Finalmente ho letto, tutto d'un fiato per altro, "Still" il volume finale della dilogia di "Grip" di Kennedy Ryan, arrivata in Italia con la novella "Flow", che anticipava appunto la dilogia e che è una perla rara che tutti dovrebbero leggere ALMENO una volta nella vita, grazie alla Hope Edizioni.
Trama:
Sarò lì. Nella buona e nella cattiva sorte. Fino alla morte. Puoi contare su di me.
Le promesse che la gente fa. I giuramenti che facciamo. Ipotesi del cuore. L’emozione ci dice ciò che proviamo, ma la vita… la vita ha la capacità di immergerci in acqua bollente, far bruciare le nostre illusioni, mettere alla prova la nostra fede e le nostre convinzioni. Il fluttuare dell’amore è una farfalla, ma l’amore collaudato è un’ancora. Per Grip e Bristol, l’amore è cominciato in cima a una ruota panoramica sotto le stelle. Ma quando quell’amore verrà messo alla prova, voleranno o cadranno?
Grip e Bristol stanno vivendo la loro storia d'amore dopo il caos esploso del gossip diffuso sulla loro storia.
Grip, l'ho già detto e sembrerò ripetitiva, ma è il fidanzato libroso che tutte amano. Se avete letto Flow e in seguito Grip non potete non esservene innamorate. Con me aveva fatto colpo già dai primi capitoli di Flow, la novella che introduce la storia principale di cui leggeremo in Grip.
"Grip" è il primo romanzo della serie e l'ho amato, ma pur portando il suo nome la protagonista assoluta per quanto mi riguarda è Bristol in quel libro. Tira fuori una forza, una determinazione e una pazienza infinite. È un personaggio, come Grip, che non sono riuscita ad odiare. È profonda e facilmente feribile rispetto a ciò che appare. Ha un animo sensibile e gentile che verrà fuori piano piano mentre in Grip il suo carattere è anticipata dai suoi passi.
Il ritmo a cui ci ha abituato l'autrice è fluido e spedito, senza tempi morti.
Si entra in un punta di piedi nella vita di Bristol e Grip, cambiamenti e prese di coscienza annesse. Scorre piano e ciò fa sì che si riesca a percepirne ogni parola, ogni animo e ogni battito che ci viene regalato.
Come anche nei precedenti capitoli Kennedy Ryan alza la voce su diversi argomenti: il razzismo, il rispetto, il femminismo che spiccano su molti altri. Sono dei messaggi urlati a gran voce che non si limitano a stare sullo sfondo della storia, ma sono uno dei punti focali del libro. Sono la componente che rende questo libro un romanzo reale e attuale.
Le ambientazioni e i personaggi sono descritti e costruiti alla perfezione. Nulla è lasciato al caso con la Ryan. Ad ogni azione corrisponde una spiegazione.
Rabbia, pregiudizi, passione e tante emozioni si affacciano in questo libro. Un percorso meraviglioso alla fine del quale mi verrebbe da chiedere alla Kennedy: ANCORA (Still).
<<Quello che provo per te non è un optional Grip. È un mandato, un'esigenza che non mi crea alcun problema. Devo essere ovunque tu sia.>>
Il mio voto:
Fatemi sapere se lo leggerete o se l'avete già fatto!!





