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martedì 29 dicembre 2020

Review Party "La Repubblica dei ladri" di Scott Lynch - I Bastardi Galantuomini

 




Buongiornoooo, eccoci all'ultima tappa dell'evento dedicato ai Bastardi Galantuomini di Scott Lynch ;)




TRAMA

Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un’opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo.

Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l’operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l’amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale.

Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n’è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all’unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell’amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.





Sapete, passare tutto il mese di Dicembre con Locke e Jean è stata una grandissima avventura, e solo ora che è finita mi rendo conto di quanto mi mancheranno. Ormai li consideravo una compagnia sicura, del tipo "oh, con chi mi trovo questo pomeriggio? Ma con Locke e Jean, ovviamente".
Ebbene, come avrete già capito, ho amato tantissimo anche questo terzo, ma non ultimo, romanzo de I Bastardi Galantuomini, la saga grimdark (dark fantasy?) di Scott Lynch. E non sono pronta a salutare la sua scrittura e il suo mondo... Lynch, ti prego, non diventarmi un Martin. 
Ok, La Repubblica dei Ladri è, probabilmente, il libro che mi è piaciuto di più della saga. Anche qui i nostri beniamini (o meglio, malintenzionati) dovranno vedersela con qualcosa che è più grande di loro, ma come sempre non si tireranno indietro, ma anzi si butteranno a capofitto nell'avventura, fino anche a vedersi costretti a scontrarsi con una vecchia conoscenza. 
Quanto ho desiderato conoscere Sabetha... era dal primo libro che aspettavo di sapere chi fosse questa donna che aveva spezzato il cuore di Locke, e finalmente eccola in tutto il suo splendore, e lasciatemelo dire: CHE DONNA. Forte, determinata intraprendente, sexy, intelligente... ed anche un po' fragile. Certo, non è sempre facile empatizzare con lei e andare d'accordo con il suo caratterino, ma in generale l'ho trovata proprio un bel personaggio; scritto davvero bene.
Adesso so per certo che chi si permette di dire che Lynch è sessista e maschilista di sicuro non ha letto il terzo libro e non ha conosciuto Sabetha. Cioè, non lo era neanche prima, ma adesso potete fare sogni tranquilli e non preoccuparvi pure di questo, che magari Lynch scrive pochi personaggi femminili, ma quando lo fa, lo fa con stile. 
Una cosa davvero bella di questo romanzo sono i flashback raccontati negli interludi. E' stato stupendo, e abbastanza malinconico, ritrovare i gemelli Sanza, Calo e Galdo, e padre Catena, e poter leggere dell'apprendistato e delle avventure giovanili dei Bastardi Galantuomini
In La Republica dei Ladri viene, inoltre, introdotto un elemento estremamente interessante che ci era stato accennato precedentemente, ma che non era mai davvero stato approfondito: la magia. Non che qui venga approfondita chissà quanto, ma credo che Lynch abbia iniziato a delinearla per renderla una futura protagonista dei prossimi volumi della serie. Sinceramente, lo spero, amo l'high fantasy, e mi piace quando il sistema magico occupa una buona parte del worldbuilding di un romanzo. 
Così come ho adorato i riferimenti all'opera e al teatro... chi mi conosce sa quanto io sia appassionata di teatro, e ogni volta che in un libro se ne parla, il mio cuore inizia a palpitare d'amore. 
per quanto riguarda lo stile, se avete letto le precedenti recensioni (che vi lascio alla fine di questa), ormai lo sapete, Lynch scrive fantasy per adulti. 
Tratta spesso temi molto forti, come violenza e depressione, e non si esime dall'usare un linguaggio piuttosto scurrile e crudo, all'occorrenza. Non è di una volgarità ingiustificata, anzi, lo trovo piuttosto elegante, ma descrive ogni singola scena così come è, senza edulcorarla. 
Il finale mi ha incuriosita davvero tanto e non vedo l'ora che esca il prossimo romanzo (chissà quando) per poter vivere un'altra avventura con Locke e Jean

Voto








Gli inganni di Locke Lamora: RECENSIONE
I Pirati dell'Oceano Rosso: RECENSIONE 






Mi raccomando, passate anche a leggere le recensioni di:












giovedì 17 dicembre 2020

Review Party "I Pirati dell'oceano rosso" di Scott Lynch" - I Bastardi Galantuomini

 





Buongiornooooo!
Finalmente è arrivato il momento di parlarvi del secondo romanzo di questa fantastica saga... siete pronti?


QUI la recensione del primo romanzo.





TRAMA

Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato.
Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri… e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte.
Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani… su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo…
Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare…




Devo essere sincera, ero molto preoccupata prima di iniziare questo romanzo; nonostante avessi amato il precedente romanzo, Gli inganni di Locke Lamora, non sono una grande amante delle storie di pirateria e/o che si svolgono in mare (sì, lo so, sono strana io), quindi avevo il timore di annoiarmi parecchio, e invece... E invece, devo ammettere che I Pirati dell'oceano rosso è stato un romanzo divertentissimo, mi ha tenuta incollata alle pagine e l'ironia di Lynch, che tanto ho amato nel precedente libro, qui l'ho apprezzata molto di più. 
Ovviamente ritroviamo i nostri Bastardi Galantuomini e, ovviamente, sono alle prese con una truffa, ma come poteva essere altrimenti? diversamente, non sarebbero stati loro... Il colpo che Locke e Jean intendono portare a termine si prospetta essere geniale, intricato ed intrigante, estremamente adrenalinico ed assolutamente pericoloso, ed è proprio questa la miscela vincente del romanzo. Per tutta la lettura non puoi far altro che provare quel brividino lungo la schiena, quell'eccitazione che ti pervade quando non sai come potrebbe andare a finire, e ti senti quasi in ansia per loro; come se fossi anche tu un Bastardo galantuomo (o gentildonna)
Come ho detto, non amo particolarmente le storie ambientate per mare, ma il vascello sul quale ci fa accomodare Lynch e le nuove destinazioni da esplorare sono talmente affascinanti, e del tutto diverse da Camorr, che è impossibile non rimanere meravigliati e a bocca aperta leggendo le descrizioni delle terre in cui Locke ci conduce in questa sua nuova avventura. Posti esotici, avventurosi, per niente simili ai vicoli bui e tenebrosi della pseudo-venezia del primo romanzo. 
Lo stile di Lynch è sempre più coinvolgente, divertente, ironico... Si tratta di un fantasy per adulti, quindi a tratti anche crudo e volgare, ma senza esagerare troppo. E i protagonisti si riconfermano fenomenali, in particolare il furbo e scaltro Locke (e non mi dispiace per niente neanche Jean).
Ammetto che questo secondo romanzo mi è piaciuto, forse, più del primo. Tutti dicono che la serie sia un'escalation, e sinceramente lo spero tanto. 
Non vedo l'ora di iniziare (e di recensirvi) il terzo, La repubblica dei ladri


Voto:







Voi lo avete letto?






Ecco qui la recensione (che è uscita oggi) di Lucrezia del blog "Lu is Lost in Books": RECENSIONE 

Domani troverete anche quelle di Syl del blog "Sylexlibris" e di Giulia del blog "Captain Nelyafinwee".