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martedì 11 giugno 2019

[Recensione] Le signore in nero di Madeleine St John




Hello readers!
Vi avevamo anticipato che ve ne avremmo parlato meglio, anche se quando una lettura è davvero bella, difficilmente riusciamo a trovare parole che non risultino finte e banali.

Qualche giorno fa, avevamo già provato a convincervi in soli cinque punti che


di Madeline St John, edito Garzanti, è una lettura imperdibile!

Che il libro ci sia piaciuto e tanto, non ne abbiamo fatto mistero, ma oggi diamo voce ai nostri perché in una recensione che fa coro per l'ultima tappa di evento che ci ha davvero davvero entusiasmate.

Ok, ammettiamolo: alzi la mano chi di voi aveva mai sentito parlare di Madeleine St John...


Non è proprio tutta colpa dei lettori italiani se questa scrittrice risulta anonima ai più. E una volta iniziata la lettura del suo primo libro - "Le signore in nero" viene pubblicato in UK nel lontano 1993 - è impossibile non chiedersi cosa abbia spinto l'editoria italiana a tenere la St John fuori dalla nostra penisola per ben ventisei anni!

"Le signore in nero" è la cronaca di un'epoca in cui la voce delle donne era quasi un sussurro. Una scrittura scorrevole, ricca di dettagli, porta il lettore a conoscere quattro prototipi della donna degli Anni Cinquanta:
- Lisa, la ragazzina ingenua e sottovalutata;
- Fay, la ragazza che allontana gli uomini (o attira solo quelli sbagliati) grazie ad uno stile di vita non consono alla società dell'epoca;
- Patty, la perfetta moglie e padrona di casa, che vive per accontentare un marito insensibile;
- Magda, la straniera criticata e segretamente invidiata per il suo modo di essere, così diverso da quello delle donne dell'Australia del dopoguerra.

Una storia tutta al femminile quindi che, se da un lato mostra cosa significava essere una donna in età da marito negli anni 50, dall'altra racconta del risveglio di una coscienza comune femminile. Se fino ad allora, infatti, gli unici sinonimi di donna erano moglie e madre, è proprio in questo periodo che inizia ad emergere una consapevolezza nuova. Le donne POSSONO essere mogli e madri, ma non necessariamente. Possono anche lavorare e vivere del loro lavoro, senza alcun uomo a sostenerle, o studiare per uscire fuori dalle mura di casa.

Man mano che la cronaca avanza, l'intento di Madeleine St John di documentare con un pizzico di ironia questa presa di coscienza, diviene evidente. Come evidenti sono i richiami nella storia, alla sua vita personale. Le origini da emigrante, il dovere di essere forte forse anche più degli uomini. In "Le signore in nero", la St John è in grado di coniugare aspetti decisamente differenti creando una storia che la porterà ad essere candidata per il Man Booker Prize.

Impossibile quindi non attribuirle

La nostra recensione termina qui, ma se vi abbiamo incuriosito, potete scoprire:



domenica 9 giugno 2019

Blogtour: 5 motivi per leggere "Le signore in nero" di Madeleine St John




Oggi tocca proprio a noi darvi non uno, ma ben
CINQUE MOTIVI PER LEGGERE

LE SIGNORE IN NERO
di Madeleine St. John

Prima di darvi qualche info utile all'acquisto - siamo sicure al 200% che questo libro entrerà per direttissima nella vostra ToRead List - ci sembra doveroso ringraziare Raffaella del blog "The Reading's Love" per aver organizzato questo doppio evento e la casa editrice Garzanti, per averci fornito le copie in anteprima.


Ora passiamo agli importantissimi dati tecnici:

Titolo: Le signore in nero

Autore: Madeleine St John

Casa Editrice: Garzanti

Genere: Narrativa Contemporanea

Data d'uscita: 6 giugno 2019

N° pagine: 192

Prezzo: cartaceo 16,00 € - ebook 9,99 €

Trama:

Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma Goode’s non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l’abito all’ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l’unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre.
Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c’è Patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per Fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c’è Magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l’idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, Lesley, Patty, Fay e Magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero.


Il nostro compito è quello di darvi cinque motivi per leggere questo libro, ma vi confessiamo che quando abbiamo letto la trama, ci ha stregate a tal punto da non alcun bisogno di essere convinte!

In realtà è stato difficilissimo selezionare SOLO cinque motivi, ma in the end, ci siamo riuscite!

1 - L'arrivo in Italia di Madeleine St John:

"Le signore in nero" esce in UK nel lontano 1993 - lontanissimo, praticamente l'anno in cui sono nata: old but gold - ma i lettori italiani hanno dovuto attendere il 2019 per leggere la sua prima storia.
L'attesa ne è valsa la pena? Assolutamente.

2 - Una prosa irriverente e ironica:

La prosa della St John sarebbe in grado di risvegliare l'interesse dei lettori più difficili. "Le signore in nero", un rimedio al deficit dell'attenzione!

3 - Un romanzo di donne, per donne:

Lesley, Patty, Fay e Magda hanno quattro distinte personalità e vivono gli Anni Cinquanta ognuna con una prospettiva differente.

4 - Una storia per i nostalgici di un'altra epoca:

La penna di Madeleine St John, con le sue descrizioni ricche di dettagli, è in grado di rievocare con chiarezza un'epoca che, probabilmente, la maggior parte dei suoi lettori ha solo visto in foto.

5 - Un delicato romanzo di formazione:

Ultimamente abbiamo sentito diversi dibattiti sul attribuire, o meno, l'etichetta di "romanzo di formazione" a quelli con un protagonista di sesso femminile. Per quanto ci riguarda, pensiamo che sia più che giusto: il personaggio di Lesley, durante il corso della storia, subisce una crescita personale esponenziale. Romanzo di formazione? Decisamente sì!

Se questa fosse stata una recensione, ora vi diremmo quanti tiny books abbiamo assegnato a "Le signore in nero" di Madeleine St John...

ma la nostra tappa finisce qui!

Per la recensione, vi diamo appuntamento martedì 11!