengono sommersi da una miriade di emozioni.  "Soffio verso il cielo", nonostante la sua brevità, è in grado di farti sorridere e commuovere; è una lettura che mi ha regalato piacevoli attimi che mi hanno fatto riflettere, ma che ha anche portato a galla bellissimi ricordi. 


Vi lascio ora con la poesia che più mi è rimasta nel cuore:



Un amore infinito

che non ha misura.

Un sorriso meraviglioso 

che ti riempie di calma.

Due occhi profondi

che ti leggono dentro.

Labbra morbide

che curano ogni male.

Carezze calde e delicate 

che cancellano i cattivi pensieri.

Mani sempre tese

a rialzarti da ogni caduta.

Un abbraccio inconfondibile

che di dona amore e solo amore.

La mia mamma 

il mio cielo.


Jane

venerdì 3 agosto 2018

Segnalazione: "Il risveglio del lupo" di Barbara Repetto

Buonasera lettori,

Oggi voglio segnalare un romanzo, il primo di una saga fantasy agli amanti del genere!
Si tratta del libro "Il risveglio del lupo" di Barbara Repetto uscito per Lettere Animate nella collana, appunto, Fantasy.


 Titolo: Il Risveglio del Lupo
Serie: Il Ciclo dei Guerrieri del Sole
Genere: Fantasy
Data pubblicazione: 12 luglio 2018
Casa Editrice: Lettere Animate Editore
Pagine: 242
Costo sul sito Amazon: Cartaceo 11,90€ - Kindle 2,99€ (variabile)
Formato: Cartaceo, ebook

Trama: La Terra del Vespro è in guerra da anni, e la guerra non risparmia nessuno. Cederik dovrà purtroppo fare i conti con questa dura realtà, ritrovandosi a soli tredici anni catapultato in un mondo estraneo e violento, privato dei suoi cari e dei suoi beni, senza alcun tipo di speranza per il futuro. Malgrado la nuova condizione d'impotenza, il giovane protagonista non si darà per vinto: accanto al suo padrone e maestro Ser Nemo riconoscerà lo spirito del guerriero che è in lui, e con determinazione e coraggio forgerà un nuovo destino.

Estratto:
Al mondo, tutti nascono con una vocazione: c’è chi ha la musica nel cuore, chi la poesia nello spirito, chi possiede la conoscenza della terra nelle mani e chi, come me, sente qualcosa di più vasto scorrergli nel sangue, una forza potente, il richiamo di un luminoso destino al quale sa di appartenere, come l’acqua al mare, come le stelle al cielo.




Che dite, vi incuriosisce?

Susan.

Geeko Editor: il salotto letterario del web 2.0

Buongiorno lettori, 

Sapete che siamo sempre alla ricerca e super entusiaste di parlarvi di nuove iniziative e nuovi metodi nell'editoria moderna, per cui oggi vi vogliamo presentare la Geeko Editor


Una casa editrice digitale i cui processi editoriali seguono i principi social della condivisione e della relazione fra utenti.

Come?
Semplice: attraverso un sito ambizioso, ispirato ad alcune caratteristiche dei social network, all’interno del quale appassionati di lettura e scrittura creativa collaborano attivamente fra loro e con la redazione per costruire insieme l’offerta della casa editrice. 

Immaginate un ambiente virtuale nel quale:

  • scrittori in erba e lettori possano gestire un profilo personale attraverso il quale discutere di scrittura e di libri, pubblicare racconti e recensioni delle opere dei loro colleghi;
  • ogni autore possa trovare sempre nuovi contest a tema ai quali partecipare, per divertirsi, saggiare la propria scrittura, mettersi costantemente in gioco in un ambiente stimolante e pensato per valorizzarli. Il risultato è una perfetta palestra in vista della pubblicazione; 
  • ogni utente, scrittore o lettore, possa tenere un proprio blog;
  • ogni giorno vengano pubblicate decine di nuove cose da leggere, fra racconti, estratti di romanzi, riflessioni sulla scrittura creativa, notizie sul mondo della letteratura: tutte parti integranti dell’offerta culturale ed editoriale di Geeko Editor;
  • si possano trovare tutti gli ebook pubblicati dalla casa editrice, a un prezzo conveniente.

Soprattutto, però, Geeko Editor è una casa editrice con l’ambizione di riscrivere le regole dell’editoria: 

il suo processo di selezione delle opere si basa infatti su due step, uno tradizionale, nel quale lo staff valuta attentamente la conformità dell’opera presentata dall’autore secondo standard minimi di qualità (leggibilità del testo, consistenza della trama) e di conformità morale (assenza di contenuti discriminatori verso gruppi etnici o religiosi, orientamenti sessuali, e così via), e un secondo, innovativo, durante il quale saranno i membri della community a leggere il testo, valutarlo, confrontarsi su di esso, decretandone la dignità di pubblicazione o dando all’autore consigli per migliorarlo.
Un processo di pubblicazione innovativo, che fa di una comunità di scopo composta da appassionati la sua forza e il suo tratto distintivo.

A capo del progetto, un team di professionisti in grado sia di supportare i lavori della community con le proprie competenze, sia di pensare alla delicata fase di preparazione, distribuzione e promozione del libro elettronico, a partire dalla correzione e dall’editing:

Alba Grazioli, CEO e responsabile della linea editoriale, è laureata in Filologia Moderna; appassionata lettrice e amante della letteratura, ha esperienze come editor e correttrice bozze, oltre che come tutor, assistente universitaria e organizzatrice di eventi culturali: un profilo in grado di coniugare creatività e competenza in campo editoriale editoriale con capacità da vera manager.
Lidia Verdone, grafica del team, ha nel corso degli anni conseguito diverse competenze nel campo dei software per la creatività digitale, capacità che le permette di poter trovare le migliori soluzioni per curare tanto la veste grafica degli e-book Geeko Editor quanto quella della comunicazione social e web della casa editrice.
Fabio Antinucci, social media manager e responsabile della comunicazione, è laureato in Filologia Moderna. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, letteratura e linguaggi dei nuovi media, nonché autore di romanzi e racconti fantastici, si occupa di curare la promozione e l’immagine della casa editrice come copywriter, social media strategist e blogger ufficiale del team. 
Tre profili diversi, tre competenze, tre diversi approcci con la creatività, la scrittura e la lettura, uniti dall’obiettivo di costruire una casa editrice innovativa, digital friendly, che possa incontrare i gusti delle nuove generazioni di lettori e scrittori italiani e faccia della loro esperienza e del loro talento una risorsa fondamentale per le sue iniziative.

Geeko Editor è operativo dal 10 ottobre 2017,  dopo una lunga fase di progettazione e realizzazione iniziata a fine 2016 con il lancio della nostra idea sui social e proseguita con un crowdfunding di successo su Eppela,  attraverso il quale l’azienda è riuscita a finanziare il progetto.

Era solo l’inizio di un sogno, che oggi è divenuto realtà.

Per rimanere aggiornati, o se ne volete sapere di più, vi lascio anche i profili social dove potrete seguirli:


E qui sotto vi lascio alcuni ebook disponibili sul loro sito.
Magari troverete il romanzo che vi stravolgerà!


DESCRIZIONE
Gioia è una scrittrice irrequieta, a tratti nichilista e impulsiva, gira per i bar con la sua Moleskine nera da cui non si separa mai e cerca tra le persone che incontra i volti dei personaggi delle storie che annota sul suo taccuino. In questo modo incrocia un misterioso ragazzo dagli occhi profondi: diventerà lo spunto per il personaggio di Pier, un giovane uomo che cerca di combattere un male che piano piano consuma la sua esistenza, annebbiando il suo passato.
Il ragazzo dagli occhi intensi è Andrea: anche lui giovane scrittore che si divide tra università, lavoretti e le irrinunciabili sessioni al computer, in cui dà vita alle storie che si dipanano nella sua testa. Sensibile, un po’ masochista e un po’ strafottente, curioso fino all’ossessione e creativo, Andrea scrive di Roberta, donna alla ricerca di se stessa che rimane sconvolta a seguito di un’inquietante scoperta…
I capitoli dedicati ad Andrea e alla sua storia si alternano in modo irregolare a quelli dedicati a Gioia e al suo racconto, fino a quando i destini dei due ragazzi non si incrociano fatalmente, scompigliando le pagine della loro esistenza.
La storia si svolge tra tre città, Bologna, Ferrara e Napoli, che si fanno vive e tangibili, le loro atmosfere diventano direttamente respirabili tra le pagine del romanzo. All’inizio di ogni sezione si fa riferimento ai nomi di strade realmente esistenti in cui avvengono i fatti, regalando delle inquadrature quasi cinematografiche dei personaggi che si muovono alla scoperta di luoghi inaspettati (e) di se stessi. Inoltre ogni capitolo prende il nome da una canzone la cui musica avvolge le parole della storia e ne scandisce il ritmo, in un crescendo di suggestioni ed emozioni.
Salvatore Improta ci dona un libro intenso sull’amore e sulla forza della creazione letteraria, in cui i protagonisti crescono insieme ai loro personaggi e in cui le storie prendono vita, si incrociano e si contaminano, forgiando legami di sangue e inchiostro. Una storia potente, penetrante, in bilico tra lirismo e surrealismo, che trasforma l’amore per la scrittura in una passione in grado di superare tutte le barriere, lasciando un segno che brucia.
Brucia è un romanzo consigliato a chi ama immergersi completamente in atmosfere e sensazioni, a scrittori tormentati e lettori appassionati, a chi crede nella forza delle emozioni e delle storie.
Formato: epub, mobi (per kindle) e pdf, tutti disponibili al momento dell’acquisto.
Compatibilità: tutti i dispositivi
Pagine pdf: 372 p.
ISBN: 978-88-85948-00-6

DESCRIZIONE
Il ricercato conte Vaniglio, dopo un passato di gloria da cacciatore di draghi, cerca di scrivere il romanzo della sua vita, ma le uniche imprese eroiche in cui si cimenta sono abbuffarsi di carbonara con la panna e raccontare avvincenti storie di gatti che bevono il brodo. Riuscirà a superare la crisi di mezza età e ad affrontare i suoi draghi?
Il piccolo Frollo vive recluso nella sua cameretta e si sente solo: neanche le interrogazioni via skype riescono a rallegrarlo. Decide quindi di costruirsi da solo un grande amico… O un amico troppo grande?
Il cantante Paul J. Limon ha ottenuto il successo con un motivetto deliziosamente commerciale, il classico tormentone estivo uscito a Natale, ma ora ha bisogno di ritrovare se stesso per creare delle melodie più sofisticate. Potranno aiutarlo un sedicente guru della musica, un misterioso tempio che trasuda saggezza e bauli cinesi contenenti inenarrabili ricchezze?
Cosa hanno in comune tutte queste storie? Sono favole moderne che capovolgono gli standard della fiaba classica per rivelare in maniera irriverente dinamiche della nostra quotidianità. Ecco quindi che draghi, naufragi, reami, magie e robot diventano espedienti divertenti per sorridere della vita e per riflettere su situazioni di tutti i giorni.
Queste “favole felici” si prestano ad una duplice chiave di lettura: da una parte riescono a regalare svago ed evasione dalla realtà attraverso storie fantasiose e curiose peripezie, ma, allo stesso tempo, riescono a mettere in luce l’assurdità delle problematiche del nostro presente, utilizzando arguzia e un pizzico di cinismo.
Con una narrazione snella, scanzonata e sempre ben serrata, Francesco Curti ci fa passare delle piacevoli ore in compagnia di avventure, personaggi e scenari surreali che strappano una risata, ma anche in grado di affrontare con ironia temi scomodi e attuali. Una raccolta di fiabe dal retrogusto amaro, che ammiccano al lettore con leggerezza e humour un po’ grottesco.
Tutte le favole sono accompagnate dalle bellissime illustrazioni di Ambra Filomarino: disegni dal tratto deciso ed evocativo, che con pochi tratti riescono a comunicare in maniera incisiva e profonda idee e riflessioni, integrandosi perfettamente con lo spirito delle favole, agili nella forma, ma sfaccettate nei contenuti.
Una lettura divertente e dissacrante consigliata a tutti i cinici in cerca di una risata e a tutti gli umoristi un po’ depressi. Ma anche a tutti i “bimbi bravi” che riescono a cogliere l’ironia nelle situazioni paradossali del nostro presente.
Formato: epub e pdf (disponibili entrambi al momento dell’acquisto)
Compatibilità: tutti i dispositivi
Pagine pdf: 108 p.
ISBN: 978-88-85948-04-4

DESCRIZIONE
Il giornalista newyorkese Paul Morry, dopo una delusione d’amore, decide di trasferirsi a Los Angeles per costruirsi una nuova vita e trovare una realizzazione personale e professionale.
Los Angeles si rivela una città dal duplice aspetto: luogo scintillante di fermenti artistici e cinematografici, città simbolo del cinema e dello star system, in cui ogni sogno sembra che possa trovare il suo compimento; ma anche una città decadente, ricca di ipocrisie e perdizione, in grado di illuderti crudelmente e poi abbandonarti, come una donna affascinante e capricciosa.
Paul Morry si muove per le strade della città come un poeta maledetto fuori tempo, alla ricerca di amore e ispirazione letteraria, ma costantemente tentato da femmes fatales seduttrici e maliziose, alcol, indolenza e insoddisfazione.
La scrittura alterna tratti scenografici con brillanti dialoghi da sceneggiatura, vivide descrizioni degli ambienti con monologhi intrisi di mal di vivere e rabbia.
Una narrazione scorrevole, allo stesso tempo introspettiva e visiva, che tratteggia fotogrammi cinematografici, atmosfere ricche di fascino, ma anche episodi grotteschi e surreali di produttori sbruffoni, eccentrici registi, ammiccanti attrici.
Sunset Strip è un romanzo a tinte forti, consigliato a chi ama il cinema, Los Angeles, le figure tormentate e “maledette”, chi cerca i contrasti ed è affascinato allo stesso modo dalla bellezza e dalle tentazioni.
Formato: epub, mobi (per kindle) e pdf, tutti disponibili al momento dell’acquisto
Compatibilità: tutti i dispositivi
Pagine pdf: 150 p.
ISBN: 978-88-85948-10-5

Questi sono solo alcuni degli ebook disponibili sul sito di Geeko Editor, andate a dare un'occhiata a tutti gli altri, registratevi e votate il vostro preferito!

A presto!