mercoledì 8 gennaio 2020

Recensione: “Hurricane” di Elena Russiello

Buongiorno meraviglie,
oggi vi parlo di un romanzo che ho aspettato per diversi mesi, ma sono felice che sia arrivato tutto intero e con la pace nel cuore dell’autrice Elena Russiello.
Proprio dalle sue parole, ho compreso quanto difficile sia lasciare in mano ad altre persone quel lavoro che ti ha tenuto compagnia, su cui hai dato tutta te stessa e di cui ti sei innamorata. Ed è normale essere spaventati, un po’ come quando devi far conoscere ai tuoi genitori il tuo ragazzo e mille domande ti affliggono.
Gli piacerà?
Si comporteranno bene?
Quanto imbarazzante sarà?
A parte questa piccola parentesi, ho iniziato a leggere “Hurricane” in punta di piedi, spaventata che potesse non piacermi, come se avessi un peso ed avevo paura di farlo sapere ad Elena Russiello visto quanto ci era stata male e quanta fatica fisica, ma soprattutto mentale, ci aveva investito. 


Trama:
Oscuro.
Affascinante.
Pericoloso.
Ford Lewis conosce bene la sottile linea che divide il bene dal male, sa che a volte bisogna far parte dei cattivi per ottenere quello che si vuole, per avere vendetta e ricominciare a vivere.
Il bravo ragazzo si è trasformato in un uomo con la pistola alla mano, un uomo vittima di un mondo che l’ha distrutto, marchiato, ingannato.
È disposto a tutto pur di portare a termine il suo compito ma non ha fatto i conti con lei.
Con la forza di un tornado Abigail entra nel suo locale, portando con sé il freddo delle notti gelide e il calore di un corpo con un cuore che batte impavido.
Coraggiosa e impulsiva ma anche dolce e generosa, sa che il mondo non è come quello nei romanzi che legge, che il marcio esiste e a volte si nasconde nelle persone che più le stanno vicine, nel luogo che chiama casa.
Ci sono cicatrici che è doloroso riaprire, quasi quanto è indispensabile fare.
Perché l’amore è il pericolo più grande che possiamo correre.
Perché a volte bisogna chiudere gli occhi e aprire il cuore, affidarsi alla sola persona in grado di tenerci al sicuro. Anche quando è l’unica che dovremmo evitare
.

Fin dall’inizio si ha una finestra ampia sui protagonisti e sui loro caratteri, ovviamente in seguito poi ci saranno delle sfumature, ma fin da subito ho avuto una precisa idea su di loro.
Ford e Abigail sono fuggiti da realtà diverse e da problemi distanti, eppure si trovano ad affrontare negli occhi dell'altro la verità. 

Un'attrazione palpabile dalle pagine fin dall'inizio li spinge in una smaniosa caccia di seduzione.

I sentimenti crescono in fretta tra le righe di “Hurricane”, così come la mia voglia di scoprire. Alcuni capitoli sono al passato, decisivi per avere uno sguardo anche su questo e collegare i numerosi puntini nascosti tra le righe.

Il punto di vista è alternato e la scrittura fluida e scorrevole sono stati capaci di farmi appassionare velocemente alla storia di Ford e Abigail.

Dopo l'attrazione immediata che si ha fin da subito i sentimenti crescono in fretta, seppur cercano di mantenere le distanze credo sia ben chiaro che il loro destino è stare insieme. Pochi dubbi e molte "sceneggiate" per farli finire dritti dove devono stare: l'uno nelle braccia dell'altra.
Questa nota romantica data a sentimenti così precoci è stato il tassello che non mi ha permesso di dare 5 stelle al libro. Ovviamente, è un punto di vista personale, sono io che amo di più la crescita lenta dei sentimenti in un romanzo.


"Non puoi togliere niente a chi ha già perso tutto".

Elena Russiello, soprattutto nella prima parte del romanzo, lascia l'immaginazione della lettrice vagare, riesce a lanciare qualche indizio senza mai scoprire del tutto e non resta che leggere per scoprire di più sui personaggi e sulla loro storia.

In più di un'occasione ho pensato "COSA?". Ebbene sì, quando pensavo di aver capito, ecco la Russiello che mi sconvolge tutto.
Ho amato i soprannomi, i piccoli particolari come il miele e i Reeses che hanno completato il romanzo e lo hanno arricchito.


Una storia che ti accende e ti tiene incollata alle pagine. Due protagonisti forti che fino alla fine ho fatto fatica a decifrare. Passati difficili e scelte che lo sono ancor di più fanno da sfondo ad un romanzo pieno di pathos e attrazione.

A parte gli scherzi, parliamo di quando avremo la "novella"? Elena, puoi scriverci tranquillamente un romanzo intero noi non ci offendiamo! Ora mi hai lanciato un sasso troppo grande che non posso proprio ignorare!



Il mio voto:

A presto!






martedì 7 gennaio 2020

Intervista a Michele Gazo: chiacchere con l'autore de "Lorenzo Il Magnifico".

Hello readers!
Qualche mese fa ho avuto l'occasione e il piacere di incontrale Michele Gazo
autore de "Il flagello di Roma", "La conquista dei Celti" e "Lorenzo Il Magnifico"
E come potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di intervistarlo e farvelo conoscere anche a voi?! 
Ecco dunque la mia intervista a Michele!

-Ciao Michele, è un piacere averti qui con noi. Allora, raccontaci un po' di te! Chi è Michele Gazo? 
Piacere mio, ti ringrazio! Penso di essere una persona che ha avuto la fortuna di mantenere in età adulta quella particolare visione che alcuni chiamano “realismo fantastico” e che caratterizza soprattutto l’infanzia, una visione che, purtroppo, nella maggior parte dei casi, si perde con gli anni. Vedere nelle cose anche “altro da ciò che esse sono” ha significato e continua a significare moltissimo per me sia nell’ambito della vita personale sia in quello della vita professionale: se non avessi mantenuto questa visione non avrei mai potuto fare ciò che faccio oggi, ovvero il romanziere


-Quali sono stati il momento e sopratutto il motivo che ti hanno spinto a intraprendere la strada della scrittura? 

Il momento è stato da bambino, quando ho cominciato a leggere i primi veri romanzi e a restare affascinato dalla loro potenza evocativa; il motivo risale più o meno allo stesso periodo: in seguito ad alcune vicende straordinarie vissute con degli amici, decisi che un giorno le avrei raccontate sotto forma di romanzo. A quel tempo la scrittura narrativa mi sembrava infatti l’unico incantesimo in grado di mescolare insieme esperienze reali e fantasie, generando al tempo stesso un risultato maggiore della somma delle parti. Ricordo che mi sentivo e persino mi visualizzavo un po’ come un mago mentre scrivevo a mano le mie storie, usando quaderni scolastici come fossero poderosi tomi di incantesimi che prendevano vita riga dopo riga. E, del resto, credo ancora che la scrittura sia proprio questo: una magia in grado di creare mondi, mondi veri tanto quanto le esperienze reali, con l’unica differenza che non ci pervengono attraverso il canale sensoriale fisico ma attraverso quello percettivo interiore. 

-Le tue storie sono ricche di particolari e fatti reali, frutto di accurate ricerche, ma anche di fantasia. Come riesci a conciliare il reale e il fantastico? 

Nel caso di un romanzo storico uso la fantasia come collante per amalgamare i fatti realmente accaduti. Riempio gli interstizi tra ciò che conosciamo, ciò che è successo, con elementi inventati ma che siano il più possibile verosimili. Utilizzare troppa invenzione, troppe licenze storiche, significherebbe barare al gioco e far perdere autenticità e senso a un romanzo di questo tipo, il cui scopo è sostanzialmente quello di divulgare un significato profondo legato al nostro percorso personale attraverso l’esempio di personaggi realmente vissuti e di gesta realmente compiute. In questo senso, nella scelta di cosa portare in primo piano e di cosa lasciare sullo sfondo si inserisce il mio sentire personale, il messaggio che voglio trasmettere, quella che potremmo definire l’anima del romanzo. Anche in questo caso però cerco sempre di far sì che l’aspetto avventuroso prevalga su quello concettuale, in modo da rendere il romanzo il più avvincente possibile. 

-Domanda scorretta lo so, ma quale dei tuoi figli di carta ti rende più orgoglioso?

Devo dire in sincerità che finora sono orgoglioso di tutti miei figli, sia reali che cartacei! Se proprio devo indicare uno di questi ultimi, oltre, naturalmente, a Lorenzo, dico Brenno, il protagonista de "Il flagello di Roma" (Rizzoli), romanzo il cui titolo originale, tra l’altro, era proprio “Brenno – La furia del corvo”. Le fonti su questo condottiero celta, che mise a sacco Roma nel 390 a.C., sono veramente scarsissime e nonostante ciò (o forse grazie anche a questo) credo di poter dire, come mi hanno riferito diversi lettori, di essere riuscito a caratterizzarlo in modo efficace, da un lato infondendogli una statura epica, tipica del romanzo eroico, e dall’altro mantenendolo attinente alla verosimiglianza storica. I lettori lo hanno amato parecchio... Pensa che uno di loro mi ha mandato la foto di un disegno che si è fatto tatuare su tutta la schiena ispirato proprio al “mio” Brenno! Confesso che ricevere quella fotografia è stata una grandissima gratificazione personale. 

-Veniamo al tuo ultimo libro "Lorenzo Il Magnifico". Come lo descriveresti? 

Lo definirei, in modo metaforico, come un “processo alchemico”. Nella trama c’è infatti un “apprendista”, Lorenzo, che, forte della predestinazione dovuta al suo “maestro”, suo nonno Cosimo, intraprende un “viaggio iniziatico” attraverso una serie di prove che lo portano verso la realizzazione della sua “opera”, ovvero il raggiungimento della pace tra le famiglie di Firenze e tra gli Stati della penisola, in modo da creare quell’equilibrio necessario affinché il genio dell’uomo possa esprimersi e fiorire. Legato in modo indissolubile a tutto ciò c’è il tema dell’Amore, rappresentato sia come potenza salvifica in grado di mettere in comunione l’uomo con Dio, sia come incarnazione dell’equilibrio degli opposti, indispensabile all’armonia universale. A costituire gli ostacoli che Lorenzo deve affrontare per compiere la sua missione ci sono gli infiniti intrighi, i tradimenti, i contrasti e gli attacchi che vengono orditi e sferrati dai suoi avversari. Tra questi primeggiano i membri della famiglia Pazzi, un nome talmente simbolico che sembra inventato e che invece è, incredibilmente, storico. 

-Hai scelto come protagonista Lorenzo Il Magnifico. Un soggetto storicamente molto importante. Pensi di avergli reso giustizia?
Sono convinto che ognuno di noi abbia in sé lati positivi e lati negativi. A questa regola non sfuggono neanche i personaggi storici, nemmeno quelli più virtuosi come Lorenzo de’ Medici. Fatta questa debita premessa, posso dire di aver sicuramente contribuito a sottolineare quelli che furono i pregi del Magnifico, prendendolo come esempio di equilibrio e ponderatezza. Allo stesso tempo però ho voluto rimarcare anche una delle sue più grande “colpe”, che nella serie tv non è presente, ovvero quella di essere stato il mandante della presa di Volterra, a cui è seguito uno dei più sanguinosi massacri dell’epoca medieval-rinascimentale. Ritengo importante, nella scrittura, mostrare i chiaroscuri di un personaggio, per trasmettere tutta la sua umanità e permettere al lettore di compiere insieme a lui il viaggio di caduta e redenzione, in modo da imparare dal suo esempio. Penso che questo sia uno degli scopi più importanti delle narrativa, se non il più importante in assoluto, in particolare della narrativa storica. 

-Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa?

Devo dire che non cambierei davvero nulla, sono sincero: sono molto soddisfatto di come è venuto il romanzo e posso dire che anche l’editore ne era entusiasta. Ritengo che questo libro abbia molti punti di forza, in particolare il ritmo veloce e i personaggi intriganti. Inoltre, parlando prettamente di stile di scrittura, aspetto a cui tengo molto, a oggi lo considero il mio lavoro meglio riuscito. 

-Serie TV e libro. Rapporto difficile o piacevole esperienza?

Anche se il romanzo “I Medici – Lorenzo il Magnifico” è stato a tutti gli effetti la mia prima collaborazione con il mondo delle serie tv, non ho lavorato alla sceneggiatura de I Medici 2, in quanto mi sono occupato solo del libro. In linea teorica la difficoltà maggiore avrebbe potuto essere rispettare le aspettative di un pubblico che aveva già acquisito e apprezzato gli stilemi della precedente stagione del format e che ragionevolmente li voleva ritrovare sia nelle stagioni successive della serie tv sia tra le pagine del romanzo. In realtà, dato che la narrazione segue la storia vera di Lorenzo de’ Medici, sia io che gli autori tv avevamo una traccia già pronta da seguire e da cui non si poteva prescindere, per cui realizzare questo romanzo non è stato molto diverso rispetto al realizzare un qualunque altro romanzo storico. A chi ha visto la serie tv ma non ha letto il libro posso dire che in quest’ultimo ci sono parecchie sequenze in più, scene diverse e personaggi aggiuntivi, per cui, se avete amato la serie... vi consiglio di leggerlo! 

-Hai una domanda a cui hai sempre desiderato rispondere ma che nessuno ti ha mai posto?

In effetti sì, è una domanda un po’ strana per cui dubito che a qualcuno possa venire in mente di farmela, ed è: scrivere un romanzo ti richiede anche un coinvolgimento sul piano fisico? La risposta, che potrà forse sorprendere, è sì, dato che cerco nella maggior parte dei casi di immergermi completamente nelle situazioni che racconto e al tempo stesso di descrivere sensazioni reali che ho vissuto per primo sulla mia pelle. Per questo pratico tutta una serie di attività che mi permettono di conoscere “dall’interno” ciò che si prova in determinati frangenti. Se per esempio devo descrivere una scena in cui i personaggi si inerpicano su una parete rocciosa, come mi è successo ne Il flagello di Roma, mi ispiro ad arrampicate che ho realmente fatto; se devo descrivere un duello ne provo prima la sequenza di mosse da solo o in sparring con un compagno, un po’ come fanno i coreografi dei film, e così via. Si tratta per me di un approccio molto importante, che permette di rendere più vivo e tangibile il romanzo riversando su carta esperienze concrete e al tempo stesso di avvicinare scene di fantasia alla dimensione della realtà. Mi piacerebbe che i lettori vivessero allo stesso modo ciò che leggono, sentendo non solo i miei romanzi ma la narrativa in generale non come una fuga astratta dalla realtà ma come un’espansione di quest’ultima. È così che ho sempre visto la narrativa, sia scritta che letta, e sarebbe molto bello se riuscissi a condividere questo mio approccio con i lettori.

-Che ne dici di salutarci con la tua citazione preferita, presa ovviamente dai tuoi romanzi ?

Dato che sto lavorando a un nuovo progetto narrativo in cui compare anche la figura di Cosimo de’ Medici, nonno di Lorenzo, e che al tempo stesso riprende l’argomento del mio primo romanzo, “Il libro di Thoth” (Alfa Edizioni), vorrei salutare te e tutti i lettori con una frase presa proprio da quell’opera: “Tutti i libri che possiamo leggere non valgono una sola delle frasi che possiamo scrivere.” Mi piacerebbe che questo aforisma venisse percepito, oggi come allora, come un incoraggiamento a esprimere se stessi e il proprio individuale talento, unico e irripetibile, per arricchire così con l’inchiostro delle nostre azioni quella grande e multiforme biblioteca che è il mondo in cui viviamo. Sono sicuro che Lorenzo il Magnifico approverebbe.


Ed eccoci qui cari lettori a fine intervista!
Cosa ne pensate?
Io amo leggere le interviste di autori i cui libri mi sono piaciuti tanto e voi?

Jane

giovedì 2 gennaio 2020

Dark di Victoria Schwab. Approfondimento sulle quattro Londra.

Buongiorno amici! E' finalmente uscito, in libreria e negli store online, Dark di Victoria Schwab, terzo ed ultimo libro della trilogia "A Darker shade of Magic". Grazie alla Newton Compton ho avuto l'opportunità di poterlo leggere in anteprima (su Instagram trovate già la recensione), e oggi sono qui per mettervi curiosità e parlarvi delle quattro Londra del romanzo.





Per chi non lo sapesse, al centro di questa trilogia c'è il concetto di multiverso; il nostro protagonista, Kell, infatti può viaggiare tra i diversi mondi, ed in particolare tra le diverse città di Londra. Ogni Londra viene chiamata con il nome di un colore diverso, ecco che abbiamo, quindi, la Londra Rossa, la Londra grigia, la Londra bianca e la Londra Nera
Kell, il mio amatissimo Kell, viene ed abita nella Londra Rossa, capitale del regno di Arnes. La Rossa è, tra tutte, la mia Londra preferita; una città dalla mentalità aperta, dove la magia è vita quotidiana di tutti gli abitanti, non solo della città, ma anche del mondo di cui fa parte. Tutti, infatti, fin da bambini imparano ad usare la magia, chi più chi meno, ovvio, ma il 99% degli abitanti ha capacità magiche. E' una città molto colorata, dove la gente è felice, c'è poca povertà ed è quasi tutto perfetto. 
La seconda Londra, è quella Grigia, da dove viene Lila, altra protagonista della serie. Londra Grigia è quella che più di tutte assomiglia alla nostra Londra. O meglio, non proprio a quella attuale, ma a quella della prima rivoluzione industriale, caratterizzata da fumi e vapore, lampioni ai margini delle strade, locande e povertà... ma soprattutto, dove la magia è scomparsa. Nessuno più, infatti, crede che esista davvero. Sono in pochi a sperarci e di solito vengono visti come pazzi o fanatici; solo la famiglia reale è a conoscenza del multiverso e dell'esistenza della magia. 
Veniamo, adesso, alla terza Londra, quella Bianca. Qui la magia esiste ed è quasi del tutto maligna; alimenta e divora ogni cosa, e chi la utilizza, di solito, lo fa per scopi loschi o malvagi. E' governata da due fratelli dittatori che hanno ottenuto il trono uccidendo i predecessori, proprio con la magia. Da qui proviene Holland, uno dei personaggi più complessi ed interessanti dell'intera trilogia. La Londra Bianca è, sicuramente, quella che preferisco meno, mi mette sempre un senso di inquietudine leggere delle sue atmosfere spaventose e tenebrose. 
Infine, l'ultima Londra è la Nera. Di questa Londra non posso dirvi niente perché, semplicemente, è stata distrutta, divorata dalla magia che crebbe a dismisura, senza controllo, s senza equilibrio fino ad inghiottire ogni cosa. Un'aurea di mistero circonda questa città per tutto il corso della storia, e quello che ci è dato sapere è che nessuno più può viaggiare tra i mondi fino alla Londra Nera, qualsiasi modo per entrare è stato distrutto... 




Ed ecco qui, vi ho parlato un po' dei luoghi più importanti di questa meravigliosa trilogia, ora non vi resta che correre in libreria e comprare i romanzi. Sono sicura che la amerete tanto quanto l'ho amata io; per me è diventata una delle saghe fantasy migliori. 








Spero di avervi incuriosito con questo post, e soprattutto spero che vi piaccia Dark, l'ultimo romanzo. 








mercoledì 1 gennaio 2020

I nostri Top e Flop del 2019!

Buongiorno lettori e buon anno. Il 2020 è arrivato e, come ogni inizio anno, è giunto anche il momento di tirare le somme! Curiosi di sapere quali sono stati i nostri libri preferiti del 2019 e quali, invece, quelli che non ci sono piaciuti?




GINNY 

Per quanto mi riguarda, 5 libri sono davvero pochi, ne avrei almeno 10, se non di più, ma mi rendo conto che noi siamo tante e che una lista infinita diventerebbe noiosa, quindi ho scelto di nominare libri nuovi, che non fanno parte di serie già nominate negli scorsi anni (come ad esempio Shadowhunters, Trono di Ghiaccio, Nevernight ecc.) e che, quindi, possono essere un nuovo spunto di lettura per tutti voi. 
Flop, per fortuna, non ne ho. Ci sono stati solo due libri (Il Re malvagio e La verità è che non ti odio abbastanza) ai quali ho dato tre stelline, ma soltanto perché mi aspettavo molto di più. Non sono libri brutti, assolutamente, è che non mi hanno soddisfatta appieno. 


1) Il Priorato dell'Albero delle Arance



Lo so, se ne è parlato in lungo e in largo, ma non potevo evitare di citare questo mattone stupendo. Quando l'ho iniziato non sapevo cosa aspettarmi oltre ai draghi, quindi non avevo aspettative altissime, ma già dal secondo capitolo sono rimasta incollata alle pagine. Mi sono emozionata come pochissime altre volte ed è una cosa che non mi succedeva da tanto tempo. Credo che sia uno dei fantasy più belli che abbia mai letto, non solo quest'anno, ma nella vita. 



2) La Quinta Stagione



Altro libro uscito quest'anno dal quale non sapevo minimamente cosa aspettarmi. L'ho comprato ed iniziato senza conoscere neanche la trama, solo perché tutti ne parlavano benissimo; e, come speravo, l'ho amato alla follia. E' un romanzo strano ed innovativo sotto diversi punti di vista: stile di scrittura, narrazione, trama... all'inizio si può far fatica ad entrare nel vivo della storia, ma superata la difficoltà iniziale non si può fare a meno di amarlo. Inoltre, ci propone tantissimi spunti di riflessione molto importanti. 


3) Il Regno corrotto



Quest'anno, per me, è stato l'anno di due grandi scrittori, il primo è Jay Kristoff (di cui vi ho già parlato in abbondanza sia quest'anno che l'anno scorso), l'altra è Leigh Bardugo, autrice che amavo già dalla Grisha Trilogy e che quest'anno ho riscoperto grazie alla duologia di Sei di Corvi e a Ninth House. Avrei voluto mettere tutti e tre i libri in questa top 5, ma ho scelto quello che mi è piaciuto di più, ovvero Il Regno corrotto, secondo ed ultimo libro della duologia sopracitata. Ve ne ho già parlato, quindi se volete saperne di più vi rimando alla recensione.



4) Magic 



Altra serie che ho scoperto quest'anno, è A darker shades of magic di Victoria Schwab, in italiano Magic. Ho amato questa trilogia alla follia, tanto da entrare nella mia top 10 delle saghe fantasy più amate. Se siete amanti della magia, dei maghi e dei multiversi ve la stra consiglio. Tra l'altro, seguiteci domani sia qui sul blog che su Instagram perché troverete la recensione del terzo libro e un approfondimento sui luoghi della saga. 


5) I delitti della Rue Morgue



In questo 2019 ho anche recuperato alcuni classici dei miei autori preferiti, come Edgar Allan Poe del quale ho praticamente letto l'opera completa. 
I delitti della Rue Morgue è il primo di tre racconti che hanno per protagonista l'investigatore Auguste Dupin. E' considerato il primo poliziesco della storia, tant'è che lo stesso Conan-Doyle si è ispirato a Dupin per creare la figura di Sherlock Holmes. Io l'ho amato perché lo stile di Poe è inconfondibile, ti trasmette quell'aria di mistero e di inquietudine che pervade ogni suo scritto, nonostante qui non ci sia niente di paranormale o di grottesco. 


La Casa Editrice migliore dell'anno: Per me, il primo posto se lo aggiudica la OscarVault. Io sono un'amante del fantasy e, purtroppo, negli ultimi anni, in Italia, c'era davvero poco materiale nuovo, tant'è che ho iniziato a leggere in lingua per questo motivo. Dalla seconda metà dell'anno, la OscarVault (collana della Mondadori) ha iniziato a portare, qui in Italia, tantissime saghe fantasy, sia inedite, sia già pubblicate anni fa e quindi introvabili nelle librerie. Trovo che stia facendo un lavoro egregio con le edizioni, con la pubblicità e nel rapporto con i lettori. Non vedo l'ora che arrivi il 2020 per leggere tutti i titoli che pubblicheranno. 




LUNA


1) La Cenerentola sbagliata 



La Cenerentola sbagliata di Aya Ling edito Hope Edizioni fa sicuramente parte della mia Top 5 di quest’anno! Si tratta del retelling della tradizionale Cenerentola, fiaba che io ho sempre amato e della quale leggo e vedo ogni singola produzione ad essa ispirata, devo ammettere che la Ling è riuscita a creare qualcosa di nuovo rendendo ogni azione per niente scontata tanto da farti amare ogni attimo! Non vedo l'ora che arrivi il secondo volume della serie! 





2) The Royal Trials. L'impostore



Non poteva assolutamente mancare “Royal Trials - L’impostore” in questa top 5, di Tate James edito Queen Edizioni. Si tratta di un fantasy erotico, anche se di erotismo questo primo volume ne ha relativamente poco ed è proprio questo che ho veramente apprezzato perché viene dato parecchio spazio alla altre tematiche espresse di cui è veramente ricco!




3) La pupilla irriverente 



La pupilla irriverente di Rita Mariconda sempre edito Queen Edizioni, questa volta si tratta di uno storico romance. Io li adoro e trovare tante belle uscite storiche non troppo viste e riviste non è semplice, questo mi ha veramente colpita per aver quel qualcosa in più che lo differenzia da tutti gli altri! Una bellissima storia d’amore ricca di colpi di scena e di avventura! 




4 e 5) Iron Flowers. Regina di cenere e Il Re Malvagio 



Sicuramente rientra “Il Re Malvagio” di Holly Black edito Mondadori, alla pari di “Iron Flowers’ di Tracy Banghart, edito DeAgostini. Entrambi sono il secondo libro di una serie ma Iron Flowers conclude la duologia di cui fa parte. Ammetto che entrambi li attendevo tantissimo e non ho potuto fare a meno di adorarli! Intensi ed inaspettati! Non vedo l'ora di leggere l’ultimo libro della serie di Holly Black, perché brave come lei è veramente difficile trovarne. Consigliatissimi!





La casa editrice migliore dell'anno: Ci tengo a dire che la CE che più di tutte quest’anno mi ha toccato il cuore con le sue uscite, e che ringrazio per l’appoggio è sicuramente la Queen Edizioni, è stata una bellissima scoperta sconvolgente ed inattesa e ammetto che ogni loro uscita è mirata e fantastica! Vi consiglio ogni loro novità e credetemi fino ad ora non ho trovato niente di brutto!




SUSAN 


1) Legati dall'onore



In questo 2019 una delle mie scoperte è stata Cora Reilly con i suoi mafia romance! Legati dal dovere e Legati dall'onore sono tra i libri più belli che ho letto. Le ambientazioni e le caratterizzazioni dei personaggi sono state fondamentali per un genere ultimamente parecchio inflazionato quello dei Mafia, per la buona riuscita di una serie che non vedo l'ora arrivi tutta in Italia!




2) La strada dei nostri cuori 



"La strada dei nostri cuori" di Kandi Steiner è stata una lettura che mi sono concessa per svago dopo averlo trovato in libreria. La trama è proprio del genere romance che piace a me: ti fa interrogare sulla felicità del momento, sulla sua ricerca e mettiamoci anche un viaggio on the road tra gli Stati Uniti e abbiamo l'accoppiata perfetta.


3) Non pensavo fosse amore 



Ovviamente non poteva mancare lei: Brittany C. Cherry. La Queen. Lei è come sempre nella mia top 5 anche di autrici indiscusse di sempre. Con "Non pensavo fosse amore" mi ha preso il cuore e lo ha stracciato, ha toccato un tema a me caro in questo libro e non posso mentire dicendo di aver versato molte, troppe lacrime.


4) Harley e Rose 



Scoperta anche lei quest'anno Carmen Jenner è entrata di diritto nella top 5 con non uno ma bensì due titoli per me quest'anno che ho amato. L'ho prima letta ne "Il frastuono del caos " e poi in "Harley & Rose". Una raccomandazione: preparate i fazzoletti e vi avviso che è senza lieto fine!




5) Un ricordo ti parlerà di noi 



Altra autrice regina è, ovviamente, Colleen Hoover che con "Un ricordo ti parlerà di noi" sale al trono di questa top 5. Un libro struggente e toccante anch'esso molto vicino a me per le tematiche trattate e quindi impossibile da non portare in alto fieramente in questa classifica.


La migliore casa editrice dell'anno: Per quanto mi riguarda, la mia top casa editrice quest'anno il premio è della Hope Edizioni. Tantissimi titoli, edizioni italiane ben curate, tantissimi nomi nuovi e conosciuti sono entrati a far parte di questa scuderia. Nel mio podio personale della top 5 ci sono ben due loro titoli, o meglio autrici, ma ce ne sono tantissime che ho dovuto lasciare fuori. Kennedy Ryan mamma di Grip (perdonami, mia amata, hai sempre un posto nel mio cuore qualsiasi cosa scriverai, anche la lista della spesa). Jane H. Berrick che per la Hope Edizioni è uscita con "Oltre le sbarre", Layla Hagen con "Un'ultima speranza". Tutti titoli a cui ho dato cinque stelle e che porterò per sempre nel cuore.


I Flop dell'anno: Non completamente da buttare, ma per me è stato un assoluto flop, "Come innamorarsi del capo" di Withney G. Fresco. 
Fresco di lettura: "Uno sconosciuto all'improvviso" di Lauren Rowe è per me un 2 stelle. Troppi dialoghi e fatti male. 
Altra delusione, visti i romanzi precedenti, è stata Aurora Rose Reynolds con "Un incontro inaspettato" e "Il segreto del nostro amore", rispettivamente il primo e il terzo volume della serie Until Her/Him, gli altri devo dire che non sono eccellenti, ma nemmeno pessimi come questi.




VIRGINIA


1) La memoria di Babel 



Primissimo posto indiscusso per il terzo capitolo de L'ATTRAVERSASPECCHI di Christelle Dabos: LA MEMORIA DI BABEL. Ofelia e Thorn continuano a tenermi sulle spine con la loro ricerca di Dio e L'Altro e, dopo aver letto qualche pagina da La tempête des échos, sto seriamente meditando di pregare la E/O Edizioni in tutte le lingue che conosco - o metter su una petizione - per convincerli ad anticipare l'arrivo qui in Italia del finale di questa saga.


2) L'annusatrice di libri 



Secondo posto dettato dal cuore: L'ANNUSATRICE DI LIBRI di Desy Icardi. Se da un giorno all'altro perdessi la facoltà di comprendere le parole con il senso della vista, vorrei decisamente sviluppare un senso in grado di farmi comprendere le storie, proprio come Adelina, la quattordicenne protagonista del romanzo. Ho sviluppato un attaccamento viscerale ai personaggi di questa scrittrice e solo dopo averla conosciuta ne ho compreso il motivo: Desy Icardi ha trasferito nero su bianco il suo essere una persona speciale. Avete presente la frase "Una su mille"?


3) I Goldbaum 



Dopo un viaggio nel cuore pulsante della cultura ebraica, Natasha Solomons mi ha fornito un biglietto A/R per un viaggio nel tempo. Pronti a fare la conoscenza degli influenti Goldbaum?


4) E' tempo di ricominciare 



Nel 2018 avevamo fatto la conoscenza di Henny, Käthe, Lina, Rudy e il resto dei personaggi che colorano i romanzi di Carmen Korn. Nell'anno che sta per scorrere via, questa grande famiglia è ritornata per raccontarci un dopoguerra spesso passato in sordina, il dopoguerra tedesco, non dissimile in realtà da quello di chi, dalla Seconda Guerra Mondiale, ne è uscito vincitore.


5) L'ora del destino 



All'ultimo posto, ma solo per esigenza, Victoria Shorr con il suo L'ORA DEL DESTINO. In una classifica interamente rosa, non poteva mancare un libro che lega insieme tre storie e tre DONNE che la Storia e Letteratura non potranno mai accantonare: Giovanna D'Arco, Mary Shelley e Jane Austen.


La casa editrice migliore dell'anno: Abbiamo deciso di proporre ognuna una casa editrice rivelazione di questo 2019. Scegliere tra Edizioni E/O, Fazi Editore, Neri Pozza e SEM mi sembrava un'impresa impossibile, così ho optato per qualcosa di "diverso": HOP! EDIZIONI. Se vi piacciono gli albi illustrati, questa è una casa editrice da adottare. SUBITO.Tra Black Friday e canonici periodi degli sconti ho rischiato di pignorare anche la mia famiglia...Vi lascio le miei copertine preferite, così potrete darmi ragione!

 






LOTHIRIEL 


Arriva la fine dell'anno ed è tempo di tirare le somme di questo 2019 libroso. Devo dire che sono stata molto fortunata nelle letture, ho scoperto davvero tanti autori e case editrici nuove che hanno saputo colpirmo in positivo. È stato difficile scegliere "solo" 5 libri per questa Top List, ma veniamo al dunque.


1) Un maledetto lieto fine 



Il primo romanzo che ha fatto breccia nel mio cuore in questo 2019 è stato "Un maledetto lieto fine" di Bianca Marconero, uscito a febbraio per Newton Compton Editori: una storia intensa e travolgente, dalla prima all'ultima pagina; non potrete proprio non affezionarvi ai protagonisti!


2) L'ultima resa



Rimanendo in tema di romanticismo, ma passando ad un'ambientazione fantasy, un assoluto top è il romanzo "L'ultima resa" di Georgia Lyn Hunter, edito da Hope Edizioni: personaggi caratterizzati in modo particolare e unico, pericoli e passione accomagnano il lettore in queste pagine (e non solo! Col nuovo anno arriverà il seguito e già non vedo l'ora!). 


3) Darkdeep



Ambiente fantastico anche per un top edito da Mondadori: scritto a quattro mani da Ally Condie e Brendan Reichs, "Darkdeep. I segreti di Still Cove" vi trasporterà in un'avventura decisamente pericolosa e a tratti inquietante, con un grande mistero da risolvere che vi farà rimanere incollati alle pagine del libro.


4) Non era vero



Misteri da risolvere anche in casa DeA Planeta, grazie al romanzo "Non era vero" di Claire Mackintosh: se amate il genere thriller, non potete davvero lasciarvi sfuggire questa autrice, saprà farvi rimanere col fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina. 


5) Mappe delle mie emozioni



Ultimo top, edito da Camelozampa, è il picture book "Mappa delle mie emozioni" di Bimba Landmann: un viaggio illustrato alla scoperta delle emozioni, adatto sia per i bambini sia per gli adulti. Quest'anno non sono riuscita a trovare un libro flop, mi ritengo fortunata xD


Migliore casa editrice dell'anno: Tra le Case Editrici che ho avuto modo di scoprire quest'anno merita una menzione la Hope Edizioni: tra la serie di Georgia Lyn Hunter e la serie di Leia Stone, mi ha letteralmente stregata!




JANE


1) Il fiore perduto dello sciamano di K



"Il fiore perduto dello sciamano di K" di Davide Morosirotto edito Mondadori. Penso che il primo posto nella mia top 5 del 2019 non possa essere occupato da nessun altro titolo. La storia di Morosinotto ha lasciato un'impronta nel mio cuore impossibile da cancellare. È la storia di Laila e del suo fidato amico El Rato, che faranno di tutto per trovare il magico fiore dello sciamano, l'ultima speranza che ha la giovane per guarire da una terribile malattia. Un incredibile viaggio, sia fisico che spirituale, che il lettore compierà assieme ai protagonisti.




2) I ribelli di Giugno



"I ribelli di Giugno" di Christian Antonini edito Giunti. Questo autore si era guadagnato il mio affetto con un altro volume, "Una lettera coi codini", e con la vicenda di Marian non ha fatto che confermare la mia stima verso di lui. Marian, tredicenne ribelle di Bordeaux sempre indaffarato nel suo lavoro di elargire favori conosce Arielle, giovane ebrea che cerca disperatamente di raggiungere il consolato portoghese. Antonini racconta sempre di ragazzi in viaggio, coraggiosi e costretti a fronteggiare alcune difficili prove che purtroppo la vita gli ha riservato. Ma i protagonisti delle sue vicende sono anime pure e temerarie e non si tirano mai indietro. La penna di Christian è in grado di regalare emozioni che vanno al di là del semplice piacere per la lettura.




3) Il Ritornante 



"Il ritornante" di Paola Barbato edito Il Battello a Vapore. Sono rimasta molto colpita da questo volume sia per via della trama, originale e interessante, che per le piacevoli illustrazioni che accompagnano la storia. Conoscere le oscure creature che si nascondo nelle Grotte di Arlid e conoscere Janice, Ian, Michael e Bo è stata una bellissima scoperta.




4) La bambina misteriosa 



"La bambina misteriosa" di Emma Fenu edito da Officina Milena. Questo piccolo libro per bambini in poche pagine è stato in grado di regalarmi la bellissima storia di Sara, una dolce bambina isolata da tutti che scoprirà la bellezza di essere se stessi. Un volume la cui lettura, sebbene sia indirizzata ai lettori più piccini, consiglio caldamente a tanti adulti. Non lasciatevi mai ingannare dal "target" di riferimento... come dico sempre tra il libri per bambini e ragazzi si nascondono immensi tesori.




5) L'orsetto freddoloso 



"L'orsetto Freddoloso" di Antonella Milardi illustrato da Watteo. Un altro volume edito Officina Milena che consiglio caldamente di leggere sia ai grandi che ai piccini. Vi assicuro che una volta conosciuto Valentino e la sua storia non potrete non amarlo. Un orsetto tutto marrone e freddoloso che vive in Artide circondato da orsetti tutti bianchi. Solo così non può non venirvi voglia di leggere la sua storia!




Il Flop dell'anno:  "Eleanor Olliphant sta benissimo" di Gail Honeyman. Ho riflettuto molto su quale potesse essere il mio più grande flop del 2019 e questo titolo continuava a tornarmi nella mente. Sono sempre stata una lettrice che si sforzava di finire ogni volume per poter dare fino all'ultima pagina la possibilità alla storia di "redimersi" nei miei confronti. Quest'anno però nella mia vita sono cambiate tantissime cose e il tempo che posso dedicare alle letture si è assottigliato sempre di più. Ho dato a questo volume ben 3 settimane di tempo, ma purtroppo non sono mai riuscita ad andare oltre alla metà. La storia di Eleanor non è riuscita ne coinvolgermi ne a trasmettermi nulla. Lo stile di Honeyman mi risultava noioso e per nulla interessante. Mi sembra assurdo giudicare un libro senza averlo concluso ma non sono proprio riuscita a continuare la lettura.









Bene, lettori; questi sono stati i nostri libri migliori e i peggiori. Ci piacerebbe molto sapere quali sono stati i vostri, vi va di farcelo sapere con un commentino?