mercoledì 22 gennaio 2020

[Review Party] Recensione: Come neve che cade di Kristin Hannah


Hello readers! La storia di oggi ho avuto la possibilità di leggerla in anteprima nelle scorse vacanze natalizie e vi confesso che, prima di questa opportunità, non avevo mai letto nulla di Kristin Hannah, ma il suo ultimo libro
COME NEVE CHE CADE 
edito qui in Italia dalla casa editrice Mondadori, mi ha aperto un mondo!

Come sempre, vi presento prima il titolo nelle sue specifiche "tecniche" e poi... pronti con i Clinex!

Titolo: Come neve che cade

Autore: Kristin Hannah

Casa editrice: Mondadori

Genere: Narrativa

Data d'uscita: 21 gennaio 2020

N° pagine: 384

Prezzo: cartaceo 13€ - ebook 7,99€

Trama:
Meredith e Nina Whitson sono due sorelle molto diverse: una si dedica ai figli e al meleto di famiglia; l’altra è una fotoreporter giramondo. A unirle è l’amore per il padre; così, quando lui si ammala, entrambe si ritrovano al suo capezzale, sotto lo sguardo gelido della madre Anya. È proprio lei a condurle verso un antico segreto di famiglia, raccontando la storia di una ragazza vissuta nella Leningrado dilaniata dalla guerra, sepolta dalla neve, dove le donne erano disposte a tutto pur di salvare i propri figli e se stesse.


Quando Kristin Hannah è arrivata sul mio Kindle, pensavo di aver trovato la lettura leggera con cui trascorrere il tempo libero tra una tavolata e una giocata a tombola, ma a quasi un mese di distanza mi rendo conto che avrei fatto meglio a prepararmi psicologicamente, inforcare gli occhiali e raggomitolarmi sotto la mia fedele copertina di Virginia Woolf, rito molto più adatto alla lettura di Come neve che cade.

Un nuovo romanzo che ha come protagoniste le donne - uno dei generi che preferisco, perché diciamo YES! al Girl Power -, tre donne, mogli, madri, sorelle e figlie, diverse tra loro, ma accomunate per sempre dal legame di sangue.
Meredith e Nina Whitson sono cresciute sotto l'ala di un padre amorevole, ma lo sguardo freddo e austero di una madre impossibilitata dalla vita a comunicare (e a dare affetto) se non, nel caso delle figlie, attraverso le favole della buonanotte.

Forse perché parlo per esperienza personale, ma questo genere di "comunicazione" mi ha riportata in meno di due secondi alla camera da letto della casa in montagna dei miei genitori, dove ogni sera mia madre - con pazienza e dedizione, devo ammettere - cercava di comunicarmi messaggi e insegnanti proprio attraverso libri pieni di disegni e favole.

Il rapporto di Anya con le figlie, però non superare il raccontare; la donna si è barricata dietro una cortina di ghiaccio inspiegabile per le due ragazze, ma non per il marito che conosce bene il passato della moglie e per questo l'ha sempre amata alla follia. Il passato di Anya che prima ha inciso sulla "nuova" vita, ricade anche su Meredith e Nina che declinano l'esperienza dell'amore materno (o meglio, del non amore) in due modi diversi. Meredith, come una reazione al "non affetto", diventa una donna attenta e dedita alla famiglia, lavorando nell'azienda del padre e costruendo un nucleo al cui c'entro invisibile c'è proprio lei, che conosce i bisogni di tutti e fa di tutti per soddisfarli, mettendosi sempre da parte - non senza provare dolore.
Nina, all'opposto, scappa di casa e insegue le proprie emozioni in giro per il mondo, fotografando quelle di altre donne, colpite - caso vuole - dalla guerra.
Così diverse eppure legate da un amore indissolubile, non sempre scontato tra due sorelle e diverso, più privato, di quello che provano per il padre.

Il sentimento che lega le due sorelle sembra quasi ereditario, anche l'amore dei genitori infatti è forte e indissolubile, e soprattutto non lascia ad altri la possibilità di entrare. Come in realtà, a parer mio, sarebbe più che giusto: quando si crea insieme una nuova famiglia, la coppia non dovrebbe patirne, venendo inglobata da un nucleo più ampio.

Nel corso della storia, i personaggi femminili sono quasi costretti a maturare dal corso degli eventi: l'imminente morte del padre spinge Meredith e Nina a parlare sul serio con quella madre che sembra saper raccontare solo favole e, allo stesso tempo, rispondendo alla loro richiesta, Anya si lascia man mano alle spalle il racconto favolistico. Davanti a lei non ci sono più due bambine, ma due donne con due percorsi di vita distinti, alle quali deve una volta per tutto il racconto della realtà.
Benché impossibilitata ad esprimere il proprio affetto, nel fare ritorno alla Leningrado del 1941, rivivendo il dolore dei giorni dell'assedio e della guerra, Anya compie un vero e proprio atto di sacrificio per amore.

Riconosco di essere sensibile alle storie che vanno a ritroso, che parlano di paesi dell'Est e di guerra, ma la storia che Kristin Hannah ricama - scegliendo di narrarla in terza persona in modo da dare al lettore una visione d'insieme dei personaggi, di ciò che provano e che vivono - trasmette attraverso una scrittura semplice e scorrevole, prima di tutto i sentimenti che permeano le pagine di Come neve che cade. Disagio e sacrificio, e nell'ultima parte, nel viaggio a Leningrado di Anya, tanto dolore scaturito da un non edulcorato racconto dell'assedio, ricco di particolari di un passato reale di cui l'Italia ha percepito solo una flebile eco.

Quanto mi è piaciuta questa nuova scoperta?


Ma se per voi Kristin Hannah non è una novità, dovete assolutamente consigliarmi altri titoli!











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