martedì 28 aprile 2020

Recensione: “Vorrei solo averti qui” di Kennedy Ryan – Serie Shot #1

Buongiorno meraviglie,
se ci seguite sui nostri social già sapete che ho letto in anteprima il romanzo di Kennedy Ryan “Vorrei solo averti qui” uscito il 19 Aprile per Newton Compton Editori, ed oggi insieme ad altri blog ve ne parlo!




Sinossi:
August e Iris sanno di essere fatti l'uno per l'altra. Ma il tempismo dei loro incontri è sempre stato pessimo e così, nonostante la sintonia che c'era tra loro, hanno finito per prendere strade diverse. Lui è diventato una stella dell'NBA e lei combatte con la sua quotidianità. Ma non si sono mai dimenticati. Nel corso degli anni, nei loro momenti più bui, August e Iris ripensano all'unico, indimenticabile bacio che si sono scambiati. A quella notte, a quel bivio che ha cambiato le loro vite per sempre. E anche se sanno che è difficile, continuano a sperare in una seconda occasione.
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Il mio amore per Kennedy Ryan è ormai noto. La stimo come scrittrice, ma in primis come persona. È sensibile e attenta ai sentimenti delle persone. Quando l'ho incontrata al Rare ho capito che è buona d'animo e che riesce a trattare con estrema gentilezza e cautela anche le situazioni più drammatiche. Ha un rispetto verso i sentimenti che riesce ad esternare nei suoi libri e nelle sue storie. Storie che crea con fondamenta solide e spesse. Nulla è lasciato al caso.

"Vorrei solo averti qui" arriva in Italia come sport romance e primo volume della serie Shot. Allora, non per essere precisina ma l'autrice alla serie ha dato il nome "Hoops" (Cerchi) e andrebbe a mio personale parere rispettato per i contesti e i temi trattati nella serie. Kennedy Ryan vuole chiudere i cerchi e far capire che ogni vita è un cerchio, ci sono quindi più possibili variabili per il nome che lei aveva scelto.
Comunque, tornando a noi, il titolo originale è "Long Shot" e la cover originale è da perderci la testa.
Ridurci a dire poi che è uno sport romance è pura cattiveria.
Per capire cosa è questo romanzo vi inizio a parlare della storia!




(Immagine trovata sul web)

Conosciamo August e Iris giovanissimi.
Lui sta per debuttare e lei... beh lei è un'amante dello sport ed è per questo che mentre lui si trova in una bettola di bar a smorzare la tensione, lei se ne sta seduta su uno sgabello a inveire contro la tv.
Fin da subito il suo caratterino viene fuori mettendo subito le cose in chiaro, senza nemmeno voltarsi a guardare August in faccia, e lo rimanda da dove è venuto.
August però non è abituato a essere scaricato ed ama le sfide.
Ha inizio così la sera in cui i loro destini si sono incrociati per la prima volta. La sera in cui hanno iniziato a comprendere l’aria che gravita intorno a loro quando sono insieme. La sera in cui si sono sentiti liberi di esprimersi e di parlare. La seria in cui hanno capito che nel mondo c’è qualcuno in grado di comprenderli, qualcuno con cui parlare di tutto.


C'è una connessione, una sorta di tensione, che li collega fin da subito.
Così distanti, ma così simili.
Hanno qualcosa in comune, ma anche solo decifrarlo sembra complicato.
August e Iris si perdono in quel limbo, occhi negli occhi e, inutile dirlo, hanno fatto perdere anche me.



La tensione che si sprigiona è palpabile, Kennedy Ryan è bravissima a far avvicinare due personaggi, a farli confrontare, a farli sorridere e a farli innamorare in poche pagine. È con maestria che lo fa e tu ti senti persa, come i suoi protagonisti. Come se fossi drogata di quelle pagine, di quel legame strano e che offusca i pensieri di August e Iris.

Le emozioni si infrangono durante la lettura come onde sugli scogli.




Il libro è diviso in tre parti.
La prima parte come ci si potrebbe facilmente aspettare è quella della conoscenza tra i due protagonisti. I primi approcci tra di loro e le loro vite divise. La loro caratterizzazione come personaggi se vogliamo essere specifici. Una parte fondamentale che serve a comprendere poi tutta la storia.
La seconda parte ci racconta di come August e Iris sono protagonisti del loro mondo, dopo averne passate tante e dopo aver lottato con i propri demoni forse sono pronti a sbocciare in una nuova conoscenza che li porterà ad un livello successivo.
Nella terza parte veniamo a patti con la consapevolezza di poter essere forti più di quel che crediamo e la certezza di poter essere amati sempre e comunque. In questa parte abbiamo l’epilogo, la coronazione di una meravigliosa storia.




Se avete già letto qualcosa di Kennedy Ryan saprete già che le sue non sono storie comuni. Le sue sono denunce sociali.
I suoi romanzi affrontano tematiche importanti e di cui spesso si fa anche solo fatica a pensarci, figuriamoci a parlarne o a scriverne.
Temi delicati che fanno aprire gli occhi ai lettori.
In "Vorrei solo averti qui" si denuncia la violenza domestica. Ma il bello (e al tempo stesso dannato) di questo libro non sono capitoli al passato, qualche frase e qualche indice che ci racconta cosa ha vissuto la protagonista o qualche ricordo sporadico, no. Si legge a chiare lettere la brutalità alla quale è stata sottoposta. È stata costretta a subire le violenze e gli abusi da parte dell'uomo che doveva amarla. E il boccone amaro è che è costretta a sorridere a tutti mentre il buio la inghiotte, a sentirsi giudicata se solo si prova a mettersi nei suoi panni. La Ryan in poche righe ci fa capire che siamo pronti a giudicare anche quando non vorremmo farlo. Non posso ovviamente entrare nel merito altrimenti sarebbe spoiler.

In tutto ciò, August sembra vederla chiaramente e piena di quella luce capace di farli brillare, ma qualcosa gli sfugge sempre e comunque. L’unica cosa di cui può essere certo è che quella connessione, quel legame che sente anche lui lo prova anche lei. E questo gli deve bastare.




Una storia unica.
Una protagonista sorprendente e un ragazzo vulnerabile.
Un ragazzo intraprendente e una ragazza spezzata.
Sono sempre gli stessi, ma in momenti diversi della vita si completano.
Sembra che il destino li abbia messi a riflettere con le spalle al muro solo per consentirgli di incontrarsi nuovamente. 


Il mio voto:



Fate un giro anche negli altri blog!




mercoledì 22 aprile 2020

Review Party: "La lettrice della stanza 128" di Cathy Bonidan

Buongiorno lettori!
Quest'oggi ospitiamo il Review Party di un romanzo davvero particolare, che ha saputo trasportarmi in un'avventura coinvolgente e delicata al tempo stesso. Sto parlando de La lettrice della stanza 128 di Cathy Bonidan, edito da DeA Planeta.


Titolo: La lettrice della stanza 128
Autore: Cathy Bonidan
Genere: Narrativa 
Editore: DeA Planeta 
Prezzo cartaceo: 16,00 €
Prezzo ebook: 8,99 €
Pagine: 256 

Trama:
Tutte le sere, cascasse il mondo, Anne-Lise Briard scivola tra le lenzuola e si lascia cullare dalle pagine di un buon libro. È un momento tutto per lei, un rituale al quale non potrebbe mai rinunciare. Perciò, quando nel comodino di un delizioso hotel della costa bretone trova un vecchio plico battuto a macchina, ne approfitta per rimpiazzare il romanzo che, distratta com’è, ha dimenticato di portare con sé da Parigi. Divorare in poche ore l’anonimo dattiloscritto – una struggente storia d’amore – e lasciarsi sedurre dal piccolo mistero che rappresenta per Anne-Lise sono tutt’uno. Ed ecco che, di colpo, un weekend fin troppo tranquillo si trasforma in un’avventura. Sì, perché a pagina 156 di quel racconto così trascinante è annotato un indirizzo – probabilmente quello dell’autore – al quale Anne-Lise decide di rispedire il malloppo, “con tante grazie per la bella lettura che mi ha regalato, sebbene senza volerlo”. Ricostruire le peripezie e i passaggi di mano che hanno portato il libro fino a lei non sarà facile, ma Anne-Lise si getta nell’impresa anima e corpo. Per scoprire il segreto di una storia capace di toccare il cuore e le vite di quanti la leggono. E trovare il coraggio di scrivere per sé un finale inaspettato.

Quando un pezzo di vita altrui si dipana sotto i nostri occhi e ne siamo i testimoni involontari, non abbiamo quasi alcun potere di influenzarne il corso. Osserviamo i protagonisti e giochiamo a immaginare i loro sentimenti, le loro paure, le loro speranze.
Probabilmente a volte ci sbagliamo.
Ma accade anche di sentirsi vicini alla verità e investiti di una missione: quella di raccontare, giorno per giorno, gli eventi a cui segretamente assistiamo. Certo, così facendo ci assumiamo il rischio di rimanere spiazzati dall’esito dell’avventura.
E se il finale ci deludesse?
È una possibilità.
Dunque, se accettate il rischio, se amate l’incertezza, leggete queste lettere, a una a una, abbandonandovi al ritmo tranquillo e incerto dei servizi postali...

 È questo incipit che ci introduce al magico mondo de La lettrice della stanza 128, invitandoci a rallentare per prepararci ad un viaggio epistolare. Un viaggio che ci permette di conoscere i protagonisti non tramite le loro azioni dirette, ma dall’intreccio dei racconti che loro stessi ne fanno. Una storia che da subito ha dell’incredibile: andare in vacanza in un bellissimo paesino della Bretagna e trovare un manoscritto dentro il comodino della stanza d’albergo. Chi non ha invidiato la protagonista in questo?
La mia anima da sognatrice incallita ha cominciato subito a fantasticare, a immaginarmi al posto di Anne-Lise. Mi sono sentita al suo fianco mentre esplorava il manoscritto e partiva alla ricerca di chi potesse averlo scritto. Ho ammirato la sua determinazione e la sua sicurezza nel mettersi in contatto con degli sconosciuti, pur di riuscire a trovare risposta alle proprie domande. È spettacolare come questa ricerca avvenga attraverso un mezzo di comunicazione che oggi potremmo definire quasi “antiquato”: le lettere. Lettere che si sa quando si spediscono, ma non si sa mai quando arriveranno e, a volte, se arriveranno. Lettere che si sostituiscono alla tecnologia a cui siamo abituati, lasciando da parte la velocità delle mail e l’immediatezza del telefono. Una modalità che impone di cambiare completamente il ritmo a cui siamo abituati, costringendoci alla pazienza e alla speranza. E credo sia questo che abbia reso magico questo romanzo, donandogli delle sfumature del passato e un pizzico di brio in più.
L’autrice è riuscita a coinvolgermi in ogni pagina, in ogni lettera che veniva scritta e condivisa, facendomi sperimentare la curiosità e la determinazione di Anne-Lise, la stravaganza e particolarità di Sylvestre, la frizzantezza di Maggy. Per non parlare di tutti gli altri personaggi che si incontrano man mano che procede la ricerca. Ognuno di loro viene presentato, tramite le lettere, in modo impeccabile ed originale, dando modo di incontrare personalità anche molto diverse.
Una storia che ci fa scorgere quanto un semplice romanzo possa anche essere potente nell’influenzare la nostra vita, portandoci a sognare e a vivere avventure non solo tra le sue pagine, ma anche nel quotidiano, se ci permettiamo di seguirlo.
Una storia perfetta per questo periodo, leggera e frizzante al punto giusto, per poter essere trasportati in un’avventura d’altri tempi.
  
Talvolta tra un libro e un lettore si instaura un legame che non può essere frutto del caso.
Voto:


venerdì 10 aprile 2020

Recensione: “Dolce imprevisto” di Kendall Ryan Serie Roommates #4

Buongiorno meraviglie!
Oggi vi parlo dell’ultimo libro arrivato in Italia di Kendall Ryan per Newton Compton Editori.
“Dolce Imprevisto” è il quarto volume di libri autoconclusivi dell’autrice. Una serie con alti e bassi per quanto mi riguarda, alcuni volumi mi sono piaciuti, altri molto meno…




Trama:
Bren Matthews è una zoologa sposata con il lavoro. Dedica alla carriera tutto il suo tempo e fugge da qualunque impegno sentimentale, spaventata all’idea di lasciarsi coinvolgere troppo da una relazione. Da quando suo padre è morto, ha paura di provare un dolore come quello della madre, distrutta dalla perdita dell’amore della sua vita. E così si accontenta di storie fugaci, che durano una notte e si interrompono la mattina dopo, senza complicazioni. L’incontro con Mason Bentley, però, è destinato a cambiare tutto. La chimica che si scatena è incontenibile e Mason è intenzionato a dimostrare a Bren che tra loro è scattato qualcosa di molto più profondo. Riuscirà a convincerla a fidarsi del suo istinto?



Bren passa la notte con Mr. Una botta e via, una di quelle notti che va oltre la tentazione che si innalza verso il possesso e la voglia reciproca. Quelle notti calde e piene di tormento capaci di farti sognare ad occhi aperti anche quando sarai lontana chilometri. Una di quelle notti di cui hai bisogno ogni tanto per non scordarti chi sei e che ti aiuta ad andare avanti per mesi, a volte anche anni col suo ricordo.
Mason però dopo quella notte è deciso a ritrovare quella ragazza, Bren.
Ha solo un nome e tanta voglia di trovarla per poi farla sua. Ha lasciato un'impronta su di lui, anche solo con una sola serata lui è convinto che Bren faccia per lui.
L'attrazione la si riconosce subito d'altronde, no? Ma l'amore?

 

Ho adorato che Bren cercasse una fuga dalla quotidianità e non volesse una relazione stabile e invece Mason, un medico sexy, fosse pronto a mettere radici. Di solito, nei romance la caratteristica è inversa. L'uomo è abituato a notti fantastiche e poi "chi si è visto, si è visto" e le donne sognano un matrimonio appena ci si stringe la mano e di convincere l'uomo alfa sexy in questione ad una relazione duratura. È quindi, da apprezzare che Kendall Ryan abbia voluto invertire le parti, visto che di ragazzi seri ne è pieno il mondo.
Anche se ho trovato un po' troppo affrettati i sentimenti di Mason per Bren, mi è piaciuto il contesto in cui si sono ritrovati. Pieno di cliché? Sì, ma che ci posso fare in quarantena le letture leggere hanno prevalso su tutto. Avevo bisogno di rifugiarmi in libri leggeri e divertenti e "Dolce imprevisto" lo è. È una commedia romantica con una punta di piccante. Tutta la serie Roomates mi è piaciuta, libro più-libro meno, e una storia del genere mancava nella bibliografia di Kendall Ryan.
La sua scrittura è semplice e diretta, il che rende fluida e leggera ogni storia che le appartiene.
"Dolce imprevisto" si legge in pochissimo tempo e a questo proposito, avrei preferito che la protagonista Bren rimanesse sulle sue intenzioni più a lungo. Il suo cedimento verso Mason mi è sembrato veramente troppo semplice e veloce, o meglio si lascia trasportare perché non riesce a resistergli parlando di innamoramento però poi fa duecento passi indietro e congetture che mi hanno lasciata stranita.

Quindi sì, la protagonista l’ho trovata un po’ in controsenso parecchie volte e una di quelle che si lascia convincere con facilità.
Penso che tutta la sfera sentimentale poteva essere gestita in maniera migliore, succede troppo in poche pagine.
Non per questo è una storia totalmente da buttare. Se si vuole trascorrere qualche ora in compagnia è indicato. La storia è carina e ho adorato gli scorci dedicati al lavoro di Bren allo zoo, in primis la franchezza nel descrivere anche azioni che una zoologa deve fare e che non sono rose e fiori e poi tutta la tenera brigata di animali in via d'estinzione, ma non solo, a cui sono state dedicate parti di estrema premura e carineria.
Se in tutta la serie Roomates il filo conduttore è la condivisione di un appartamento, in "Dolce imprevisto" viene a mancare questa caratteristica e, ad essere sincera, mi è mancata. Mi sarebbe piaciuto vederli condividere "forzatamente" una casa, una stanza. Metterli in qualche modo ad intralciarsi nella vita quotidiana altrui, insomma un filo conduttore che li avrebbe legati alla serie a cui appartiene!

  
Il mio voto:






giovedì 9 aprile 2020

Recensione: “Legati dall'odio” di Cora Reilly - Mafia Chronicles Vol.3

Buongiorno meraviglie!
Siete pronte per Gianna e Matteo?
Li abbiamo richiesti a gran voce e la Hope Edizioni ci ha portato anche questo terzo capitolo "Legati dall'odio" della serie Mafia Chronicles di Cora Reilly. Non disperate fin da ora perché i prossimi volumi arriveranno, siamo tutte curiose, ma dobbiamo avere pazienza!



Trama: Quando Gianna vede sua sorella Aria sposare Luca Vitiello, il Capo della Famiglia di New York, un uomo che conosce a malapena, promette a se stessa che non subirà mai lo stesso destino.
Al matrimonio del fratello Luca, Matteo Vitiello rivede Gianna e decide che lei dovrà essere sua.
Quando le nozze vengono combinate, a Gianna non resta che accettare la volontà degli Uomini d’Onore. Lei, però, non ha intenzione di piegarsi alle leggi del mondo della Mafia e sposare qualcuno che non ama, quindi, qualche mese prima dal matrimonio, scappa, eludendo la sorveglianza della sua guardia del corpo.
Giunta in Europa è pronta a cominciare una nuova vita, ma non ha fatto i conti con la determinazione di Matteo che vuole ritrovarla a ogni costo.
E quando Matteo riuscirà nel suo intento, nulla gli impedirà di usare ogni arma in suo possesso per piegare Gianna alla sua volontà e dimostrarle che lei è sua.


Serie Mafia Chronicles:

3. Legati dall'odio -Matteo & Gianna-
4. Bound by Temptation -Romero & Liliana-
5. Bound by Vengeance -Growl & Cara-
6. Bound by Love -Luca & Aria-
7. Bound by the past -Dante & Valentina-

Tutte aspettavamo Gianna e Matteo, inutile negarlo. Fin da quando hanno fatto la loro apparizione nel primo volume della serie “Legati dall’onore” ci avevano conquistato e incuriosito. Sapevamo che con la bravura giusta dell'autrice, questi due sarebbe stati dinamite pura.

Matteo ama il brivido della caccia e quella ragazzina insolente che aveva conosciuto anni prima sapeva che era ciò che voleva. Solo il fatto che Gianna gli teneva testa e lo rimbeccava di tanto in tanto, bastava a farlo sorridere per la sua sfrontatezza.

Matteo e Gianna sono molto simili sotto molti aspetti. Entrambi arroganti, quasi fastidiosi, impavidi e non sanno quando è l'ora di tacere.
Sono incontrollabili.
Ed è per questo che insieme sono fin troppo pericolosi.

 

Il racconto della loro storia parte dall'inizio. E la cosa l'ho trovata molto coerente.
Prima di tutto i fatti visti e raccontati da loro in prima persona sono ancora più affascinanti di come li avevo immaginati dai libri precedenti.
Comunque, avere una narrazione con ordine cronologico facilita anche la lettrice che si avvicina a questa serie con questo titolo. Tutti i titoli sono autoconclusivi, anche se si consiglia l’ordine di uscita. 

Il rapporto amore/odio che ho trovato anche nei primi due volumi, in "Legati dall'odio" è ancora più evidente e marcato. A mio parere, in questo volume è portato allo stremo. Perché seppur nei volumi antecedenti, c’era questa linea sottile di non darla vinta al partner, in Legati dall’odio è puro principio. Le pagine e le battute sono intrise di odio che cela i reali sentimenti. 

Cora Reilly con il primo volume mi ha fatto appassionare ai suoi ragazzacci e alle sue donne forti e intraprendenti. Ma solo con il secondo volume, con Dante e Valentina io ho capito di essere stata completamente conquistata dalla sua scrittura.
Riesce a costruire personaggi in modo magistrale. Mentre leggo le immagini che mi si presentano sono vivide e coerenti. La sua scrittura è fluida e scorrevole e riesce ad appassionare chiunque, sfido a dire il contrario! 

 


Con questo libro Cora Reilly mi ha cotto a fuoco lento.
Devo ammettere di non essere andata d'accordo con Gianna per molte sue scelte e azioni, ma con Matteo... eh beh, lui è tanta roba.
Un protagonista fiero e presuntuoso come piace a noi. Che sa essere premuroso e dolce, protettivo e ingannevole a volte.
Entrambi sono costruiti sapientemente, uno non potrebbe esistere senza l'altra.
Devo ammetterlo: Matteo è fatto per stare solo con Gianna.

Ogni barriera che Gianna ha innalzato nel corso degli anni cederà solo con Matteo. È l'unico che riesce a distruggere la sua cortina. E ci riuscirà perché ha la costanza di provarci e di non arrendersi. Ed è questo l'insegnamento che mi ha colpito del romanzo.
Questa lettura mi ha tenuta sul filo del rasoio fino alla fine.
Il legame che trascina i protagonisti nell'oblio, è lo stesso che mi ha catturato e portato con sé.
Fino alla fine il loro rapporto è un'equazione troppo difficile da svolgere. Sono stata in prima fila ad assistere, a tifare sulla loro riuscita, a urlare quando i protagonisti non rispettavano gli schemi che mi ero predisposta mentalmente.
Sono un enigma a cui è difficile trovare soluzione, ma che Cora Reilly è riuscita a raccontare.


Non voletemene, Matteo e Gianna mi sono piaciuti molto, ma ahimè il mio cuore è destinato a Dante Cavallaro! Per il momento, il secondo libro della serie rimane il mio preferito, ma sono certa che tra i voi c’è qualcuna disposta ad adottare Matteo ;)



Il mio voto:







martedì 7 aprile 2020

Recensione: “The Red” di Tiffany Reisz

Buongiorno meraviglie,
oggi parliamo di uno degli erotici più belli che abbia mai letto: “The Red” di Tiffany Reisz, uscito il 3 Aprile per la Hope Edizioni.
Preparatevi psicologicamente a questo libro… è una vera bomba!



Sinossi:

Non fare mai promesse che non intendi mantenere…
Mona Lisa St. James ha fatto una promessa solenne: salvare The Red, la galleria d’arte di sua madre, a qualsiasi costo.
Purtroppo, il nome della galleria non potrebbe essere più appropriato, non solo perché è dipinta di rosso, ma perché è in rosso.
Mona sa di non avere altra scelta che venderla, almeno fino a quando, dopo l’orario di chiusura, un uomo misterioso non fa il suo ingresso. Si tratta di un bellissimo inglese, estremamente seducente, che fa a Mona un’offerta che non può rifiutare: salverà The Red se lei acconsentirà a sottomettersi sessualmente a lui, per un anno.
Di certo, la madre di Mona non avrebbe voluto che lei si vendesse a un estraneo, però, la ragazza è intenzionata a fare qualunque cosa per mantenere la sua promessa...



Se conoscete già Tiffany Reisz come autrice non vi stupirà sapere che è riuscita a creare e dare forma al suo personaggio, Nora Sutherlin, ancora di più. Come?
Rendendo la storia che troviamo accennata in un altro dei suoi libri, come la storia protagonista.
Sì, è molto difficile spiegarlo.  In realtà è semplice: Tiffany scrive di Nora Sutherlin nella serie The Sinner, la sua protagonista è una scrittrice di romanzi erotici e si accenna a The Red. Tiffany scrive realmente The Red. Non è geniale?
Okay, ammetto che forse la sola gasata in tutta questa situazione sono io… ma questo è l’effetto che Tiffany ha su di me!

Iniziamo a parlare di The Red che è il vero protagonista oggi di questo post… 
Una galleria trattata come una figlia. Un ultimo desiderio: salvare The Red, a costo di ogni cosa.
Magiche credenze si intrecciano nel passato della galleria, ma la bancarotta è imminente e le carte di credito al limite. Non c'è soluzione per risollevare le sorti della galleria. Mona però non si arrende, vuole mantenere vivo il ricordo della madre, vuole provare a soddisfare quel suo ultimo desiderio prima di morire.
È quando la galleria ha chiuso e Mona si ritrova a fare il conto delle bollette che un uomo, definito da Mona il diavolo vestito per un appuntamento galante, fa il suo ingresso nella galleria The Red.
Solo al loro secondo incontro Mona scopre che quest'uomo ha una proposta per lei. E durante la conversazione, come se fosse una transizione d'affari, raggiungono un compromesso. Mona donerà il suo corpo, sessualmente, a lui.
Un uomo spudorato che l'aveva fatta sentire spudorata.

Non mi stupisco della bravura della Reisz nel farmi calare perfettamente nella parte.
Le sue descrizioni non sono mai banali o scontate. Sono ricche e pregiate. Misurate, ma al tempo stesso abbondantemente soddisfacenti. La sua scrittura è ipnotica. Il suo stile è magnetico, riesce a farti cadere nelle pagine e a non farti perdere il filo.
È seducente il modo in cui racconta persino il primo approccio dei due protagonisti. Così avvolgente e ammaliante.

Due protagonisti affascinanti riempiono le pagine di “The Red”.
Lui che con il suo accento inglese e questo atteggiamento da nobile in era regency, è capace di piegare ad ogni sua richiesta anche la più spavalda delle donne.
Un protagonista talmente costruito che non mi è stato facile dargli un volto. Sono riuscita ad immaginarlo soprattutto grazie ai piccoli particolari che Tiffany Reisz ha seminato. Mi ha reso avida di informazioni su di lui, curiosa di scoprire quante più cose. Mette quasi in soggezione, talmente gli è stata costruita attorno un un'aura potente.
Mona è invece più semplice e comprensibile, è facile immaginarsela. È una ragazza di venticinque anni come altre, qualche esperienza alle spalle e l'attrazione per il proibito o per ciò che non conosce. È per questo che ama la schiettezza del salvatore del The Red. Con lui può avere qualsiasi tipo di conversazione senza sentirsi fuori posto. Addio ragazza pudica, benvenuta a quella disinibita.

L'arte dovrebbe essere pericolosa, sai. Dovrebbe dire qualcosa che la società non vuole sentire.


Tiffany Reisz in questa opera ha elogiato e scritto un tripudio all'arte. La ritroviamo ovunque, e non fa solo da sfondo è una dei protagonisti. Fin dal nome della protagonista (omaggio alla Mona Lisa), per arrivare a celebri quadri e pittori, fino a farci scoprire quadri erotici, quell'arte che tiene nascosta. Manet con la sua Olympia, Edgar Degas e tantissimi altri.

Un'altra riflessione che è stata capace di accendermi Tiffany Reisz è sicuramente il lato psicologico scaturito da Mona, la protagonista. Lei fa diversi ragionamenti sul sesso che aveva fatto precedentemente con altri amanti, ma che non era mai spinto o con sodomizzazione. Ma era forse quello che tutti volevano fare, umiliare e avere alla sua mercé una donna o un uomo, ma che per paura si fermavano a teneri gesti affettuosi?
Ecco, la bravura dell'autrice, per me, sta anche in questo. Oltre che a farmi conoscere pratiche che non saprei nemmeno come sperimentare, sta nell'incuriosirmi a livello psicologico facendomi porre domande, sollevate in questo caso dalla protagonista, a cui mai avrei dato peso.
Le aveva detto di stare ferma per lui e per lui sarebbe stata ferma. Per lui si sarebbe mossa. Per lui avrebbe vissuto e respirato. Per lui. 

La scrittura è in terza persona e melodica, è riuscita a trascinarmi nelle pagine, ammaliandomi e seducendomi.
Le scene erotiche sono presenti e molto audaci. La Reisz non si risparmia ad affascinare la lettrice, mi ha incantata talmente tanto che non volevo finire "The Red".


Tiffany Reisz ha creato un capolavoro. Uno dei libri più belli che io abbia mai letto, nonché uno di quelli da cui ho imparato di più. Non vedrò mai più l'arte allo stesso modo.
È riuscita a stregare la mia mente ed a ingannarmi. Sono caduta nella rete come Mona e sono stata sua vittima.
È veramente difficile parlare di questo libro, ma ciò che voglio assolutamente dire è che se amate gli erotici, quelli veri passionali, seducenti e che ti trascinano in una spirale, dovete leggerlo. Non potete non farlo.


Il mio voto:


Lo avete già letto?













lunedì 6 aprile 2020

[BlogTour] In verità di Dario Buzzolan e i suoi personaggi


Hello readers! Giorno BHO di quarantena, ma teniamo duro... e leggiamo forte! Voi no?
So che state sorridendo, ammiccando alla pila di letture in sospeso che vi aspetta, quindi - com'è giusto che sia - oggi parliamo di un titolo uscito lo scorso 10 marzo, ma che potrebbe benissimo essere accolto dai vostri e-reader subito!

Titolo: In verità

Autore: Dario Buzzolan

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Narrativa contemporanea

Data di uscita: 10 marzo 2020

N° pagine: 462

Prezzo: cartaceo €19,00 - ebook  €10,99

Trama:
Cernedo, profondo Nord. I Trovato, titolari della Stella, leggendaria azienda di alta orologeria, devono fare i conti con un buco finanziario che li sprofonda in una crisi ingovernabile e porta a galla tensioni familiari irrisolte, nevrosi, segreti. Il capofamiglia Ruggero scompare misteriosamente; il primogenito Pietro si affanna a cercare soluzioni; il più giovane, Nicola, si nutre di ossessioni scientifiche (essere tra i primi a mettere piede su Marte); la madre Lucia ha un corrispondente immateriale con il quale cerca di sottrarsi ai vuoti della propria esistenza. La LiebenKraft Company, multinazionale del lusso, si fa avanti per acquisire la Stella; ma il meccanismo innescato da due dirigenti, Tom e Amelia, avvoltoi professionisti nonché amanti segreti, si rivela meno oliato del previsto, mentre la pugnace giovanissima Cloe, analista finanziaria del gruppo, scopre alcune magagne di bilancio che, se svelate, potrebbero diventare imbarazzanti. Le torbide spire familiari dei Trovato, la compromessa trasparenza della LiebenKraft, la rivolta dei migranti di Cernedo contro Pietro Trovato - il quale in un accesso di rabbia ha malmenato una delle loro bambine - sono tutti chiari sintomi di un malessere di cui soffrono dal primo all'ultimo i personaggi in scena. Ivi compreso HP, calciatore italo-camerunese che avrebbe dovuto essere il grande investimento della multinazionale, e invece si danna in una condotta di vita senza governo. Dove portano tutto questo caos, questa tensione, queste menzogne?


Dario Buzzolan intreccia vite comuni (in fondo) tessendo un romanzo corale tutto da scoprire.
Dopo aver fatto la conoscenza di questo scrittore grazie al blog The Mad Otter, scoprirete i personaggi che movimentano In verità!


Partiamo dalla famiglia Trovato, proprietari della Stella, l'azienda per cui il capofamiglia Ruggero ha dato la vita e della quale condivide i ricordi con il suo primo operaio, Nanni Corradino, un uomo che trasuda onestà e fedeltà. Lo stesso non si può dire di Ruggero Trovato, in apparenza padre intransigente, ma devoto alla famiglia. A scoprire il vero volto dell'uomo, l'arrivo di una cartella esattoriale che innescherà una serie di eventi. Chi è davvero Trovato senior?
Non posso svelarvi nulla, ma sicuramente posso affermare: un uomo che scappa dalle proprie conseguenze.

Se percepiamo qualcosa di sbagliato nel fondatore della Stella, non proprio sin da subito ma quasi, del primogenito Pietro non possiamo avere dubbi: per l'uomo non esiste nulla di più importante dell'eredità di famiglia, l'azienda che gli ha permesso di vivere negli agi e di avere un'idea tutta propria di cosa sia giusto e cosa sbagliato. Il secondo personaggio costretto a fare i conti con le proprie azioni.

Nicola Trovato ha ventidue anni di differenza dal fratello maggiore, una distanza che sarebbe più appropriato esprimere in anni luce. Dopo aver compreso che il ruolo di secondogenito gli era stato destinato da Ruggero anche in azienda, ha deciso di prendere una strada diversa da quella verso la Stella. Nic ama perdersi in fantasie aliene osservando lo spazio con un telescopio-gioiello da seimila euro, sogna marte e quando è con il resto della famiglia agogna il silenzio perfetto, cadendo in un mutismo che solo la madre è in grado di interpretare.

Ultima tra i personaggi principali nel teatro dei Trovato, Lucia. Dopo aver deciso di essere madre e moglie e di aver rispettato questa decisione per più di quaranta anni, la parte femminile dei Trovato si rivela una donna che osserva in silenzio, che ha tanto da dire, ma non riesce a farlo né con il marito né con i figli. A conoscere la vera Lucia - o la nuova Lucia - è soltanto Lucio, destinatario virtuale di otto anni di e-mail.

Lasciamo i Trovato e  il cuore della Stella, per passare ad un'azienda del tutto diversa: la LiebenKraft Company, un posto quasi mitologico, paradiso di chi marketers, data analyst e di altre figure di cui, da qualche anno a questa parte, si è arricchito il mercato italiano.
La LiebenKraft è un sogno ad occhi aperti e un posto dove poter crescere, dopo poter affermare competenze e virtù, lo sa bene Amelia Rossano, lo squalo dell'azienda, arrivata ai vertici per un semplice motivo: quando si tratta di affari, lei è la migliore. Il suo successo lo deve esclusivamente al suo fiuto, per questo ha una sola grande paura.
Sapevate che le paure posso anche avere nomi e volti e un ufficio con un immenso specchio a parete?
Tommaso Quadri, Tom, uno dei dirigente dell'azienda è la paura di Amelia. O meglio, che alla  LiebenKraft scoprano la loro relazione e sostituiscano un passato di sacrifici e sudore per arrivare in cima, con la sicurezza che se la donna è arrivata a ricoprire il ruolo da dirigente, lo deve soltanto ad una tresca.
Tommaso, al contrario, è poco interessato a questa possibile conseguenza di una relazione che forse è solo sesso, o forse no. I cinquant'anni sono arrivati e l'uomo inizia a mettere in discussione se stesso, alle prese con un'apatia che potrebbe significare - finalmente - il suo aver raggiunto la maturità.

Non c'è alcun collegamento tra la Stella e la LiebenKraft Company finché una cartella esattoriale non arriverà a tracciare linee sempre più spesse tra questi due mondi e i personaggi che li popolano. Ma a gravitare attorno ad essi, distanti a tratti gli uni dagli altri, ma vicini sicuramente per ciò che comporta la loro vicinanza a tutti i nomi che fino ad ora vi ho descritto, ci sono tre personaggi.

Prima ad apparire sulla scena, senza nome e senza cittadinanza, Faatina, una bambina immigrata che accenderà la miccia della "guerra di Cernedo". Ricordate bene queste parole. L'incontro tra Faatina e Pietro Trovato cambierà per sempre le loro vite.
A cambiare, invece, la vita di Tommaso Quadri - a far risvegliare la sua coscienza - ci penserà prima di tutto Cloe Occhipinti, analista finanziaria della LiebenKraft Company che prende sul serio le prime parole amichevoli di Tom: "La mia porta è sempre aperta". Cloe ci crede, come crede nell'idea di azienda che aveva ancor prima di mettere piede alla LiebenKraft, ma il destino è pronto ad insegnarle quanto spesso fare del bene non venga ripagato con la stessa moneta.
Hamidi Paolo Illica è l'ultimo personaggio di questa tappa. Asso nella manica della squadra di calcio di proprietà della LiebenKraft Company, annoiato dalla vita come solo un giocatore miliardario infortunato può essere. Dopo aver mandato in frantumi la carriera insieme al ginocchio, Hamidi Paolo scopre di non essere più lo stesso. Costosissime feste a base di donna, droga e alcol non sono diventate una routine che non sente più sua. E come per Tom, forse anche per il calciatore è arrivato il momento di crescere.

Bene readers! Tanti nomi, ma una storia che si dipana in più di quattrocento pagine per arrivare ad un finale... che non posso raccontarvi! Ma seguendo questo Blog Tour, sono sicura scoprirete altre cose interessanti su In verità, di Dario Buzzolan!



giovedì 2 aprile 2020

Recensione: “Come non innamorarsi del capo” di Whitney G.

Buongiorno meraviglie,
oggi torniamo a parlare di romance frizzanti con Whitney G. e il suo “Come non innamorarsi del capo” edito Newton Compton Editori. Lo avete già letto? La pensate come me?




Trama:
Fare il dottore a New York non è semplice, soprattutto se, come me, gestisci una clinica privata piena di incompetenti con il vizio dell’assenteismo. Negli ultimi sei mesi ho dovuto eseguire fin troppe operazioni di routine: di norma non sarebbe un problema, se non fosse che io ho abbandonato da un pezzo la medicina generale, adesso dovrei essere un dannato terapeuta… Così, quando al mio team si è finalmente aggiunta una persona più capace, ero al settimo cielo. Questo finché non ho scoperto che il nostro nuovo dottore non era altri che la donna che mi ha dato buca due settimane fa. La stessa che mi ha piantato in asso dopo che avevamo deciso di spostare nella realtà le nostre bollenti chat online...


Whitney G. Ha una scrittura scorrevole e veloce. Arriva dritta al punto senza giri di parole e in "Come non innamorarsi del capo" lo è ancor di più se vogliamo. Il romanzo è breve e scorre via alla velocità della luce. In effetti, più che un romanzo lo definirei un racconto data la sua breve lunghezza.
Garrett è un dottore e si ritrova a combattere ogni giorno con pazienti che hanno sintomi fantasma pur di avere un approccio ravvicinato con lui. È stanco di dover lavorare con personale incompetente e che non prende il lavoro sul serio. Sembra che tutti i colleghi vogliano, prima di salvare vite, stare in tv dalla mattina alla sera. Ma lui non è così, ci tiene e vorrebbe aiutare le persone. Fare il lavoro per il quale ha studiato così duramente senza essere famoso per il suo bel faccino.
Un viso e un corpo che però non passano inosservati, soprattutto quando ad andare ad aiutarlo è la nuova specializzanda.
Ma fermiamoci un attimo e torniamo indietro.
Chi è quella ragazza che non ha voluto incontrarlo neanche per una cena, ma con cui ha più affinità di tutte le altre persone mai conosciute sull'app e non?

Ma non mi dire! È proprio la nuova specializzanda che dovrà sottostare ai compiti che le verranno affidati nella nuova clinica privata.
È così che il gioco ha inizio.

JerseyGirl7 è lo pseudonimo che Garrett ha sempre considerato come sua amica (o pseudo). Quella con cui parlava online e di cui ascoltava le confidenze più intime e sconce.

La tensione sessuale è una delle caratteristiche costanti nei libri di Whitney G.
Riesce sempre a mescolare l'Eros con la dolcezza. La sfrontatezza con la sincerità.
La passione con l'amore.
Le sue storie sono frizzanti e piccanti. In questo caso, abbiamo un amore nato su un’app, dove i protagonisti si scambiano messaggi spinti, ma non arrivano mai ad incontrarsi. A farlo però è il destino (o la penna di Whitney).

Come non innamorarsi del capo è una storia leggera e frivola. È anche romantica e sexy. Ha un alto tasso erotico e una credibilità abbastanza bassa, ma a volte è proprio ciò che si vuole.
È una lettura leggera, di quelle che servono per staccare. In un paio d'ore sarete trasportate in un universo fatto di guanti di lattice e pap-test. Suona sgradevole? Oh no, sarà divertente: promesso! 


Il mio voto:


Andate a vedere anche cosa ne pensano gli altri blog!