martedì 13 marzo 2018

Recensione del libro: "Punizione divina" di Paola Chiozza

Buongiorno bei lettori!
Qualche tempo fa, ho avuto la possibilità di leggere "Punizione divina" di Paola Chiozza, un romanzo contemporaneo che già dalla trama prometteva risate e tanto humor! Uscito da poco in tutti gli store (il 26 febbraio 2018), oggi vi dico cosa ne penso!




Trama: Cosa c'è di meglio di un paio di Jimmy Choo? Niente, almeno secondo Giuditta Moretti. Sa bene che non dovrebbe spendere tutti quei soldi, non con il tirocinio a New York alle porte. Ma nemmeno il santino di Giorgio Armani e l'apparizione mistica di Donatella Versace riescono a tenerla a bada.
Ha ceduto alla tentazione, e ora può solo sperare che il karma non le si rivolti contro…
Speranza vana, ovviamente. Perché un errore di smistamento digitale (o punizione divina) ha dirottato il suo tirocinio. Non più un'esperienza di classe in un'importante agenzia finanziaria di Manhattan, ma un incubo in un inutile ranch sull'orlo del fallimento nel Montana.
Cavalli (non lo stilista Roberto, purtroppo), tori, mucche e puzza di cacca. 
E Scott Sullivan, muscoloso e sexy cowboy amante dei rodei, arrogante, sporcaccione e pieno di sé. Un rubacuori da strapazzo che le ragazze di Whitefish venerano neanche fosse una divinità.
Tra figuracce imbarazzanti e cortocircuiti ormonali, riuscirà Giuditta a uscirne viva, terminare il tirocinio e laurearsi con il massimo dei voti?

Recensione
Troviamo subito Giuditta attaccata alla vetrina ad ammirare un paio di Jimmy Choo, dopotutto è indipendente, cresciuta in una famiglia benestante e con un conto corrente che i suoi genitori avevano messo a sua disposizione. E poi... la sua amica Sonia le aveva rovinato le scarpe di Armani, per cui doveva in qualche modo occupare lo spazio nella scarpiera, no? Una volta acquistate le scarpe scopre che il suo "amico di divertimenti" si vede con un'altra ragazza, molto bella e che si veste molto bene, per giunta! Aveva ormai dimenticato il significato della parola "amore" più o meno dalle elementari, in compenso con gli anni conosceva sempre meglio quello di "fashion crime". Fortuna che fra due settimane sarebbe stata a New York... Invece sembra che i suoi piani saranno di nuovo cambiati, perché per un errore non si ritroverà a fare il tirocinio nella grande mela, bensì a Whitefish. Nel Montana. In un ranch turistico. Un ranch. 
Save a horse… Ride a cowboy!
Quando Giuditta arriva, l'ospitalità della gente del posto, soprattutto dell'unico pub che ha anche la connessione wifi non è delle migliori, ma quella della famiglia Sullivan è premurosa e gentile e cerca di fare ambientare Giuditta nel loro piccolo appartamentino meglio che può. L'azienda dei Sullivan  ha bisogno di essere risollevata, così Giuditta proverà a farlo, mettendo in pratica tutte le conoscenze che ha.

Purtroppo per la povera Giuditta, rilegata in quel ranch dimenticato da Dio, gli inconvenienti non mancheranno, pestare la cacca con un paio di Manolo Blahnik? Fatto. Corrente che salta mentre fai la doccia? Fatto. Per fortuna, l'unico passatempo, e ben ammirevole, è il figlio mediano del padrone Sullivan, Scott, campione di rodeo e spezzacuori delle povere ed ingenue ragazze del paesino. Emmy, la piccola di casa sarà una rivelazione, così piccola, dolce eppure determinata! Riuscirà infatti a fare un patto con la nostra Giuditta per spezzare il cuore a Scott, tutto parte come un gioco, ma poi...
Ci si innamora degli Sullivan senza pensarci tutto con loro è semplice e sincero i loro gesti, i loro modi di fare, le parole, i discorsi e le risate.
"Non ti manca qualcuno che ti dica che sei unica? Qualcuno che ti dica che è pronto a svegliarsi al tuo fianco tutte le mattine, a sopportare i tuoi sbalzi d'umore, i tuoi atteggiamenti strani e il fatto che a volte parli da sola?"



Entrambi i personaggi sono ben costruiti, mi sono piaciuti entrambi, Scott fin da subito si è dimostrato non solo il solito cowboy/bad boy dei libri, ma anche affezionato alla famiglia, amorevole e devoto all'amore per il ranch, la natura e per gli animali. 
"Vorrei restare qui per sempre, congelare questo istante e viverlo in eterno."

In alcune parti il libro sembra allungarsi, ci si allontana dalla trama principale, facendo dei giri immensi, che avrei tagliato personalmente. Come per esempio le battute tra Donatella Versace e Anna Wintour che da circa il 50% si ripropongono sempre più spesso, con i loro esilaranti battibecchi. 
Avrei preferito che la loro storia d'amore sì strutturasse prima e sicuramente con più intensità. Ho come avvertito un amore basato solo su semplici sguardi e pensieri disdicevoli, certo, poi si sono conosciuti, facendoci conoscere anche a noi aspetti del loro carattere e della loro vita che avrei preferito però leggere prima.
Fin dall'inizio la lettura è esilarante. È scorrevole e mantiene vivo l'umore. La trovo un'ottima lettura frizzante per passare il tempo, leggera e simpatica. Paola Chiozza è riuscita a far innamorare sia della moda, sia della natura incontaminata del Montana.  
Chi ormai mi conosce l'avrà capito, Sono un amante degli epiloghi e questo libro non ne ha unovero e proprio. Quindi, alla fine del romanzo ho avvertito un senso di incompletezza. Non sto dicendo che abbia un finale aperto, solo che, avrei voluto un epilogo in cui vedessimo i nostri protagonisti magari qualche tempo più avanti. Non so se la scelta di far terminare così il libro sia perchè si voglia scrivere un seguito, visto che i presupposti ci son tutti, o solamente, lasciare ai lettori un bel ricordo dei protagonisti facendo terminare loro il libro come avrebbero voluto. Voi lo avete letto? Come li vedete i protagonisti a distanza di qualche mese? 

Il mio voto:


Susan.

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